Black Panther Book Cover Black Panther
Super Eroi, Fantasy
Ryan Coogler
Ryan Coogler, Joe Robert Cole
Chadwick Boseman, Michael B. Jordan, Lupita Nyong'o, Danai Gurira, Martin Freeman, Daniel Kaluuya, Letitia Wright, Winston Duke, Angela Bassett, Forest Whitaker, Andy Serkis
Ludwig Göransson
14 2 2018
USA
134’
14 2 2018, cinema Raffaello

 

Un segretissimo regno africano di cui non si sapeva niente ci salverà. (Ma non dalla noia).

Black Panther. Black power. Bleak vision.

 

Le vie del marketing sono infinite e non risparmiano neppure il mondo dei Super Eroi. Con il potenziale indotto di spettatori non poteva mancarne uno di colore. Iniziativa inoltre politically correct. Ecco allora il sovrano di un regno segretissimo posto al centro dell’Africa nera che, fasciato di una tutina rigorosamente all-black, si presenta al mondo per raddrizzarne un po’ di torti sotto le spoglie di Black Panther.

Black Panther

T’Challa, questo il nome così poco regale di Pantera Nera, smessa la tutina aderente veste i panni del sovrano di Wakanda, paese tanto ben nascosto quanto potentissimo e tecnologicamente avanzato. Tutto per merito del Vibranio: un elemento estratto da un meteorite schiantatosi in zona agli albori della storia dell’uomo che ha doti fuori dal comune; in grado di fare da base per manufatti prodigiosi – tuta di Black Panther compresa – ma capace di guarire chiunque da qualunque malanno. Insomma, la panacea di tutti i mali, l’asso pigliatutto, il “ti piace vincere facile” del noto spot pubblicitario. Ovvio che con queste premesse sulla strada per Wakanda, alla ricerca di una pepita di tale prodigio, si mettano i peggio fetenti: da comuni criminali – bianchi!, un po’ di razzismo al contrario che fa… colore – a presunti eredi del regno che ambiscono al trono per sete di potere e di vendetta.

Lungo in modo inversamente proporzionale all’importanza di Black Panther nella scala gerarchica dei super eroi – quasi due ore e mezzo di insulsaggini – il film è un mucchietto di tesserine da puzzle che non si incastrano l’un l’altra; tanto inadatte alla realizzazione di un disegno compiuto quanto di abbozzare una logica, qualunque essa sia, per lo meno circoscritta alla vicenda: perché una coerenza minima si trova alla base di ogni storia, anche quella sulla quale si costruisce l’invenzione più fantastica.

Chadwick Boseman, Michael B. Jordan

Tant’ è vero che se da una parte il Vibranio rende il cielo di Wakanda frequentato più da navicelle volanti che da rondini, dall’altra l’incoronazione del re avviene per mezzo di una tenzone a base di sganassoni tra energumeni seminudi, come ai tempi del Neanderthal; che se la città, o la capitale, o entrambe le cose, è attraversata da treni che viaggiano più veloci e sicuri del Concord, supponiamo a prezzi popolari se non addirittura gratis, non appena fuori, sulle montagne innevate ci sono tribù che vestono di pellicce e vivono in spelonche. Ma evidentemente per Black Panther, il film, queste sono quisquiglie. Come inezie sono i confini delle sfide tecno/scientifiche tra i quali Shuri, la sorella dal nome vagamente siciliano – “Shuri Shuri di tuttu l’annu” – del super eroe in nero, si destreggia maneggiando il Vibranio come Cristina Parodi fa con pentole e fornelli. Perché signori, questa è Wakanda e niente di meno.

Chadwick Boseman

Se avete intenzione di entrare in sala, dunque, oltre ad avere la buona creanza di spegnere il cellulare ricordate di fare altrettanto con la modalità ‘capacità di giudizio’ del cervello. Poi mettetevi comodi, popcorn come piovesse da una parte e bibita gassata dall’altra, e abbandonatevi alla fantasiose immagini. Ai generosi colori che non mancano, soprattutto nelle vesti tribali della popolazione più tecnologicamente avanzata del pianeta. Godetevi le espressioni truci delle fedelissime guardie del Re di Wakanda armate di lance nonostante il Vibranio. Non perdetevi i salti da vera pantera del protagonista – dopato da un fiore magico – che sul finire della vicenda prende parola alle Nazioni Unite. Ma soprattutto fatevi un appunto di tutte le fesserie, da ricordare con simpatia in futuro, perché probabilmente questa è l’unica occasione di vedere Black Panther in un film tutto suo. Dato che per effetto del Vibranio messo a disposizione del mondo intero quello che si prospetta è un futuro di pace e prosperità totali; che spinge a pensare che oltre questo spin off non ci saranno seguiti.

Black Panther

Salvo che alla Marvel non decidano di mettere il prosieguo della storia nelle mani di Muccino, che da un mondo scevro di problemi saprebbe trarre, chessò, un Baci e abbracci a casa della Pantera dove tutti stanno bene, basato sull’avvincente accapigliarsi di figli, nipoti e nuore di Black Panther oramai ottuagenario.

 

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