Fuocofuochino n. 6 Book Cover Fuocofuochino n. 6
A.A.V.V.
Vario
Fuocofuochino
Aprile 2019
16.5 x 23.0 cm
164
18,00 €

 

Non dovrei essere io a scriverne. Poiché un mio racconto è stato pubblicato dall’editore di Viadana (MN), non c’è dubbio che questo pezzo è velato dalla nube del conflitto di interessi. Soprattutto nel momento nel quale, molto presto, capirete che per Fuocofuochino mi spenderò in lodi sperticate. Doppio conflitto di interesse, in realtà, perché sull’antologia n. 6, quella di cui vi parlerò nel dettaglio, compaio per la seconda volta. Ma pretendere che dopo la sua lettura sgattaiolassi silente è come aspettarsi che Dracula, passando davanti a un bel collo di donna in stile modella di Modigliani, restasse indifferente.

Ma partiamo da lontano. La definizione che dà di sé l’editore: “la più povera casa editrice del mondo”. Un capolavoro di slogan da fare studiare, parola per parola, a tutti gli aspiranti copywriter.
Ideata da Afro Somenzari. Uomo di rara affabilità – tutt’altro che una banalità, di questi tempi – artista, patafisico a tutto tondo, editore. Ma dietro tale brillante teoria (lo slogan) c’è una ancora più sofisticata pratica: Fuocofuochino (che nasce sul finire del 2009) sviluppa lavori che pubblica in due fasi: ognuno di essi prima è bruco, poi diventa farfalla.

La farfalla, quella che ho tra le mani, è la raccolta in forma di volume di 19 racconti, poesie, narrazioni – brevi, che non devono superare le quatto facciate – inizialmente stampati secondo le seguente modalità:

in fotocopie in numero di 11 (undici) esemplari verranno spedite agli amici, sempre quelli (…). In più saranno stampate 9 copie, destinate al pubblico (a prezzo variabile), ognuna firmata Prova dell’Editore. (…) In quarta di copertina ogni copia reca un bollo IGE annullato da giduglia stellata che ne comprova l’originalità.

Succede poi, quando i tempi sono maturi, come si trattasse di un frutto della natura, senza forzature dovute a leggi o logiche di mercato, che raccolta la quantità di opere utili, in termini di pagine, a trarne un volume, un prezioso e raro, al punto che in undici anni sono uscite solo 6 antologie, volume, ecco che appare un libro, e non uno qualsiasi: bello e leggiadro come una farfalla, appunto; libero e imprevedibile come il suo volo.

Bello perché Fuocofuochino è la Nemesi della carta.
Mettete a combattere nell’arena qualunque antologia di Fuocofuochino e il campione del digitale, chessò, un kindle che contiene l’equivalente di 1000 libri, e in un trionfo surrealista – potenza della parola liberata – sarà Fuocofuochino a… stracciare l’avversario. La forza di suggestione ‘fisica’ di Fuocofuochino è talmente potente che averlo tra le mani porta a pensare che la frase più efficace coniata per il mondo digitale – augmented reality – sia invece  cosa soprattutto sua. Il godimento della sua lettura viene amplificato dalle vibrazioni che promanano dall’oggetto libro: originate dal sentire la gentile ruvidezza della carta, il suo profumo, la consistenza del tomo, le misure, la maneggevolezza, le illustrazioni e il impurità della carta che sembrano altre micro illustrazioni.

Una augmented reality generata da una carta meravigliosa ‘costellata’ dalle impercettibili imperfezioni della lavorazione di riciclo, dalla grammatura che incute rispetto, dal font ricercato, dalla impaginazione. E per ogni numero l'apporto di un illustratore di eccezione le cui figure separano gli scritti. Un insieme di forma, ricercatezza e precisione che come risultato danno una eleganza unica.

Inoltre, non a parte ma compresa, c’è la sostanza. Altrimenti detta contenuto. Poesie, racconti, interventi indefinibili ma brillanti, critica, ragionamenti: tutti a servizio di una unica bandiera: libertà di espressione e di pensiero. Senza freni. Senza argomenti tabù o al contrario pretesi. Senza ‘sindrome di vendita’ a incagliare gli ingranaggi del pensiero. Che significa navigare con le parole a vele spiegate, con coraggio, disinvoltura, e una accuratezza che solo le menti più lucide sanno fornire sulla breve distanza. (Io mi autoescludo dal sottoinsieme più nobile in oggetto, facente parte della complessiva parata degli autori al cui cospetto, mediamente, sfiguro).

All’interno di Fuocofuochino n. 6 compaiono le poesie ‘serie’ di Rosanna Flisi, di Silvia Delitala e di Maura Del Serra; e gli ‘a-SE-FOSSI-rismi’ di Lou Artìs. Il primo noir al mondo che fa ridere di Steve Manfroi, il rebus dada di Lorenza Amadasi e Afro Somenzari, e lo schiaffo bene assestato sul grugno del malvezzo sociale odierno di Enrico Baj. La prosa che si fa poesia di Alberto Cappi; il puzzle verbale, storico-dialettale di Paolo Morelli; e la sottilissima fiaba di Giuseppe Festa. La critica illuminante su Italo Calvino di Brunella Eruli, il racconto borgesiano di Edgardo Franzosini, e il secondo e ancor più violento ceffone all’odierna imbecillità dilagante di Donato Novellini. E ancora la favola fantascientifica di Duccio Scheggi, la poesia in rima ‘semplice’ di Stefano Tonietto, e quella sotto copertura di prosa di Giorgio Barbieri Squarotti. Il docile racconto per bambini di Agnese Ambiveri e quelli più cerebrali – surreali e sorprendenti – di Bianca Pitzorno.

Tutto questo sapere in bianco e nero – parole e carta – illuminato dalle illustrazioni di Alberto Casiraghy, non uno qualsiasi ma il geniaccyo che ha inventato Pulcinoelefante, altro caso editoriale da studiare: a parole di spessore, Fuocofuochino non fa mancare un contraltare visuale di altrettanto valore. Come non bastasse, ecco la strenna rappresentata da un segnalibro che fa le veci di sommario. Fuocofuochino sarà anche povera, ma non certo di idee.

Dicevo del mio doppio conflitto di interessi: succede che abbinato a ogni testo si accompagna una presentazione che il più delle volte risulta allettante quanto il lavoro che va a introdurre. Io offro il mio contributo per Steve Manfroi; ma mi lusinga sapere che il mio modesto intervento possa essere stato letto da una firma importantissima quale Bianca Pitzorno, o da altri fini letterati che infarciscono la raccolta.

C’è un’altra cosa che contraddistingue Fuocofuochino da tutti gli editori. Sul sito vi mette a disposizione tutto quanto ha pubblicato su carta. Ma è un rischio calcolato: va bene leggere a ufo, cosa che – il gratis di ogni tipo – attizza il Mr. Hyde che alberga in ognuno di noi, ma come detto leggere avendo il volume tra le mani è tutta un'altra esperienza. Il manufatto cartaceo è talmente bello che così come è, nella sua forma, assurge al grado di opera/libro d’arte: andrebbe scomposto e pagina per pagina messo in cornice e appeso alle pareti di casa.

Per chi volesse sbirciare e/o leggere in digitale ecco di seguito gli indirizzi web dell’editore:

www.fuocofuochino.it

e del distributore Corraini

www.corraini.com

campione di spaccio di mirabolanti esemplari di scritto + illustrazione su carta, presso i quali potete comprare tutti e sei i volumi sin qui pubblicati. A un prezzo inversamente proporzionale al suo valore.

Se amate il libro da cullare tra le dita, l’editoria coraggiosa che si batte non per denaro ma per una giusta causa, e vedere, toccare, sfogliare, leggere qualcosa di stimolante rientra nei vostri umani atti di forza, allora davvero, Fuocofuochino non può mancare nella vostra libreria.

(Visited 64 times, 1 visits today)
Spread the word of T.A.R.O.T.
  • 27
  • 1
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •   
  •  
    28
    Shares
  •  
    28
    Shares
  • 27
  • 1
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •