Lead Me Far Beyond Book Cover Lead Me Far Beyond
Dimma
Progressive rock, Prog-hard
14 9 2019
LP, Download
Finlandia
Autoprodotto
42’ 50”

 

In principio fu la Gran Bretagna. Poi il germe si propagò per mezza Europa, soprattutto in Italia; arrivarono gli USA e al seguito altro mezzo mondo. Il Progressive rock si è diramato per il Globo più o meno a questo modo. Ma dopo il declino, e dal momento di forte rinascita avvenuto dopo i primi anni ’80, le gerarchie geografiche hanno assunto coordinate diverse. Parlare di scuola Scandinava suona un tantino esagerato, ma di certo i paesi del nord Europa, negli ultimi venti anni hanno fornito un cospicuo contributo in fatto di qualità e numeri.

Da quelle lontane latitudini quest’anno arrivano con il disco di esordio anche i Dimma, sestetto finlandese che ha cominciato a lavorare su Lead Me Far Beyond nel dicembre 2017; insomma ha impiegato quasi due anni per venirne a capo. Ma il lavoro ponderato e preciso paga: sette brani per uno spettro sonoro che ingloba Progressive rock per buoni tratti stentoreo e dall’elettricità difficile da tenere a freno, al limite del Heavy e in qualche caso disposto a flirtarci senza vergogna. Per contraltare non mancano le concessioni al mondo che sta all’opposto sonoro: l’inclinazione folk del violino e dei flauti di Jessica Bergman sparge note come petali di rose sul sentiero trapuntato di cocci di vetro disseminati dalle chitarre ruggenti di Set Bergman e Andreas Rantala, che ci mette anche la voce solista. Insieme al fratello Adrian, bassista, ma soprattutto ad Anna Saarela: voce ammaliante, capace di librarsi, con la stessa bravura e identico costrutto, sia sulla furia di Into the Wasteland, per fare un esempio; sia sull’acustica pacatezza di Welcome to the World.

Il punto di forza dei Dimma consiste però nel mantenere ben saldi i piedi nel loro tempo: giusto chiamarlo Progressive rock, soprattutto – soprattutto – se c’è una ricerca, per lo meno l’urgenza di ‘progredire’,  seppur percorrendo una strada tracciata in tempi antecedenti: dunque con la voglia e la curiosità di deviare, di imboccare sentieri che possono riservare sorprese, e mai – il meno possibile, almeno – di girare in circolo, per ritrovarsi nello stesso punto che rischia di essere piuttosto frequentato, anche da morti viventi in avanzato stato di putrefazione (sonora).

In questo senso si fanno notare la elettro-acustica Skies Crash Down che, guidata dalla voce della sola Anna, innesta elementi in antitesi tra di loro – un insistente banjo che macchia i cerulei cieli scandinavi di secca e polverosa indolenza southern, un violino che echeggia al contrario piovigginose inflessioni da folk irlandese –; la finale e bifronte – a due voci, a due chitarre: riff poderosi e arpeggi acustici, tracce di violino compresso tra colate di distorsione elettrica – di Black Smoke Rises; l’iniziale Led Me Far Beyond, dalle stesse prerogative, magistralmente bilanciata tra la rissosità delle chitarre e la brillantezza di una melodia educata; infine Let Love Overflow che apre in anomala modalità funky per piazzare un refrain sorretto da una linea melodica – che sa dei Pink Floyd di The Dark Side of the Moon – da K.O. al primo ascolto (probabilmente il vertice del disco).

Da ultima, una osservazione su quale e quanta osservazione meriti la copertina. Si dirà che quello che conta è la sostanza: quando c’è la musica, chi se ne frega del resto. Giusto. Ma devo confessare che mi sono buttato sull’ascolto di Lead Me Far Beyond perché stregato dalla copertina – di Samuel Salminen. Raro esempio di – surrealistico – equilibrio tra colore, visionarietà, tecnica. Da innamorarsene.

Lunga vita ai Dimma, dunque: che proseguano nel loro percorso di maturazione, che allarghino ulteriormente l’ampiezza del loro sguardo sul mondo della musica per trarne ancor più varia ispirazione. Che continuino a viaggiare fianco a fianco a chi gli ha confezionato un biglietto da visita che – la copertina – oltre la musica e insieme alla musica di Lead Me Far Beyond intriga tanto.


(Visited 46 times, 1 visits today)
Spread the word of T.A.R.O.T.
  • 33
  • 1
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •   
  •  
    34
    Shares
  •  
    34
    Shares
  • 33
  • 1
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •