Poche ore prima che a Ennio Morricone venisse concesso l’Oscar, una piccata giornalista di radio RAI 1 confezionava un servizio nel quale si scagliava, carica di eccezionale sdegno, contro l’Academy. “Vergogna”, tuonava. È la sesta volta che il Maestro fa parte della cinquina finale candidata all’Oscar per la migliore colonna sonora e gli yankee che fanno?, lo snobbano. Accidenti, penso, come è possibile? Provo a fare mente locale cercando di portare alla memoria i competitor del Maestro. Chi potranno mai essere questi quattro cialtroni che ogni volta portano via in maniera fraudolenta l’ambita statuetta dorata al nostro campione? Quaterne composte da Ricky Martin, Gegè O’ Piattaro (origine italiane ma passaporto svizzero), Otto & Barnelli, Tiny Tim… forse? Oppure Captain Sensible e il suo pappagallo di pezza, Conchita Wurst, il Ranger Smith e Violetta? E via di questo passo.morricone-755x515

Ma finalmente il meritato riconoscimento è arrivato, nella notte tra 28 e 29 febbraio 2016, quasi l’alba in Italia. Col cuore in pace, riappacificato con i dannati yankee, ho fatto qualche ricerca, e no, Tan Dun, vincitore nel 2000/’01 per La tigre e il dragone, quando il Maestro era in lizza con Malena di Giuseppe Tornatore, per stregare i membri del Academy non ha usato la base di Gangnam Style. Così come posso garantire che l’attività più importante del direttore cinese, per quanto le sue sortite nel cinema siano sporadiche, prima di vincere l’Oscar non era la composizione musica ambientale per Take Away.Ennio Morricone - Malena OST (2000)_med

Andando a ritroso, nel 1991/’92, quando Morricone si buscò la nomination per il contributo sonoro a Bugsy, ma poi la spuntò Alan Menken con La bella e la bestia, già autore di opere che vanno dalla Piccola bottega degli orrori a La sirenetta, gli altri uccellati furono John Williams, James Newton Howard e George Fenton, non esattamente tre pirla a caso. Va considerato, poi, che per quella edizione del premio il vero ‘nemico’ Morricone se lo trovò in casa: quell’anno lo Zio Sam omaggiò come migliore film straniero Mediterraneo di Gabriele Salvatores. Impossibile pensare che si potesse andare a medaglia d’oro due volte.

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Nel 1988, composta la musica per Gli intoccabili di Brian De Palma, Morricone dovette battagliare contro John Williams, nominato questa volta per ben due colonne sonore, l’inglese George Fenton, e il terzetto composto da Ryuichi Sakamoto, David Byrne e Cong Su che la spunterà su tutti.

gli intoccabili-piccola

Arriviamo alla 59° edizione, anno 1986/’87, la musica di Morricone è composta per The Mission dell’inglese Roland Joffé, splendido film, altrettanto superlativa la musica, come quasi sempre. In competizione ci sono quattro pezzi da novanta, gente che ha scritto pagine di storia della musica, che si tratti di cinema o altro: James Horner, Jerry Goldsmith, Leonard Rosenman, Herbie Hancock. La spunta Herbie, che non è il maggiolino tutto matto, ma un musicista molto genio.

Infine il primo tentativo, quello che non si scorda mai. Anno 1978/’79, il film è I giorni del cielo del parco Terrence Malick. A contendere la statuetta a suon di note da Oscar al Maestro ci sono l’inossidabile John  Williams, Jerry Goldsmith, Dave Grusin, Giorgio Moroder. A sorpresa, questa volta vince l’outsider e allora Re della Disco. Comunque italiano.

i giorni del cielo-reduced

Non mi pare che dietro la lunga attesa di Morricone, e del Maestro in quanto simbolo dell’Italia, ci sia un ben orchestrato, è il caso di dirlo, e sordido complotto. Anzi, nel corso degli anni i riconoscimenti al cinema  italiano, nelle categorie da Oscar più disparate, dalle più importanti alle meno appariscenti, sono stati innumerevoli e sono lì, sotto gli occhi di tutti, basta dare un’occhiata alle statistiche. Ennio Morricone, inoltre, può vantare il riconoscimento dell’Oscar Alla Carriera consegnatogli nel corso della 79° edizione. Ma incuranti dei fatti, su media e web si sprecavano i piagnistei sul modello “Dio, perché ce l’hanno tutti con Morricone?” (Sottotesto: e con noi poveri italiani). “Ha composto musica straordinaria…”, “… ha scritto 500 colonne sonore…”. Etc. La risposta potrebbe essere: perché al mondo ci sono altri compositori in grado di scrivere musica straordinaria, e l’Oscar per la categoria è uno solo.

John  Williams, che gioca in casa, tanto per dirne uno, è stato nominato 50 volte e ha portato a casa solo – si fa per dire – cinque statuette: una ogni 10 nomination. Il rapporto nomination/Oscar di Morricone, 1 a 6 (più 1 un Oscar alla carriera, che a sentire alcuni pare una offesa, ma a rigor di logica dovrebbe risultare più prestigioso della singola vittoria) sta lì a certificare che tra l’Academy e il Maestro la sintonia è perfetta. Per cambiare categoria, e offrire un ulteriore esempio convincente, si può citare Paul Newman, arrivato all’Oscar al settimo tentativo per Migliore Attore Protagonista, nel 1987, a 62 anni, con uno dei suoi film meno interessanti, quando i titoli sulla lista delle performance di caratura stratosferica non si contavano più.
Peter O’Toole con otto candidature e Richard Burton con sette, o Deborah Kerr e Glenn Close con sei non ce l’hanno mai fatta. E i primi tre non ce la faranno mai.ennio-morricone-oscar

Dopo il tanto sospirato annuncio per la vittoria della musica che impreziosisce The H8ful Eight di Quentin Tarantino tutta Italia – io compreso – è esplosa in un fragoroso tripudio. Da tutti, radio tv giornali gente comune e gente distratta, si è levato unanime il coro di osanna che raccontava quanto quella musica fosse stata importante per loro e le loro vite in genere. Pareva Morricone fosse morto, tanti erano l’attenzione e lo sforzo profusi. Morricone ha scritto un numero incalcolabile di colonne sonore, si dice oltre 500, se aggiungete canzoni, brani per orchestra, composizioni e frattaglie varie, la lista dei titoli a sua firma ha del sovrumano.

Detto questo, mi piacerebbe sapere quanti italiani sono in grado sciorinare a memoria 10 titoli di colonne sonore firmate dal Maestro. 10, non sono molte, e concedo un vantaggio: valgono anche i titoli dei film di Sergio Leone, quelli che stanno al cinema quanto la formazione Sarti, Burgnich, Facchetti, Tagnin, Guarneri, Picchi, Jair, Mazzola, Peirò, Suarez, Corso sta al calcio (ma grazie a Nanni Moretti anche al cinema).

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Per avere una prova di quanto tale sommovimento nazionale per Morricone sia più un abbaglio che cosa reale basta fare una seconda ricerca – cosa comunque già nota ai sinceri appassionati – per vedere quanti sono i dischi disponibili, stampati in Italia, che riferiscono al compositore romano. Entrate in un negozio di dischi, o in qualunque supermarket dove questi si vendono come merce qualunque, fate una ricerca su Amazon.

Oltre la cascata di ingloriose (e bastarde) compilation con i temi delle solite stranote pellicole – cambiano le copertine, il contenuto è praticamente identico – restano alcune decine di titoli, quasi nulla se si pensa alle centinaia e centinaia di lavori ai quali si potrebbe attingere. Ergo, se non c’è offerta significa che non esiste domanda. Dunque, tutta questa gente che dal 1978 a pochi giorno orsono ha perso il sonno in attesa che si facesse giustizia del ‘crimine della statuetta mancante’, come – ma soprattutto quanto – conosce la musica di Ennio Morricone?

Come già detto, attraverso quattro rachitiche raccolte che raccattano briciole della trilogia Western, di C’era una volta in America, The Mission e poco altro. Grazie a quelle quattro frasi che sono nell’aria, eterne, dal momento nel quale echeggiarono nelle pellicole originarie la prima volta. Ma quale statuetta mancante, il vero crimine è la mancanza di autentico amore per la musica: quello che ti spinge a comprare un disco, a sentirlo dall’inizio alla fine, a sapere chi c’è dietro, che tanto ti ha emozionato da spingerti a comprarne un altro. E un altro. E un altro ancora.

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Grazie Maestro. Non per l’Oscar, e nemmeno per il lustro che guadagna il nostro paese di frignoni, ma per tutta la bella musica che ha composto. Che purtroppo ci è data modo di godere solo in minima parte. Continui così, per altre 100 colonne sonore almeno.

 

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