Dead Magic Book Cover Dead Magic
Anna von Hausswolff
Gotich, Progressive rock, Dark
2 3 2018
Download, vinile, CD
S
City Slang ‎– SLANG50139P
47’ 16”

 

Il contrasto tra l’immagine borghese di Anna Von Hausswolff e il suo alias artistico è così ben bilanciato che ci si chiede quanto ci sia di vero e all’opposto di studiato.

Nonostante sia stata accostata a Kate Bush, Nico e Yma Sumac, il paragone che sembra più calzante è quello con la sacerdotessa delle tenebre Diamanda Galas. Ma dove questa si presenta perfettamente al suo posto tra ombre e fumi sulfurei, con una presenza vocale che rasenta gli estremi delle possibilità, la giovane svedese, bionda e di aspetto angelico – quasi ovvio –, sembra indossare un vestito di scena: proprio perché il contrasto tra la sua natura e la scelta di offrirsi come cantrice del lato oscuro ha più capacità di fare presa di chi sinistro lo è per genesi (la Galas).

Inoltre le doti vocali della Hausswolff, per quanto si sforzi, e benché niente affatto disprezzabili, sono ben lungi da arrivare ai vertici di mostri (sacri) come Galas, Bush e Sumac. In quanto a Nico, poi, la sua vocalità non la introduce certo nella lista di chi si può definire come ‘forza della natura: le sue doti sono sempre state altre.

Per tali ragioni il caso di Dead Magic, dalla copertina orrifica e dalle parole, titoli e testi, degni di epitaffi e necrologi – The Mysterious Vanishing of Electra, Ugly and Vengeful –, diventa una sorta di ossimoro musicale, perché paradossalmente il meglio del disco si palesa quando la cantante se ne sta zitta e buona: The Marble Eye, cinque minuti di organo a canne, rappresenta il meglio. E lo stesso vale per altre fasi dei lunghi brani che si avvalgono di corposi intermezzi per soli strumenti.

La Hausswolff suona appunto anche organo a canne e Mellotron, ma dato che sono accreditati alle tastiere anche Randall Dunn e Filip Leyman è difficile stabilire quanto sia la sua abilità in fatto di avori. Poco importa, perché sua è la musica, sue le parole, suo l’artwork. Per quanto riguarda la gloria nei secoli, si vedrà.

Dead Magic, al di là delle valutazioni che riguardano l’ ‘apparato scenico’ e trasmettono un senso di posticcio, da fondale cinematografico, è un disco che emana un certo fascino. Musica da little creepy horrors. La colonna sonora ideale per la vostra personale serie di sfortunati – non certo tragici – eventi. In fin dei conti un Gotico ben cucinato e servito con aggiunta di salsine a base di Elettronica accessibile, Prog a scaglie, Dark macinato.

Più che dare i brividi risulta a tratti – The Truth, The Glow, The Fall, la già citata The Marble Eye, Källans Återuppståndelse,  – perfino piacevole. Morte, vendetta, sparizione, resurrezione che si potrebbero vietare ai 14 anni ma non faranno perdere il sonno dai 18 in su.

 

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