Shimmer Into Nature Book Cover Shimmer Into Nature
Ed Wynne
Psychedelic, Prog rock
25 1 2019
CD, LP, Download
UK
KSCOPE627
42’ 49”

 

Cresciuto a fianco di un nonno scrittore e un padre scultore – per inciso: colui che introdusse i Beatles al Maharishi Mahesh Yogi – per Ed Wynne non poteva che finire come è andata: abbandonata precocemente la scuola, e incoraggiato a suonare la chitarra nientemeno che da George Harrison, il ragazzo nato nel distretto londinese di Wandsworth è diventato un musicista rock, se non di indiscussa fama, almeno di culto.

Il nome di Wynne ha cominciato a farsi strada nel mondo dei festival britannici, quelli dove gli onori di casa li fa la Psichedelia soprattutto, grazie alla sua più nota e longeva creatura, gli Ozric Tentacles.

Era la metà degli anni ’80, e la band che inizialmente registrava e vendeva solo cassette autoprodotte, con quei lunghi brani strumentali, perfetti per volare con la mente, anche meglio se ‘fumati’, divenne ben presto uno dei piatti forti della dieta dei fan del suono cosiddetto ‘lisergico’.

Estenuanti solo di chitarra, synth miagolanti, loop elettronici, flauti, ritmi incalzanti che si alternano a ralenty ambient e/o dub. Tutto questo per sei cassette più una trentina di dischi tra studio e live – di cui ben tre registrati in Italia, dove soprattutto il mensile Rockerilla ha fatto da traino alla band sin dagli albori.

Un suono perfetto per la Psichedelia (e i rave) ma apprezzato anche dai frequentatori del Prog rock che a volte ne lambisce i confini. Vuoi per la buona tecnica espressa dagli Ozxric Tentacles, vuoi per la copiosa presenza nel loro repertorio di tastiere – suonate anche da Wynne –, e come già detto perché la musica strumentale è… strumentale in modo particolare proprio al Prog rock.

Il problema è che trovata la formula, come si dice per la formazione della squadra vincente nel calcio, quella è e quella resta. Tanto che Shimmer Into Nature avrebbe potuto uscire a nome Ozric Tentacles e nessuno si sarebbe accorto della differenza.

In sostanza, chi continua ad apprezzare la band capitanata da Wynne – che oramai, con la moglie al basso e il figlio alle tastiere, è cosa di famiglia –, nel suo irrisolto essere sempre musicalmente uguale a sé stessa, non potrà che trovare soddisfazione nei cinque lunghi brani che hanno le caratteristiche della casa madre – tranne la conclusiva Wherble che porta alla memoria anche qualcosa dei Brand X.

Gli altri – che probabilmente non ci sono, perché nessuno che non abbia nella sua collezione almeno una decina di titoli degli Ozric Tentacles si avvicinerà al debutto da solista di Wynne – potrebbero anche godere di un disco che preso come spin-off, e all’oscuro della ponderosa discografia-clone Ozric Tentacles, risulta tutto sommato piacevole.

 

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