A quiet place - Un posto tranquillo Book Cover A quiet place - Un posto tranquillo
Horror, Fantascienza.
John Krasinski
Scott Beck, Bryan Woods, John Krasinski.
Emily Blunt, John Krasinski, Noah Jupe, Millicent Simmonds, Cade Woodward, Leon Russom, Doris McCarthy.
Marco Beltrami
5 4 2018
USA
90’
17 4 2018

 

Ragazzi siamo messi male.

Se la razza umana rischia l'estinzione di fronte a un pericolo come quello che si paventa in A Quiet Place c’è qualcosa da rivedere.

Soprattutto se si scrive cinema in questo modo. E anche peggio se la gente in massa apprezza: perché per onestà e dovere di cronaca va detto, in giro per il web è tutto un coro di elogi...

 

Il disco di esordio dei Cranberries – del 1993 – si intitola Everybody Else Is Doing It, So Why Can’t We?: cioè a dire “lo può fare chiunque, e allora perché non lo facciamo anche noi”? È la stessa domanda che ti poni dopo avere visto A Quiet Place. Con il vantaggio, rispetto a un eventuale disco, che il film di John Krasinski è una tale accozzaglia di stupidaggini che si può solo fare di meglio. Anche se fino a ieri avete avuto a che fare con le immagini di una Kodak Fun Flash single use da 12,50 euro al pezzo. Anche alla cieca, come sono i mostri che tengono in scacco l’umanità nel 2020.

John Krasinski

Diamo qualche indizio per farvi capire di che si tratta.
Il genere umano, ciò che ne resta, è in balia di mostri dei quali non si conosce la provenienza. E neppure si sa perché sono lì. Pare che abbiano spazzato, o decimato, l’umanità pappandosela senza curarsi troppo del galateo. Del resto sono velocissimi e spicci. Cecati più di Mr. Magoo ma con un udito che nemmeno Dare Devil. Avranno anche una pellaccia, ruvida intendo, ma i loro super poteri finiscono qui. In fatto di intelligenza sono messi come lo zucchero nella Coca Cola light: zero.

Dunque l’umanità che eccelle nell’inventarsi armi sempre più sofisticate ed efficienti dagli albori della sua comparsa si fa mettere sotto il tallone da un essere che può rappresentare lo stesso pericolo che una tigre dai denti a sciabola o un dinosauro poteva essere per l’uomo di Neanderthal. Con la differenza, rispetto al Homo Sapiens del 2000, che il nostro progenitore non poteva fare affidamento su pistole, fucili, mitragliatrici, cannoni, missili, armi chimiche, batteriologiche, nucleari e compagnia cantante ma soprattutto scoppiettante.

Emily Blunt, Millicent Simmonds

Sono talmente stupidi sti cosi – neppure hanno un nome – che si fiondano come fulmini su qualunque cosa produca rumore. Dunque basterebbe stendere un bel sentiero di mine anticarro, poi sbatacchiare un un po’ di pentolame per attirarli et voilà, il gioco è fatto. Oppure organizzare un bel rave con musica a palla e una volta raccolta la masnada bombardare con cura. Stop, fine, problema risolto. Invece no. Solo dopo un anno e mezzo dalla comparsa delle orride creature si scopre che il loro punto di forza è anche il loro tallone di Achille: un suono di feedback amplificato li manda in manicomio. Insomma, per distruggere l’avversario più letale che il genere umano abbia mai affrontato bastava un impianto stereo di quelli di una volta – altro che cuffiette da MP3 –, comprato a metà prezzo su Amazon, e un disco a caso pescato dal catalogo di Jimi Hendrix.

Ma facciamo finta di niente e, mantenendo saldi i nervi, stiamo al gioco. Adeguiamoci a quello che Coming Soon.com definisce “cinema di genere intelligente e appassionante”. Convinciamoci, ma dobbiamo proprio concentrarci, che sia così. Dunque mettiamo che oltre a essere veloci e assetati di sangue – ma non invincibili, anzi delle vere pippe dato che dopo avere subito la tortura del feedback basta una misera fucilata per farli fuori – i mostri dicevamo (tra l’altro anche formalmente/sonicamente oramai è sempre la stessa roba) hanno una dote in più che non viene apertamente esplicitata perché il film “intelligente” deve mettere alla prova gli spettatori e strapparli alla loro passività. Li deve fare ragionare.

John Krasinski, Noah Jupe

Dunque cosa sarà che ha messo in ginocchio il genere umano di fronte a un pericolo tutto sommato affrontabile? Io ipotizzo che dopo avere mangiato gli umani, i mostri mettano in atto un processo digestivo altamente evoluto che li pone nella condizione di emettere flatulenze – ed ecco la vera arma, ovviamente intelligente quanto certe nostrane bombe – capaci di intaccare la corteccia cerebrale e piano piano rimbecillire gli umani anche più della TV. Solo così si può spiegare come una famiglia che sa che la sua sopravvivenza dipende dal silenzio più profondo e assoluto si circondi di centinaia di oggetti sparsi su tavoli e scaffali – perfino le pareti sono ingolfate di quadri e quadretti – pronti a cadere al minimo contatto, alla prima scossa, all’incocciare casuale e fortuito.

Solo così, c’è qualcosa che non si vede nell’aria intendo, si può spiegare anche l’inizio del film: quando il più piccolo della famiglia, quattro anni, si mette in mezzo alla strada a fare tutto il baccano che può per diventare la prima vittima. Cristo, la mamma di Tonya Harding in quattro anni ha fatto della sua bambina, a forza di ceffoni che però non solo letali, un fenomeno mondiale, e tu nello stesso tempo – mamma e papà – non sei capace di insegnare a tuo figlio che se non te ne sta zitto H 24 rischi di essere mangiato in un solo boccone?

Emily Blunt, Millicent Simmonds

E si potrebbe continuare così, perché quanto raccontato è solo la punta dell’iceberg delle castronerie di un film che definire “intelligente e appassionante” è come vedere nei lavori di Vincenzo Salemme quelle qualità che il prossimo febbraio/marzo lo porterebbero a vincere l’Oscar alla carriera.

Ma se non vi fidate del mio giudizio e volete godervi A Quiet Place fino in fondo non scordate le regole per sopravvivere – i personaggi del film – che sono citate sul poster:

#1 Non fare mai rumore

#2 Resta sempre sul sentiero

#3 Rosso significa scappa

Per gli indecisi aggiungerei:

#4 Entra in un’altra sala alla cieca perché all’uscita di Un posto tranquillo non verrai rimborsato.

 

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