Journey To The Core Of The Galaxy Book Cover Journey To The Core Of The Galaxy
EDD – 989
Psychill, Ambient, Electronic
1 5 2018
LP, Download
Russia
Microcosmos Records - MCRCSMS034
66’ 33”

 

 

La misteriosa sigla EDD - 989 nasconde le umane sembianza – nonché gesta sonore – di Eduard Korkin, russo di San Pietroburgo dedito alla musica elettronica che tende verso Spazio esterno. Biograficamente non è dato sapere di più: forse segno che il musicista preferisce parlare attraverso la propria musica.

Discografia:

Saturn ‎(10xFile, MP3, 256), 2010
Journey To The Core Of The Galaxy ‎(9xFile, FLAC, Album, 24b), 2018

EP

Space Tibet (6xFile, FLAC, Album, 24b), 2015

 

Con una copertina che ricorda tanto Islands dei King Crimson – questione di nebule ma anche di colori – la misteriosa sigla EDD – 989 (dietro alla quale si cela Eduard Korkin, esperto di avori di provienza San Pietroburgo, Russia) vi offre la colonna sonora per un viaggio lunghissimo nello Spazio compiuto in un brevissimo lasso di tempo: al centro della Galassia, il ritorno non si sa, in un’ora e qualche spicciolo. Mica poco.

Non aspettatevi però che EDD – 989 metta a disposizione chissà quale razza/razzo di nuovo prodigio: qualcosa di mai visto – ma soprattutto mai sentito –; magari proveniente da un tempo (future passed) dove le orecchie dei melomani saranno diventate, per questione di ricettività (del segnale), – oggi gli impianti stereo di qualità reperibili come le giraffe albine – a punta come quelle di Spock. Eh no, nulla di inedito: EDD – 989 è un palese emulo, versione light, di Tangerine Dream, Jean Michel Jarre, Vangelis… (Underworld, se siete più à la page, nella ancheggiante Morning at the Space Station): musicisti in carne e ossa – non robot – che ci hanno fatto sentire in anticipo “cose che voi umani” mai avreste udito.

Ma quando la sindrome del riposo del guerriero appesantisce membra e mente, anche un segnale proveniente da stelle né di prima grandezza né di eclatante brillantezza può bastare. Pacato, mellifluo, sintetico, Journey To The Core Of The Galaxy si insinua con passo lento e istiga a lasciare andare: consumare fino in fondo il sottile filo sonoro fatto di melodie risicate, di respiri robotici, di singulti astrali, di ammiccamenti planetari notori ma in compenso niente affatto tormentosi.

Alzate il volume e ci potrete danzare con l’amica venusiana (o l’amico arturiano se siete di genere femminile) nella sala ricreazione dello shuttle che vi sta scarrozzando nel vuoto spaziale.
Abbassatelo e la nenia elettronica di EDD – 989 vi cullerà come un’altalena mossa da un motorino a fusione nucleare fredda.

P.s.: il disco si mangia una stella (questa volta di giudizio) come fosse attratta da un Buco nero per demerito delle lamentose voci femminili, di noiosissima grana indiana, che in Cosmic Mandala Wave e First Flight per quanto mi riguarda hanno l’effetto di una comitiva Klingon piombata senza invito al party di compleanno del Capitano Kirk.


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