The Quest Book Cover The Quest
Andreas Varady
Contemporary jazz
6 4 2018
Cd, Album
USA, Canada
Resonance Records ‎– RCD-1026
63’ 55”

 

Biografia

Nato il 24 luglio 1997 in Slovacchia, ma di famiglia ungherese, Andreas Varady è un enfant prodige della chitarra jazz. Ha iniziato a suonare all’età di 4 anni sotto la spinta del padre Ondrej Bandi insieme al quale ha registrato i suoi dischi.
Quando ha nove anni si trasferisce con la famiglia in Irlanda, dove dopo due anni di busking insieme al padre stringe i rapporti col batterista David Lyttle che lo include nella sua band e gli produce il disco di esordio intitolato Questions.
Non passa molto tempo e musicisti importantissimi della stessa scena come Martin Taylor, Tommy Emmanuel e Louis Stewart si accorgono del suo enorme talento. Fino a quando nel 2013 il leggendario Quincy Jones lo prende sotto la sua ala protettrice.
Nel 2011, ancora tredicenne, Andreas si è esibito al Ronnie Scott’s di Londra infrangendo il record del più giovane headliner. Dopodiché è stata la star sulla copertina di Guitar Player. Da quel momento la sua carriera è decollata: tra i numerosi jazz festival ai quali hapartecipato vale la pena ricordare il Montreux Jazz Festival edizione 2012, che l’ha visto protagonista come parte dell’ensemble di Quincy Jones.
Nel 2015 Andreas ha stipulato un contratto con la prestigiosa etichetta Verve per la registrazione di un disco che per titolo porta il suo nome, prodotto da David Paich (Toto).
Nel 2018 è arrivato il suo terzo disco The Quest.

Discografia

Andreas Varady & David Lyttle With Michael Janisch & Bandi Varady: Questions ‎(Lyte Records, 2010)
Andreas Varady (The Verve Music Group, 2014)
The Quest ‎(Resonance Records, 2018)

 

Come si può definire un tredicenne che si esibisce da headliner, diventando il più giovane in assoluto a tagliare il traguardo, al celebre jazz club Ronnie Scott’s di Londra? Al quale Guitar Player concede la copertina quando ancora ha le fattezze di chi è solito giocare con le figurine dei calciatori piuttosto che fare sul serio con una chitarra? Enfant prodige… fenomeno… genio: scegliete voi.

Ma trovare la parola o l’aggettivo più adatto da accostare al nome di Andres Varady è un gioco, forse sterile, che ha valore sino a quando il ragazzo inizia ad accarezzare le corde del suo strumento. Cosa che avviene allo scoccare dei 14” di Lost Memories, frammento introduttivo di The Quest, che in poco più di un minuto mette in chiaro come stanno le cose. Probabilmente il tempo impiegato per convincere chi gestisce la programmazione del Ronnie Scott’s, la Verve che nel 2014 (aveva 17 anni!) ne ha prodotto l’eponimo disco, o il decano Quincy Jones che ha fatto firmare Andreas per la sua agenzia di management.

Il giovane talento dell’est Europa non è però un fenomeno da baraccone. Il borioso leader tutta tecnica, omaggiato per di più dalla natura, che pretende il centro del palco per lasciare agli altri le briciole. Niente affatto. Il giovane chitarrista si integra perfettamente con un gruppo equilibrato di cui intende essere matematicamente un/quinto. A tutti lascia il dovuto spazio: al fratello batterista Adrian, giovanissimo anch’egli, al padre Ondrej Bandi che si adopera al basso, ma soprattutto agli altri due musicisti di spicco del quintetto.
Il sassofonista tenore Radovan Tariska e il pianista Benito Gonzalez sono partner di prima qualità che quando prendono la scena lo fanno da soci e non da dipendenti.

The Quest è un disco di pregiata fattezza. Non ci sono dubbi come non ci sono momenti di stanca: i Varady comprimari, Tariska e Gonzales  non scaldano l’aria preparando l’entrata della stella, ma tessono jazz moderno che starebbe in piedi anche senza l’apporto della chitarra. Certo.

Quando arriva il momento di Andreas, però, i fregi che tesse con un filo di note dorate, eleganti ma non prive di accento, tutt’altro che timide, ma mai sfrontate, sono un invito a riconsiderare un genere, il Jazz, in maniera meno ossequiosa pur mantenendo altissimo lo standard. Com’è giusto che sia. Un ossimoro, forse, una lezione che arriva da un ragazzo che nel 2018 ha l’età dell’alunno ma le stimmate del maestro.

I dichiarati punti di riferimento di Andreas Varady sono classici come Django Reinhardt, Wes Montgomery, George Benson, John Coltrane (ne trovate tracce in Radio Joint, The Time Is Now, The Quest, Radiska). Ma se preferite l’allure odierna, e magari ammirate la palette emozionale di Pat Metheny (Follow Me, Story, Her Dream ne sono splendidi esempi), avrete di che ripetere l’ascolto di The Quest.


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