Alita – Angelo della battaglia Book Cover Alita – Angelo della battaglia
Fantasy, manga
Robert Rodriguez
James Cameron, Laeta Kalogridis
Rosa Salazar, Christoph Waltz, Jennifer Connelly, Mahershala Ali, Ed Skrein, Jackie Earle Haley, Keean Johnson, Eiza González, Lana Condor, Jorge Lendeborg Jr., Michelle Rodriguez, Casper Van Dien, Marko Zaror, Idara Victor, Jeff Fahey, Jai Courtney, David Sobolov, Edward Norton
Junkie XL
14 2 2019
USA
122’
16 2 2019, Raffaello, sala 1

 

Dietro al trionfo di computer grafica che è Alita – Angelo della battaglia, diretto da Robert Rodriguez, c’è James Cameron, che ha cominciato a pensare alla realizzazione del film sin dall’inizio del millennio.

 

Come tempo di gestazione rischia di passare alla storia: Alita – Angelo della battaglia ci ha messo 19 anni per venire alla luce. Un tempo immenso, vista la velocità con cui si muove il mondo in genere ma anche quello del cinema, con una serie impressionante di film che al momento dell’annuncio sono attesissimi per poi venire bruciati in pochi giorni.

Rosa Salazar

Messo al corrente dell’esistenza del manga di Yukito Mishiro, perché da lì parte tutto, dal sodale e collega Guillermo del Toro, il regista di Avatar ha dovuto accantonare l’idea di realizzare il film con le proprie mani, metterle in quelle di Rodriguez che sa il fatto suo, e mantenere per sé il ruolo di produttore.

Il risultato è di altissimo livello. Se guardiamo all’impianto visivo. Su questo le aspettative non sono andate disattese. La tecnologia ha raggiunto livelli tali che sullo schermo i cineasti possono davvero inventare qualunque cosa con risultati di massimo realismo. Ma il punto, come spesso accada al cinema, non è l’aspetto formale.

Mahershala Ali, Jennifer Connelly

Alita – il film – raccoglie tutto lo scibile che la fantascienza cinematografica di alto lignaggio, ma anche di medio cabotaggio, ha espresso negli ultimi 40 anni: Rollerball, Robocop, immancabilmente Blade Runner – col quale chiunque in ambito SF è costretto a confrontarsi se guarda indietro ma vuole fare un passo avanti –, perfino Ready Player One o Independence Day. E se ne potrebbero citare altrettanti. Ci sta. Non si può narrare partendo da una tabula rasa. E poi, in questo caso, abbiamo l’opera del giapponese Mishiro dalla quale non ci si può discostare troppo.

Christoph Waltz, Rosa Salazar

Tutto questo risaputo (visionario), però, che innesca dell’altro (drammaturgico), serve solo ad alzare la soglia dello stupore inteso come ‘semplice’ piacere: ammesso che uno spettatore scafato possa provare sincera meraviglia di fronte a tale tipo di cinema. Scafato, appunto: ovvio che nel caso di ragazzi che non hanno visto i film citati in precedenza, o fanatici del genere – manga, non SF – pronti a bersi qualunque cosa, le cose cambiano. E il lavoro di Rodriguez diventa una gran cosa.

Ed Skrein

Alita – Angelo della battaglia è un film come Avengers – Infinity War e rampolli della famiglia Marvel o DC. Tutto azione, botte, scontri tra corpi in parte di metallo in parte di carne. Meravigliosi: una Cappella Sistina delle configurazioni di combattimento tra guerrieri di opposta fazione.

Le scene che rimangono impresse sono lo scontro nella taverna dove si riuniscono i cacciatori di taglie e Alina che da sola li gonfia tutti, e quella dove la cyborg dagli occhi di Big Eyes – ricordate il film del 2014 di Tim Burton con protagonista lo stesso Christoph Waltz? – disintegra gli avversari nella prova di Motorball. Il resto è contorno di prassi, tra favole e cartone per famiglie: la storia d’amore tra la cyborg e il malandrino Hugo che ha comunque un cuore di panna ed è destinato a soccombere per amplificare il senso di vendetta di Alita; l’algida e bella principessa cattiva che in origine era buona e buona ritornerà ma a costo del proprio sacrificio; il buon dottore (che non è Asimov) che ha una doppia segreta identità, benefattore e vendicatore. E i cyborg cattivi che sono le solite macchiette.

Rosa Salazar

Piacevole, realizzato con il top della computer-generated imagery –  urk! –, supportato da attori di indubbia bravura (Christoph Waltz, Jennifer Connelly, Mahershala Ali, Michelle Rodriguez, e Edward Norton impiegato per 3 secondi proprio sul chiudersi del film) che però non fanno la differenza. E quel fastidioso non-finale che già rimanda al prossimo capitolo. Tanto rumore per nulla? No. Ma per così poco. E al botteghino, sarà un caso, anzi no, si vede.

 

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