Civiltà perduta Book Cover Civiltà perduta
Storico, Drammatico, Avventura.
James Gray
James Gray
Charlie Hunnam, Robert Pattinson, Sienna Miller, Tom Holland, Angus Macfadyen, Edward Ashley, Ian McDiarmid, Clive Francis, Franco Nero, Harry Melling, John Sackville.
Christopher Spelman
22 6 2917
USA
140’
30 6 2017, cinema Raffaello.

 

Una vicenda di altri tempi, di uomini di altri tempi, massimi esempi per l’umanità, la cui storia andrebbe obbligatoriamente insegnata nelle scuole.

I ragazzi imparerebbero che gli eroi sono quelli che si spendono nella ricerca del sapere e per lo sviluppo del progresso. E non per calpestare la terra e i valori degli altri per mezzo di ferro e fuoco.

 

Orgoglio, caparbietà, coraggio, spirito di rivalsa. Ambizione. Una combinazione di elementi interiori in grado di dare forma tanto al peggiore esemplare di umanità quanto di plasmare i migliori campioni.

Charlie Hunnam

Il colonnello Percy Fawcett appartiene alla seconda specie, pur partendo dalla condizione meno felice, in termini di sviluppo della sensibilità: non solo è un militare di carriera, ma cerca la gloria sul campo di battaglia per ripristinare il buon nome di famiglia rovinato da un padre ubriacone e inetto.

Troverà riscatto e affermazione delle sue qualità in una impresa ai limiti dell’impossibile: la mappatura del confine tra Brasile e Bolivia, paesi sul piede di guerra che affidano l’improbo compito di addentrarsi nell’Amazzonia per compiere il lavoro a un paese neutrale. E poi, ma soprattutto, ai ripetuti viaggi di esplorazione organizzati in seguito alla scoperta dei resti di una civiltà perduta proprio nel corso della sua originaria missione.

Robert Pattinson

Spalleggiato dal caporale Henry Costin e aiutato da un pugno di portatori ingaggiati sul posto, dotati di un equipaggiamento adatto ad affrontare le insidie di un pic-nic a Hyde Park, e su mandato della Geographic Society, il giovane ufficiale britannico dovrà affrontare non solo i pericoli mortali dell’Amazzonia (magistrale la scena della freccia scagliata da un indigeno che si conficca nell’agenda tenuta in mano da Fawcett, salvandolo), ma anche la fronda che si solleva in patria e lo giudica un pazzo, poiché certo di avere scoperto le tracce di una misteriosa civiltà perduta.

Sienna Miller

Incurante delle difficoltà e della mancanza di sostegno, Fawcett proseguirà nella ossessiva ricerca anche dopo essere sopravvissuto alla Prima Guerra Mondiale. Mettendo a rischio tanto il rapporto con l’amata moglie quanto l’incolumità del primogenito che lo accompagnerà nella sua ultima spedizione (della quale non svelo l’esito).

Charlie Hunnam

Una vicenda di altri tempi, di uomini di altri tempi, massimi esempi per l’umanità, la cui storia andrebbe obbligatoriamente insegnata nelle scuole. I ragazzi imparerebbero che gli eroi sono quelli che si spendono nella ricerca del sapere e per lo sviluppo del progresso. E non per calpestare la terra e i valori degli altri per mezzo di ferro e fuoco.

Tom Holland, Charlie Hunnam

Civiltà perduta ha la peculiarità di non indulgere nell’epica dell’impresa ai confini dell’eroico, o nella retorica tout-court, nemmeno nella parentesi che mette in atto le imprese di Fawcett al fronte. Al contrario il film ha un andamento quasi da diario quotidiano, le cui pagine sono scritte da un uomo appassionato alla causa scientifica, prima che interessato alla ricerca di onore e gloria. Fino al punto di rischiare lo sfaldarsi dell’unione con la moglie che egli vorrebbe solo compagna e madre, mentre lei – una brava Sienna Miller che il gossip dice avere flirtato con Brad Pitt, cui era destinato il ruolo di protagonista ma poi rimasto solo come produttore – mentre lei, la moglie dicevamo, da convinta suffragetta si spende attivamente alla riuscita dell’impresa del marito producendo documentazione fondamentale reperita nei meandri delle biblioteche londinesi. E ciononostante nulla affatto felice, causa il veto posto dal marito alle sue aspettative di donna (emancipata rispetto ai tempi) che la spingerebbero a seguirlo nella pericolosa avventura.

Charlie Hunnam

Merita la citazione un cameo di Franco Nero, abbrutito e invecchiato, nella parte di un ambiguo nobile portoghese proprietario di una piantagione di alberi della gomma. Chissà in quali circostanze è finito lì, alla sua età, a girare in prossimità dell’Amazzonia

 

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