Silent Light Book Cover Silent Light
Dominic Miller
Acoustic, Contemporary Jazz
CD, LP
7 4 2017
D
ECM Records ECM 2518
40:58

 

Un disco intimista e riflessivo. Tutti brani acustici e compassati tranne uno, Chaos Theory, comunque trattenuto, nonostante il titolo faccia presagire chissà quale show di brutalità, e nonostante un accenno di basso elettrico – suonato dallo stesso Miller - e la presenza della batteria di Miles Bould. Che in What You Didn’t Say, Water e in En Passant aggiunge una leggerissima spolverata di percussioni e poi si dilegua.

Sketch – solo What You Didn’t Say e Water superano i cinque minuti di durata - nei quali prevale il dialogo, intimo, tra l’autore e la sua chitarra acustica, tra la musica e l’ascoltatore. Se c’è un vino da meditazione, e ci saranno i quadri da meditazione, e una mise da meditazione, e chissà che altro, bene, questa è musica quanto mai adatta allo scopo. Non c’è tedio, però. Solo una scia di note che induce a una sorta di stato di sospensione. Che aiuta a staccare da un tempo, da vite, da realtà, troppo corrucciate. Terapeutica. Corroborante come una Tisane, 3:03 minuti da sorseggiare con riconoscenza.

Una cover, Fields Of Gold di Sting, con il quale il chitarrista di origini argentine che oggi vive in Francia ha collaborato a lungo.

Dopo avere adorato il disco di Alessandro Tomaselli, solo voce e chitarra acustica, questo è il gradino successivo e naturale, sfrondato persino della voce. Ma Dominic Miller è un chitarrista: non ha bisogno di bocca per dire la sua. Una chitarra da sola se la suona e se la canta, e porta pure la croce. Quando vuole il chitarrista.

 

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