Carta Marina Book Cover Carta Marina
Ángel Ontalva & Vespero
Progressive rock
12 7 2018
CD, Album, Digisleeve, Download, Streaming
Spagna/Russia
October Xart – VMS003
60’ 11”

 

Con un occhio minaccioso che spunta da misteriose profondità marine, Ángel Ontalva presenta il resoconto della sua avventura sonoro-marinara. Affrontata con un piglio che sa di tempi antichissimi e spedizioni perigliose. Lui, spagnolo, comanda la navigazione, studiando carte (l’opener Carta Marina) e avvalendosi di una ciurma, russa, che tutta insieme porta il nome di Vespero: ai remi ma soprattutto ognuno al suo strumento di supporto al Capitano.

Il diario di bordo – senza parole, racconto per sola musica – consta di sette lunghi capitoli che si soffermano con dovizia di particolari – emozionali – sulle  mostruosità che dai fondali più torbidi hanno reso la navigazione di Ángel Ontalva & Vespero qualcosa da tramandare con una registrazione: si narra dei raccapricci di Giant Lobester Between the Orkneys and the Hebrides e Horrenda Charybidis Near Lofoten; e delle meraviglie naturalistiche/geografiche di Insula Magnetica, Sledges Crossing the Gulf of Bothnia, Sea Orm e Ziphius.

Carta Marina è una lunga traversata elettrica di Capitan Ontalva che non smette mai di tormentare la chitarra (à al Ed Wynne degli Ozric Tentacles), provando però a rendicontare con la voce (strumentale) di (soprattutto) un altro grande e titolato navigatore di lungo corso: l'Ammiraglio Robert Fripp.

I Vespero si prestano al gioco e provano a chiedere credito inforcando imitazioni delle uniformi King Crimson – quelli con David Cross al violino – e appuntando al petto medaglie di cioccolato arricchite da canditi post-rock: ma fare il verso, con costrutto, alla rinomata e navigata ciurma KC è più arduo che sopravvivere all’incontro con una aragosta gigante e un orrendo Charybidis (un granchio nella realtà, e il Cariddi dello stretto di Messina nella mitologia; talmente spaventoso che persino Ulisse, nell’Odissea, tenta di stargli alla larga preferendo affrontare Scilla).

Un lungo navigare alla ventura, improvvisato, può essere piacevole. Ma dopo tanta acqua e un orizzonte che è una linea piatta – trascorsa la quantità di minuti per capire dove si sta parando – nasce l’esigenza di un lembo di terra ferma – siano anche solo Islands (KC) – per sbarcare in cerca di altro.


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