Ultimate Fingers Book Cover Ultimate Fingers
Borge Olsen
Jazz-rock, Fusion
2019
Download
2019
Norvegia
Autoprodotto
60’ 15”

 

Se siete amanti degli axeman della chitarra, Borge Olsen potrebbe diventare uno dei vostri idoli. Il ragazzo proviene dalla Norvegia ma non ha nulla di quella languidezza tendente al malinconico che sovente si associa alle popolazioni scandinave.

Al contrario, Borge è animato – musicalmente – da un furore che raramente capita di sentire. Sarà che non appena ha potuto si è trasferito a Boston per frequentare il Berklee College of Music, così da fare sbocciare l’enorme talento latente e contemporaneamente acquisire un po’ della grintosa competitività che si respira in ogni ambito, anche artistico, negli Stati Uniti.

Dal Massachusetts, Olsen si è trasferito a Los Angeles dove si è guadagnato i gradi da musicista professionista, iniziando presto a fornire i suoi servigi a nomi come Airto Moreira (Weather Report), Chris Squire (Yes), Michael Roger, Pål Thowsen (Terje Rypdal), Ken Rice, Svend Undseth. O band come Olsen Electrix, Enigmatize, OSV, X3. I cui nomi sembrano quelli di bevande energetiche e di sistemi operativi.

Dire che Borge è tecnicamente mostruoso è scontato. Letteralmente formidabile. Cosa che è la sua massima dote ma anche il peggiore difetto. Già, perché l’unica cosa che inficia Ultimate Fingers è l’incapacità di porre freno all’esuberanza derivante dall’eccesso di bravura esecutiva.

Un doppio dispiacere perché Borge non difetta dell’altra unica dote indispensabile a qualunque bravo musicista/autore, cioè la capacità di scrivere brani che si reggono su buone strutture melodiche, quanto su altrettanto valide forme  ritmiche (riff) e/o armoniche. Solo… quella dannata, incontenibile, voglia di strafare: “andavo a 100 allora”, per dirla à la Morandi, non sulla strada bensì sulla tastiera della chitarra.

Bastava mettere in piedi una band – vera: dove tu conti in percentuale quanto qualsiasi altro – per adattarsi agli obblighi limitativi del gioco di squadra. Perché Ultimate Fingers è il trionfo del solipsismo e Borge Olsen se la suona – tutti gli strumenti tranne la batteria resa con la chitarra midi – e se la canta, fa anche questo, tutto da solo.

Ciononostante tra gli 11 brani che compongono il debutto del giovane chitarrista nordico, i frammenti, o le intere tracce, che fanno rizzare le orecchie, non sono pochi. Con elementi di Brand X, Allan Holdsworth, John McLaughlin, (del corregionale Yngwie Malmsteen di cui si faceva volentieri a meno), e altri campioni Jazz-rock/Fusion della stessa strabiliante portata, sparsi un po’ lungo tutto il disco.    

In attesa del prossimo lavoro, o che la maturità acquisita porti consiglio e dunque a più miti evoluzioni solistiche, se vi va di condividere l’esperienza mettete prima l’elmetto e i paracolpi e poi sistematevi comodi: il tour de force di Ultimate Fingers, superato l’urto del primo ascolto – che porta al secondo e successivi perché il buono che c’è non passa inosservato – potrebbe fortificarvi e portare a pensare che no, Borge Olsen e la sua ora di musica, nonostante l’esplosiva esuberanza, non sono niente male.

(Visited 30 times, 1 visits today)
Spread the word of T.A.R.O.T.
  • 29
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •   
  •  
    29
    Shares
  •  
    29
    Shares
  • 29
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •