Alien - Covenant Book Cover Alien - Covenant
Fantascienza
Ridley Scott
Michael Fassbender, Katherine Waterston, Billy Crudup, Danny McBride, Demián Bichir, Carmen Ejogo, Amy Seimetz, Jussie Smollett, Callie Hernandez, Tess Haubrich.
Jed Kurzel
11 5 2017
USA
122
12 5 2017

 

Un grande film di fantascemenza. Avete letto bene: nulla a che fare con la fantascienza. È davvero sorprendente la parabola discendente di Ridley Scott. Prendere atto dell’impegno che mette nel cercare di distruggere quanto di buono – o eccezionale – fatto in precedenza.

Siamo nel 2104, ben 103 anni dopo l'avvento dell’astronave di 2001 Odissea nello spazio con la quale si poteva già dialogare. In un secolo di progressi – non dall’anno 0 al 100, ma dal 2000 al 2100 – di passi se ne dovrebbero essere fatti. Passi lunghi e ben distesi. Con un’astronave come quella di Covenant, che intrattiene come un umano, ci si può aspettare sia talmente evoluta che tu ci possa copulare. Invece no, è tutta apparenza, perché in realtà si tratta di un tale catorcio che se le urli in preda al terrore, così da non lasciare spazio all’interpretazione: “massima allerta, sull’astronave abbiamo un alieno che ci sta facendo un culo così dal primo contatto, meglio che dai la sveglia agli ultimi due imbecilli rimasti in vita oltre a noi che ti stiamo dando gli ordini”, no, questa non è capace di farlo: nel 2104, per un’astronave lanciata nello spazio siderale, che deve mantenere in vita 2.000 coloni, e non ricordo più quanti embrioni (?), chiudere il getto d'acqua di una doccia e spegnere un programma musicale è un impegno troppo difficile. Non ce la può fare. Di modo che i due imbecilli di cui si diceva vengano maciullati. Uno script geniale. Che ha fatto grandi cose lungo tutto la vicenda, in particolare in apertura, dopo 10 minuti e film praticamente finito.

Finito perché non è possibile continuare nella visione di una narrazione così stupida: “Capitano, arriva un segnale da un pianeta a pochi giorni di viaggio, rispetto ai 7 anni che ci aspettano per il pianeta della missione per la quale ci siamo imbarcati, che facciamo, l’aria è respirabile, ci stabiliamo qui?”. E certo. Intanto scendiamo a sgranchirci le gambe e fare una pisciatina all’aperto. Per pensare di stabilircisi dopo avere fatto i primi quattro passi. Perché basta che l’aria sia respirabile e si può scendere su un pianeta sconosciuto in infradito e cicca tra le labbra. Lo sanno tutti. Niente scafandri, tute, protezione di alcun genere.
Ovviamente mai sentito parlare di batteri, virus, microbi. Oppure anche più facile di insetti o piante o altre forme di vita sconosciuti. Pericolosi. Mortali.

Anche a Chernobyl l’aria è respirabile. Inoltre gli alberghi non costano un cazzo. Perché non farci 15 giorni di vacanza? Ecco, questo è l’equipaggio di un’astronave in viaggio tra le stelle: mica fatti di ectasy per un salto in discoteca su Alpha Centauri di sabato sera, ma addestrati per andare a colonizzare un mondo, con la responsabilità della vita di almeno altre 2.000 persone e forse il futuro dell’umanità a carico. Ti aspetti che chi ha programmato sto po’ po’ di missione metta tutto nelle mani di gente capace, la crème, truppa scelta, il meglio, esperti. Ma in base a quello che si vede accadere in Alien - Covenant viene da pensare che gli astronauti oggigiorno, per quello che hanno da fare, mica colonizzare un nuovo mondo, li reclutano al punto scommesse Intralot.

Esperti, scienziati, truppa scelta? Questi qua sono un branco di mentecatti che i ragazzi di Padre Brown farebbero neri, figuriamoci un alieno ammazzasette. Ogni cosa che fanno è disastrosa, non ne azzeccano mezza, ottusi al punto che speri che il neomorfo faccia piazza pulita alla svelta così da chiudere film, ciclo, e mettere la parola fine a questo stillicidio che sta infangando il magnifico ricordo dei primi tre episodi. Talmente inspiegabile Alien - Covenant, nella mancanza di un impianto di svolgimento solido, o almeno adeguato, che ti viene da pensare che Scott non faccia apposta, nel girare film sempre più scadenti, così da mettere gli spettatori nella condizione di rivedere la propria opinione e salvare l’episodio precedente che a quel punto non risulta più il peggiore. Una politica alternativa di recupero del passato. È così che si rivaluta il trash, facendo peggio.

Il consiglio spassionato è di non andare a vedere Alien – Covenant, se avete goduto di Alien e Aliens, e parzialmente Alien3. Ma anche se non avete visto gli altri film della saga. Non si salva davvero nulla: un dialogo, una situazione, un attore, un personaggio, una trovata. Neppure il poster. E non mi si parli di pacchiana filosofia (per le allodole) come ho letto da qualche parte. Per darsi un tono e dare una chance a un film cerebralmente leso.
Come del resto erano La Clonazione e Prometheus.
E non sapete che male mi fa ammettere questo lento, lungo e totale tracollo.

 

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