Edison – L’uomo che illuminò il mondo Book Cover Edison – L’uomo che illuminò il mondo
Biografico, Storico, Drammatico
Alfonso Gomez-Rejon
Michael Mitnick
Benedict Cumberbatch, Michael Shannon, Nicholas Hoult, Katherine Waterston, Tom Holland, Simon Manyonda, Tuppence Middleton, Matthew Macfadyen, Conor MacNeill, Damien Molony, John Schwab
Volker Bertelmann, Dustin O'Halloran, Danny Bensi, Saunder Jurriaans
18 7 2019
USA
107’
Cinema Raffaello, 27 7 2019, sala 3

 

La guerra della corrente: continua vs alternata. Thomas Alva Edison, una sorta di pop star in patria, sostenitore della prima, avverso George Westinghouse. In mezzo Nikola Tesla, genio ossessivo-compulsivo che postumo ha scatenato una ridda di leggende e fantasie.

Il cinema, ancora una volta, meglio di tante sonnacchiose lezioni sui banchi di scuola.

Perdonatemi, mi ripeto: ma siamo alle solite. Il titolo. (Sorvolando su uno dei sottotitoli più stupidi della storia del cinema). Che in questo caso, dopo avere visto il film, stride in maniera imperdonabile. Perché intitolarlo Edison quando all’atto della narrazione tanto Edison quanto Westinghouse – i due contendenti – hanno la stesso identico peso? Non per niente l’originale è The Current War = La guerra della corrente. Che fa il paio con il doppio senso di La guerra attuale.

Benedict Cumberbatch

Inoltre, a volere fare classifiche di merito sui personaggi e su chi si viene a parteggiare all’avanzare del film, Edison ne esce sì come un genio, ma allo stesso tempo come una persona gretta, egocentrico, incapace di riconoscere i meriti altrui al punto da perdere i ‘servigi’ di quell’altra brillante testa d’uovo che era Nikola Tesla – che lavorava alle sue dipendenze.

Michael Shannon

Cocciuto, soprattutto sugli errori che compie e non sa riconoscere: la scelta inappellabile della corrente continua. Disposto a qualunque bassezza pur di screditare il maggiore competiror nel settore della energia elettrica. George Westinghouse. Uomo di tutt’altra pasta. Sensato e generoso al punto da chiedere a Edison di fondere le rispettive compagnie, al punto di offrire lavoro e fortuna al geniale immigrato di origini croate – ossessivo/compulsivo preda di molteplici manie e fobie: “Diciotto tovaglioli di lino puliti erano come sempre impilati accanto al suo piatto. Nikola Tesla non sapeva spiegare la sua preferenza per i numeri divisibili per tre, più di quanto non riuscisse a spiegare la sua paura morbosa dei germi, né per quale motivo fosse perseguitato da una moltitudine di altre strane ossessioni che gli tormentavano la vita” – che nonostante tutto morirà povero in canna.

Nicholas Hault

I distributori italiani hanno fatto affidamento sulla popolarità di Benedict Cumberbatch rispetto a quella di Michael Shannon, che di certo come attore non gli concede niente, sia in Edison che sul lungo corso di una carriera oramai cospicua che l’ha visto sgomitare per anni prima di imporsi. Cumberbacth secondo loro (sempre gli imperscrutabili distributori) oscurerebbe tutti – nel ruolo di uomo che ha illuminato il mondo! – al punto che sul poster non trovano spazio né Westinghouse/Shannon né Tesla/Nicholas Hoult, neppure sullo sfondo. Cosa che ovviamente non accade per il resto del mondo.

Di costoro (i distributori italiani) andrebbe infine sottolineata l’ignoranza anche superiore alla proditorietà: “il candidato premio Oscar, Benedict Cumberbatch”, strilla il poster, quando Michael Shannon è stato in corsa per la dorata statuetta per ben due volte!

Tom Holland

Edison si muove nel solco dei film biografico che al centro pone figure di interesse storico e valore sociale che tanti ottimi esempi annovera: da A Beautiful Mind a L’ora più buia, da Amadeus a The Prestige che per periodo storico, fotografia, e perché no la presenza della figura di Tesla – interpretato da David Bowie – ne richiama l’atmosfera. La classica vicenda basata su avvenimenti reali che non ha bisogno di sussulti da thriller perché gli accadimenti e i caratteri umani sono sufficientemente interessanti così come la Storia li ha mossi, e come regia/sceneggiatura/interpreti li hanno dipinti.

Dotato di regia dignitosa, attori di rango – compresi Matthew Macfadyen che interpreta l’investitore J. P. Morgan capostipite dell’azienda creditizia coinvolta nello scandalo dei mutui subprime nel 2011, e Tom Holland/Spiderman che interpreta il consigliere più intimo di Edison e in fatto di marketing, accennato sul poster, avrebbe potuto calamitare qualche giovane in più – e per merito di un dipanare la matassa sensato, Edison riesce a riscattare – senza troppa gloria: con mezzo voto oltre la sufficienza – un sabato italiano di pieno luglio, dal cielo autunnale, che scarica pioggia senza risparmio.

Va sottolineato però, come il film di Alfonso Gomez-Rejon alla sua terza regia, sia un film del 2017. Dunque tenuto in panchina per lungo tempo, buttato nella mischia come capita a quelle riserve alle quali si fa giocare la partita di Coppa Italia contro la squadra di categoria inferiore per dargli il contentino e per non deprezzarli del tutto. Se questa è la politica della campagna Moviement – Al cinema tutto l’anno, e a occhio e croce gli altri titoli in (multi)sala sembrano anche peggio, stiamo freschi. Più che altro per merito dell’aria condizionata, forse il vero motivo che vale il prezzo del biglietto.      


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