Borg McEnroe Book Cover Borg McEnroe
Sportivo, biografico
Janus Metz
Sverrir Gudnason, Shia LaBeouf, Stellan Skarsgård, Tuva Novotny, Robert Emms, Jason Forbes, Björn Granath, Scott Arthur, Tom Datnow, Jane Perry, Thomas Hedengran, David Bamber, Claes Ljungmark
Vladislav Delay, Jonas Struck
9 11 2017
Svezia, Danimarca, Finlandia
100’
15 11 2017, cinema Raffaello


La trasposizione cinematografica di una delle sfide sportive più intense degli ultimi cinquanta anni. Ma non solo, spezzoni di vita che sono intensi quanto lo spirito, talvolta dilaniato, messo sul campo.

Il film di genere sportivo – si tratti di boxe, calcio, rugby o baseball – ha sempre sofferto la messa in atto sullo schermo; sono davvero pochi si esempi che si ricordano come riusciti, a dispetto delle capacità tecniche e dei mezzi, anche imponenti, di chi ha sin qui provato.

Forse c'era bisogna della puntigliosa, presunta fredda, analisi di una troupe nordica, per rendere al meglio il cuore caldo che si cela dietro certe competizioni destinate a restare nella storia perché ben più grandi dello spazio e del tempo nelle quali si consumano.
Uno strano, vincente, paradosso.

 

Cosa deve essere stato Borg contro McEnroe!, finale del torneo di Windledon 1980. Benché avessi gli anni giusti per ricordare non riesco. In tenera età mi ha morso sul collo il vampiro del calcio, e ti saluto. Resta poco altro per me, in ambito sportivo. Il film di quel match che definire storico non appare una esagerazione, ne offre una idea. Quanto basta per farvi appassionare quasi la ricostruzione di quella partita si stia svolgendo in diretta, lì mentre siete in sala.

Sverrir Gudnason e Tuva Novotny

Non ricordare e non sapere come va a finire tutto sommato è un bene, perché la sfida vi inchioderà alla sedia più di qualunque thriller, perché qui davvero tutto si decide all’ultimo respiro, all’ultima palla di un estenuante incontro che sembra non avere fine. E nulla o nessuno, nel corso delle narrazione, a differenza di qualunque mystery, per quanto complicato, può darvi una vera imbeccata.

Borg l’iceberg, l’uomo di ghiaccio, la macchina che abbatte gli avversari a forza di colpi dirompenti senza battere ciglio, un gioco tetragono atto a demolire fisicamente l’avversario. Dall’altro lato della rete un americano che rappresenta l’esatto opposto, arrogante, iroso, volgare, al limite dello psicotico, però un pozzo fine di estro. Questa la superficie.

Shia LaBeouf

Ma se si incide un segno sotto l’intonaco, ecco che si intravedono gli affreschi delle storie personali. E l’umanità che al fondo rende gli antipodi più vicini di quanto appaia alla luce del sole, delle dichiarazioni di facciata, delle invenzioni mediatiche per fare sensazione, e costruire miti sui quali generare – il contorno: businessmen, manager, genitori – fiumi di denaro.

Borg adorato dalle folle del tennis e non solo, perché misurato e modesto, in realtà capace di incanalare la rabbia e reprimerla grazie agli insegnamenti di Lennart Bergelin tutore/maestro, ex tennista di spicco, non è così dissimile dal selvaggio McEnroe che non ha ancora trovato equilibrio e gli appassionati in gran parte detestano.

Sverrir Gudnason

Sono brandelli di biografia che con la tecnica del flash-back vanno a comporre un mosaico che al momento del dunque, la quinta finale consecutiva per lo svedese – quattro su quattro vinte –, la prima per l’astro nascente americano, non possono lasciare indifferenti. Che vi scuoteranno fino all’acme della finale, dove ogni scambio vi farà sobbalzare. Vi schiererete per l’uno o per l’altro, non può essere altrimenti. Non certo per la competizione sportiva in sé, ma per uno dei due modi di essere – e soprattutto apparire.

Per quanto, alla fine, i due mondi arriveranno non solo a toccarsi ma perfino a comprendersi. Tanto che i due tennisti diverranno amici fuori dal campo, al punto che Borg farà da testimone alle nozze del suo più grande ‘nemico’.

Tuva Novotny, Stellan Skarsgård

Sullo schermo è impressionante la somiglianza fisica tra Sverrir Gudnason e Björn Borg, mentre Shia LaBeouf somiglia di più all’intemperante tennista americano nel carattere – è famoso per quanto sia sregolato nella vita e sul set – che nella fisionomia.

Un film emozionante, e in questo consiste la vittoria dell’opera che immortala una storia di sport capace di travalicare l’evento e di mostrare senza troppa retorica le due facce della medaglia; quella dorata del successo che noi umani senza troppo talento tendiamo a invidiare senza eccessive riflessioni, o a sminuire per mancanza di onestà; e quella oscura fatta di un lungo percorso lastricato di impegno, ma anche di alienazione e sofferenza.

Björn Borg, John McEnroe

Un dietro le quinte che più spesso prende di quanto alla fine offra. Perché per uno che arriva al successo, quello che finisce sotto i riflettori, migliaia affondano, anche umanamente, insieme ai loro sacrifici.
[P.s: bella la colonna sonora originale].

 

(Visited 342 times, 1 visits today)
Spread the word of T.A.R.O.T.
  • 8
  •  
  •  
  • 659
  • 1
  •  
  •  
  •   
  •  
    668
    Shares
  •  
    668
    Shares
  • 8
  •  
  •  
  • 659
  • 1
  •  
  •  
  •