Mi sono inventato una nuova professione. Era tanto che mi scervellavo, ma non era facile: c’è praticamente di tutto, qualunque tipo di figura e professionalità riusciate a immaginare oppure no, là fuori nel mondo, o qui dietro lo schermo, in un angolo del WEB, c’è. Senza dubbio.

Oggi però posso essere fiero di me stesso perché ho fatto di un evento avverso qualcosa di positivo. Ho trasformato l’energia negativa, la frustrazione, la rabbia, in volontà di reagire. In modo costruttivo. Pensiero positivo. Pare facile ma non è così. E mi sono reinventato come prof.

Vengo al dunque. Farò il docente della CO.SCA. P.I.M.P.A., disciplina da me inventata e corso di studio già registrato alla SIAE, perché le idee sono la prima cosa che ti fregano, quando sono ancora solo nell’aria: il primo COrso di SCArdinamento Panzane Illusorie nel Mondo della Pubblicità Automotive. Automotive, per fare chiarezza, è il termine che oggi si usa per indicare tutto quello che ruota attorno al mondo dell’automobile. Lo dico per quelli come me. Io fino alla scorsa settimana credevo che si trattasse di motivi tipo Mercedes Benz di Janis Joplin, Fast Car di Tracy Chapman o Cars di Gary Numan. Anche Y 10 Bordeaux di Daniele Silvestri, benché sia più difficile da capire.

Domenica 9 aprile vado a trovare un amico a Montichiari, ridente cittadina – si scriveva così sui libri di scuola, chissà se sono cambiati gli aggettivi con l’arrivo di tempi più difficili: pensierosa cittadina, musona cittadina, allarmata cittadina… e via discorrendo – a pochi chilometri dalla più nota Castiglione delle Stiviere. Un mal di schiena tremendo, un quarto d’ora per rizzarmi da sedere, ma questo è un dettaglio.

Comunque è domenica, superstrada che sembra quella che porta da L.A. a Big Sur: larga, alta scorrevolezza, pochissimo traffico. Sono le 14:30 circa. Mr. Magoo con la cataratta non avrebbe nessuna difficoltà a sorpassare chiunque, soprattutto chi non “vado al massimo” come il Blasco. Io sto viaggiando ai 70 km/h spaccati, parola di tachimetro digitale: velocità che di certo mi terrà fuori dal prossimo Gran Premio di Monza, ma altrettanto certamente mi protegge dal prendere l’ennesima multa.

Ho più contravvenzioni da pagare nel cassetto che moscerini spiaccicati sul parabrezza. Tutte per eccesso di velocità, per un 1 km/h in più – giuro – 5, oppure 10 oltre il limite consentito.

Dietro di me si forma un discreta fila.
Ma voglio ricordare i dati del problema, da bravo professore: domenica, ore 14:30, temperatura 21° gradi, cielo sereno e soleggiato, campagna ai bordi della strada, Fiorentina vs Sampdoria in diretta su Radio Rai 1. Sono condizioni necessarie e assolutamente sufficienti, credo, per instillare un atteggiamento di guida tendente a moderato relax. Abbassiamo i toni. Conteniamo i ritmi.

Ho cieca fiducia nel genere umano. Ma soprattutto nella buona educazione dell’italiano medio. Nella sua proverbiale tolleranza. Nel rispetto delle regole, della cosa pubblica, del suolo e del territorio che – come popolo – ci invidia il mondo intero. Molto di più di moda e cibo. Ma forse mi confondo.

Ciononostante qualcosa mi suggerisce che è meglio viaggiare stando quanto più possibile sulla destra. Cominciano a sorpassarmi. E mentre mi affiancano – o appena superato di slancio – inveiscono, mostrano il dito medio, gli escono frotte di mosche dalla bocca, roteano gli occhi all’indietro, sputano dal finestrino grumi di blob verde come quello che cola dalla bocca di Regan ne L’esorcista.

Uno, due, tre, quattro, quelli che mi sorpassano come orchi pronti a fagocitarmi in un boccone, se solo avessero tempo per fermarsi. Perdo il conto.

Fine prima parte / Vai alla seconda.

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