The Laughing Apple Book Cover The Laughing Apple
Yusuf/Cat Stevens
Pop, Rock, Songwriter
CD, LP, download
15 9 2017
Europa
Cat-O-Log Records ‎– 5771109
32’ 14”

 

Non c’è alcun dubbio che il disco più celebrato/amato/suonato di Cat Stevens è Tea For The Tillerman, non fosse altro per Father And Son, delicata, semplicissima, bellissima canzone che ha stregato generazioni di ascoltatori, se è vero che è giunta fino ai nostri convulsi giorni perfino sotto forma di musica di accompagnamento per molteplici spot pubblicitari, l’ultimo dei quali è del 2017.

Sono trascorsi quasi cinquant’anni dalla release di quello storico disco (1970) al quale sembra stringere l’occhiolino sin dal primo approccio The Laughing Apple, quindicesimo album di studio Yusuf – oramai è nota la ‘rinascita’ di Stevens, anche anagrafica, dopo la conversione all’Islam – : la copertina dal tratto naif quanto quella di Tillerman, quell’albero e bambini su entrambe. Segni che non sono buttati lì a caso.

E la musica, ciò che più conta, non è da meno. Alla base la ritrovata voglia di ripristinare la sintonia col passato scrivendo nuovo materiale con ‘vecchie’ modalità, ma anche – più semplicemente – recuperando materiale già collaudato ma da ridefinire, come Northern Wind (Death Of Billy The Kid), I’m So Spleepy e la title-track, brani in origine appartenenti a New Masters, il secondo disco di Cat Stevens del dicembre 1967. Mettendo al posto di produzione – oggi, per The Laughing ApplePaul Samwell-Smith, e sulla sedia al suo fianco, con la chitarra in mano, Alun Davies. Entrambi complici nello stesso ruolo, guarda un po’, per la realizzazione di Tea For The Tillerman. Da tempi immemori sbuca anche un inedito forgiato solo parzialmente, quel You Can Do (Whatever) che il cantautore inglese non riuscì a portare a compimento in tempo utile per essere inserito nella colonna sonora di quel piccolo capolavoro, variante surreale sull’amore, che è Harold e Maude di Hal Ashby (1971).

Il materiale fresco di composizione non si discosta – idealmente e musicalmente – da quanto fatto con i ‘rivisti & corretti’. Grandsons riprende il filo di Father And Son tanti anni dopo, quando il padre che consigliava il figlio è diventato nonno. E laddove lo sguardo scorre sui nipoti, nella rigogliosa quiete di Mighty Peace, il musicista non può fare a meno di ricordare – e desiderare – i tempi nel quale il nipote era lui: How I'd love to be a child, with friends spread all around me / Playing games and running wild, with nothing more to do than to / Watch the sun make light, and watch the moon take over.

Capelli e barba imbiancati, Yusuf ha smussato gli angoli dell’estremismo fideistico e si è riappacificato con l’occidentale Cat Stevens. L’uno aveva girato le spalle all’altro. Ora due mondi e due anime possono convivere nello stesso spazio, fisico e spirituale. See What Love Did To Me, che tira in ballo Dio in modo delicato, con una venatura musicale orientaleggiante priva di enfasi, un tempo sarebbe stato un inno, una pagina da opuscoletto dei Testimoni di Geova. Mentre il messaggio di Don’t Blame Them, oltre ad essere di portata universale, ha una conclusione condivisa con il cristianesimo: Don't blame the people that you don't know / Don't blame people who tell you to / 'Cause in the end they're gonna blame you. Insomma, non fare agli altri ciò che non vorresti gli altri facessero a te: la cosiddetta “etica della reciprocità”, attribuita sia a Gesù che Meometto (più vicini di quanto si voglia raccontare per protervi interessi).

Un bel disco, The Laughing Apple, mite e condiscendente, prettamente acustico, che apre al dialogo con (i) sé stessi e col mondo. Che ha la forza gentile di una preghiera senza isterismi o intransigenze. Dove finalmente il maturo Yusuf stringe la mano all’ineffabile Cat.

 

(Visited 48 times, 1 visits today)