Prendete una donna, una bella donna. Poi spogliatela della sensualità. Rimane una bella donna, la sostanza, che non è poco. Manca però qualcosa, forse secondaria ma comunque importante. Come il sale, che per quanto sia l’elemento più a buon mercato di qualsiasi pietanza, risulta imprescindibile. È quanto succede alla musica, al prodotto principe dell’industria della musica da quando il disco – per usare la definizione che il sociologo e filosofo polacco Zygmunt Bauman applica a una società sempre più consumistica e alienata – è diventato ‘liquido’. Il download in un certo senso è proprio così: impalpabile, scivola tra le dita come acqua, liquido. Non c’è meccanica di mezzo, non si riesce a maneggiare: all’origine non ha supporto, involucro, confezione o copertina. La sensualità del disco, quello in vinile, consisteva in questo: nella confezione – certi lavori di packaging erano mozzafiato – e soprattutto nella copertina. Fior di illustratori, ma anche pittori o fotografi di fama e talento hanno contribuito a rendere più grandi quelli che erano emozionanti opere musicali.

TheShrinkingMan

Poi è arrivato il fatidico momento in cui il mondo ha cominciato a perdere di ampiezza, più socialmente che fisicamente: le famiglie si sono assottigliate, single e mini appartamenti erano cool, nello stessa cubatura si potevano ingolfare 12 appartamenti invece di 6 con doppio guadagno per costruttori e agenzie immobiliari. Perché non fare lo stesso con la musica? Qualche decennio dopo Richard Matheson, che aveva scritto The Shrinking Man, un classico della SF, Sony e Philips hanno applicato il concetto che si trova alla base del libro alla musica, inventando quello che sembrava un miracolo, e un passo in avanti dal quale non ci sarebbe stato ritorno: il Compact Disc, fino al singlolo da 3”, il minimo storico delle misure per un supporto musicale. Fino all’avvento del download. Col CD la sostanza rattrappita si rifletteva sull’immagine, con copertine drasticamente ridotte nelle dimensioni, che di conseguenza andavano perdendo la loro importanza e sottraevano fascino – la dannata sensualità – al prodotto disco. Negli ultimi anni, però, c’è stata una impensabile inversione di tendenze. Non so se tra le coppie, o quale sia l’attuale trend immobiliare, ma nel mondo dell’industria musicale che annaspa, sempre prossima al tracollo definitivo, la vera novità, una piccola boccata di ossigeno che fa ben sperare, paradossalmente è il ritorno al futuro. Un salto all’indietro alla riscoperta del vinile – il vecchio formato 30 x 30 cm – e della bellezza delle copertine che lo accompagnano. Dopo che ci hanno raccontato, a noi maschi, per evitare la depressione massiva, che le misure non contano, ora la discografia manda segnali opposti.art-vinyl-play-display-cut&redux

A sostenere la battaglia dell’arte della copertina, però, da oltre 10 anni, esattamente dal 2005, ci sta pensando la britannica Art Vinyl, azienda produttrice di cornici pensate proprio per esporre le copertine dei dischi che amiamo senza metterle in pericolo. Oltre ‘Il Canale’, da novembre di ogni anno il pubblico degli appassionati può votare una serie di 50 lavori scelti da professionisti della grafica e del mondo della musica che vengono esposti in locali adeguati sparsi per il Regno Unito, per proclamare un vincitore che verrà svelato nel gennaio dell’anno seguente. Ma dal 2011  – rara dimostrazione che anche Italia, di tanto in tanto, qualcuno fa un buon lavoro importando format intelligenti – la brillante iniziativa ha preso piede anche nello ‘Stivale’. Merito di Paolo Zamma, la mente che coordina il concorso e gestisce Art Vinyl Italia, produttrice autoctona di Play&Display, le cornici alle quali abbiamo accennato, che per la loro praticità ed eleganza sono vendute non solo nei negozi dischi ma anche in quelli di arredamento.Article redux

Le prerogative del concorso italiano sono le stesse di quello inglese e, proprio dalla più recente edizione, anche di Scozia, Norvegia, Ungheria: mettere in evidenza il prezioso lavoro di grafici, illustratori, fotografi che impreziosiscono il copioso panorama di uscite annuali, non solo delle major ma delle innumerevoli etichette indipendenti che spesso fanno un lavoro di eccellenza nonostante la mancanza di grandi risorse economiche. Negli anni passati in Inghilterra sono stati premiati dischi di Thom Yorke, Muse, Fleet Foxes, David Gilmour (2015), e in Italia Hessa/Hegeria, OfflagaDiscoPax, Two Bit Dzperados.

carpenter music reduxPer conoscere la storia di Art Vinyl e come si articola nel dettaglio il concorso, Paolo Zamma si è prestato gentilmente a rispondere ad alcune domande.

Quando e come nasce Art Vinyl Italia?

Art Vinyl Italia nasce nel 2010 e dal 2011 gestisce il sito web artvinyl.it

Quali sono i vostro prodotti? Dove si trovano e qual è il best seller?

Art Vinyl produce le cornici Play&Display, cornici progettate per esporre i dischi in vinile LP e 12”. Il prodotto è inglese ed è distribuito in tutti i paesi dell’Europa, negli Stati Uniti, in Australia e in Giappone. È disponibile in due colori, nero e bianco, e in confezioni singole e triple. Non c’è una tipologia di prodotto che va meglio dell’altra.

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Siete i promotori del concorso Best Art Vinyl, puoi dirci di cosa si tratta e come nasce?

Il Best Art Vinyl è un evento che premia la copertina per LP più bella dell’anno. Ogni novembre la sede inglese seleziona cinquanta copertine tra i tanti titoli usciti nel corso dell’anno e le sottopone al giudizio del pubblico. I risultati vengono resi pubblici nell’anno nuovo. Sulla scia di questo evento, nasce sin dal primo anno di attività di A. V. Italia, il Best Art Vinyl Italia, che presenta le uscite italiane con le stesse modalità. All’interno di un mercato, quello italiano, molto minore per numeri, uscite e budget devo dire che ho avuto molte soddisfazioni. Inoltre, ogni anno l’evento italiano cresce in qualità e popolarità. Ma l’esposizione dei lavori in Italia, unico paese al mondo, in realtà presenta due mostre: quella indetta dalla sede inglese e quella selezionata da A. V. Italia.

In che periodo vengono raccolte le opere che partecipano?

Dal primo gennaio di ogni anno inizia la ricerca, ma la raccolta vera e propria si concentra nei mesi di ottobre, novembre e dicembre.fermati, o sole redux

Come vengono scelti i lavori che parteciperanno alla votazione?

In inghilterra il B. A. V. è giunto alla decima edizione. Con una copertura mediatica di grande rilievo, l’offerta discografica molto ampia e la presenza, a Londra, dell’industria discografica e dei suoi professionisti, le copertine praticamente ‘bussano alla porta’ e vengono scelte anche con l’ausilio di figure esterne, affermati grafici e designer dell’industria oltre che da Art Vinyl. La selezione italiana è probabilmente più faticosa da realizzare, il numero di LP tra i quali scegliere è inferiore, i quantitativi di copie stampate anche, è per questo motivo che il numero dei pezzi esposti non è mai lo stesso. La selezione italiana è frutto di centinaia di ore di ricerche svolte maggiormente sul web. Alcune label che partecipano al B. A. V. Italia dalla prima edizione sono propositive e mi anticipano i lavori, altre le si deve andare a ‘stanare’. Alcune copertine vengono suggerite dagli stessi artisti che le hanno create, o dai musicisti che le hanno commissionate. Non sempre le proposte sono artisticamente interessanti, ma in genere riscontro una qualità molto alta, e nell’insieme sono molto contento di quello che riesco a selezionare. Certo, sarebbe bello se durante l’anno ci fossero più proposte da parte di artisti, label e musicisti, ma devo dire che anche così sono molto soddisfatto dei risultati.

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Quante e quali sono le categorie?

Cerco di avere il maggior numero di ‘stili’ grafici, dalla fotografia all’illustrazione. I generi musicali non mi interessano, la popolarità dei musicisti neanche, l’importanza delle label non conta. Quest’anno ci sono ben tre dischi autoprodotti, conta solo l’impatto che l’artwork ha su di me a livello emozionale, poi valuto altri aspetti che prescindono dal gusto personale, infine cerco di avere una buona rappresentazione dei vari stili, appunto.

Quante label partecipano mediamente?

Quest’anno su 38 copertine, di cui tre autoprodotte, partecipano 23/24 label.

Sono aumentate col passare degli anni?

Sì.

Come vengono scelti i vincitori?

La votazione avviene on-line sul sito www.bestartvinyl.it;  può votare chiunque. Chiediamo che vengano votate sempre tre copertine, una scelta forzata perché vogliamo ‘costringere’ i fan a guardare tutte le copertine, oltre a quella che li ha portati a esprimere la prima preferenza, che può essere del gruppo preferito, dell’amico etc…

Quando viene proclamato il vincitore?

Il primo, secondo e terzo posto della selezione inglese, solitamente vengono annunciati il 7 gennaio. Per quella italiana bisogna aspettare fine febbraio.

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Immagino che avendo promosso il premio, anche tu sia un appassionato di grafica: dimmi una copertina che non ha ricevuto premi che tu avresti premiato…

Difficile rispondere. Non è presunzione, ma il fatto di sceglierle e di stare in compagnia di questi lavori per mesi crea un legame più o meno forte che non mi permette di dare facilmente la risposta che vorresti sentire. Ovviamente anche io ho le mie preferenze, ci sono alcuni lavori che mi emozionano più di altri, però dopo mesi passati insieme, sai com’è… ogni scarafone… Quest’anno ho voluto inserire immagini più grandi e dare maggiori informazioni sul disco nel suo insieme tramite le pagine di tumblr: artvinylitalia.tumblr.com; in questo modo spero di dare un’opportunità in più per fare notare alcuni aspetti delle copertine che si capirebbero solo vedendole dal vivo.

Dove si svolge la premiazione e dove si possono vedere le opere in concorso?

La mostra e la premiazione si tengono presso i locali del negozio di dischi SEMM MUSIC STORE, a Bologna, in Via Oberdan.

Per quanto tempo rimangono esposte?

La mostra è residente presso SEMM, fatta eccezione per quei periodi nei quali mi viene richiesto di esporre le opere del B. A. V. Italia altrove, ad esempio al M. E. I. di Faenza che è diventato una importante occasione di esposizione annuale.

Bella iniziativa quella del premio alla migliore copertina. E bella idea la cornice studiata per godere della grafica dei dischi che amiamo. Nel passato, una volta ascoltato il vinile veniva riposto tra i suoi pari, la sola costina di esigua larghezza e titoli microscopici a strizzare l’occhio. Ora grazie a Play&Display si può appendere al muro per goderne come fosse un quadro, una vera replica d’arte. In futuro potrebbe essere lo stesso per le copertine dei libri, o per i fumetti. Vero Art Vinyl?shizine-lp-cover-redux

Nel frattempo approfittate di quanto disposto: votate, se avete voglia di esprimere il vostro gusto in fatto di grafica applicata al mondo della cover, rimangono meno di due giorni. Oppure recatevi presso SEMM, a Bologna, dove oltre ai dischi in vendita tra i banchi che potrebbero saziare la vostra voglia di buona musica, alzando lo sguardo alle pareti troverete il meglio della grafica italiana (e inglese) della quale avete visto esempi nel corso dell’articolo. Se per i melomani l’orecchio vuole necessariamente la sua parte, l’occhio in questa selezione di preziosi lavori offre un motivo in più di godimento.

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