Out of Sinc Book Cover Out of Sinc
Dave Sinclair
Progressive rock
26 4 2018
CD, LP, Download
UK
DSINCS-Music ‎– DSINCS CD8
61’ 27”

 

Torna con un lavoro solistico una vecchia conoscenza. Quel Dave Sinclair che – e come poteva essere diversamente: su Out of Sinc le tracce sono evidentissime – ha deliziato gli ascolti dei fan del Prog rock dell’epoca d’oro come membro fondatore dei Caravan, uno dei gruppi di punta della cosiddetta Canterbury sonora. Continuativamente dalle origini fino al 1975, il periodo migliore, poi entrandone e uscendo fino al 2004.

Ma il suo personalissimo suono – quello dell’organo Hammond A100 in particolare – si è inserito anche nelle produzioni di Camel, Robert Wyatt, Matching Mole, Polite Force, e nella versione alternativa della sua prima band architettata dal cugino Richard, all’inizio degli anni ’90, e chiamata senza falsa modestia Richard Sinclair’s Caravan of Dreams.

Dave Sinclair, uno dei tastieristi dall’impronta di maggiore personalità dell’intero movimento, ha iniziato inoltre ad accatastare dischi a suo nome dal 1993, seppure con una certa rilassatezza: in 25 anni, in tutto sono sette titoli compreso Out of Sinc.

Ciò che risalta immediatamente, al di là del timbro delle sue tastiere, così come è stato per i Caravan, è il clima di idillio che emana la sua musica. Blue Eyes, che inaugura il disco, in tal senso è propedeutica, una docile nenia che instilla persistente dolcezza, senza vergognarsi che la sua natura progressive – forse il primo esperimento OMG in ambito? – sia sorprendentemente lineare invece di un continuo saliscendi di ritmi e melodie. Back With You, fa lo stesso: è soprattutto una canzone – affidata alla bella voce femminile di Yammi.

Il primo brano che ha cucita l’etichetta con su scritto Canterbury e le istruzioni per maneggiare negli anni a venire senza temere uso – e magari lavaggio – è If I Run, che come suggerisce il titolo è dotato di motore da corsa, e di un paio di soli di chitarra – Takuya Yada – ma soprattutto di clarinetto – Tony Coe – che da metà traccia in avanti, con note di piano che turbinano intorno come coriandoli sollevati dal vento, porta il brano a compimento sulla strada del Paradiso.

On My Own e Out World sono un altro paio di canzoni – per tutte le stagioni, tutti i dischi e tutte le audience: detto senza biasimo – affidate alla voce di Yammi e alla chitarra di John Murphy (lo stesso JM che ha composto l’indimenticabile colonna sonora di 28 Giorni dopo?) che suona come Carlos Santana la prima, a quella più anonima di Doug Boyle (Caravan) l’altra.

È invece intrisa di soavità fiabesca alla quale la voce di Sinclair contribuisce quanto le tastiere, Island of Dreams; mentre la conclusiva Rings Around the Moon è una marea che sale lenta e calda fino a riprendere il tema dell’iniziale Blue Eyes e chiudere il cerchio.

Incastonato in mezzo al disco c’è il pezzo forte: i quasi 18 minuti di Home Again, questo sì un crogiolo di tanti elementi che hanno impreziosito e tramandato la leggenda di Canterbury rock: echi di clavicembalo, suono di organo da chiesa, oboe, cori, alternarsi di voci soliste – Dave Sinclair e Yammi – (oltre uno spezzone di parlato – in italiano!), i preziosi cameo dei vecchi amici e compagni di lungo corso Andy Latimer (Camel) alla chitarra – ispiratissimo – e Geoffrey Richardson (Caravan) alla  viola.
(E allora va citato anche Pye Hastings – Caravan – che compare in Blue Eyes). 

Dave Sinclair ha trovato la sua America in Giappone, dove risiede in pianta stabile da molti anni. Si spiega in questi termini la presenza di molti musicisti e personale dagli occhi a mandorla – Takuya Yada, Fujio Inoue,  Akira Nomoto, Larry Fujimoto,  Sho Iwaasa. Ma nonostante il paese del Sol Levante sia considerato una sorta di ultima frontiera per il Prog rock, o detto meno sentimentalmente di cimitero per elefanti dove i rimanenti flebili barriti vengono venduti a peso d’oro, Out of Sinc ha visto la luce grazie a Pledgemusic, una piattaforma per la raccolta diretta di fondi dai fan verso l’artista. Che una volta raggiunta la somma per realizzare il disco offriva la possibilità, per circa 1600 euro – divisi per 4 persone – di trascorrere una giornata a Kyoto insieme a Sinclair visitando gli studi dove è stato registrato Out of Sinc e sorseggiando un drink al Bar Matching Mole (!); o in alternativa sempre per la stessa cifra di incontrare il musicista sull’isola di Yuge – alla quale si ispira Island of Dreams – per salpare poi tutti insieme in crociera, della durata di un giorno, tra le isole del mare interno del Giappone, Setonaikai.

Ma non c’è nulla di male, sono i nuovi orizzonti della discografia alla quale peraltro soggiacciono nomi insospettabili, più altisonanti e meno bisognosi di marenghi, almeno sulla carta, di Sinclair. Out of Sinc non perde il valore del fine per merito o colpa dei mezzi. Solo, è un disco poco ‘appariscente’ come la ragazza appartata in un angolo che nessuno invitava a ballare. Quella che se le sedevate accanto, con un po’ di pazienza e sufficiente tatto per scardinarne la riservatezza, avrebbe svelato doti da farvi innamorare.  

(Visited 22 times, 1 visits today)
Spread the word of T.A.R.O.T.
  • 48
  •  
  •  
  • 1
  •  
  •  
  •  
  •   
  •  
    49
    Shares
  •  
    49
    Shares
  • 48
  •  
  •  
  • 1
  •  
  •  
  •  
  •