Le tettine della diciottenne Book Cover Le tettine della diciottenne
Universale economica
Etgar Keret
Narrativa moderna e contemporanea
Feltrinelli
23 11 2017
Tascabile, brossura
176
8,50 €

 

Biografia

Nato a Ramat Gan il 20 agosto 1967, Etgar Keret è uno scrittore, attore e regista israeliano. È il terzo figlio di genitori ebrei-polacchi sopravvissuti alle atrocità della Seconda Guerra Mondiale. Autore di sceneggiature per romanzi a fumetti, film, TV e teatro, il suo pezzo forte è il racconto breve, spesso di carattere surreale, o ironico, intriso di umanità ma anche di una buona dose di cinismo. I suoi personaggi sono persone comuni che agiscono in contesti irragionevoli o estremi, rispondendo alle sollecitazioni dell’ambiente, della società, dei loro simili, in modo altrettanto illogico e imprevedibile.

Il collettivo di illustratori Actus Tragicus ha realizzato da cinque suoi racconti altrettanti fumetti raccolti nel volume Jetlag (1999). Keret ha scritto il libro per bambini Papà è scappato col circo, illustrato da Rutu Modan. Asaf Hanuka ha tratto dal racconto Kneller's Happy Campers la graphic novel Pizzeria Kamikaze (2006).
Per la TV israeliana Keret ha scritto le prime tre stagioni di The Cameri Quintet e il film Aball'e (2001).
Nel 2006, il regista Goran Dukić ha tratto dal racconto Kneller's Happy Campers il film Wristcutters: A Love Story, con Tom Waits e Will Arnett.
Insieme alla moglie Shira autrice della storia su cui si basa, Keret ha diretto Jellyfish. Il cortometraggio ha vinto il premio Camera d'Or al Festival di Cannes del 2007.
Nel 2009 è stato realizzato $9.99, film di animazione scritto da Keret e co-prodotto tra Israele e Australia, al quale Geoffrey Rush, Anthony LaPaglia e altri famosi attori australiani hanno contribuito al doppiaggio.
Nel 2010, il regista polacco Krzysztof Szot ha presentato al Festival di Cannes un cortometraggio basato sul racconto An Exclusive. Nel 2010 il cortometraggio Glue tratto dal racconto Crazy Glue ha partecipato al Rhode Island International Film Festival. Ancora nel 2010 – il suo anno d’oro, evidentemente – Keret ha ricevuto la prestigiosa onorificenza di Cavaliere dell'Ordre des Arts et des Lettres di Francia.
Come non bastasse Etgar Keret insegna alla Università Ben Gurion del Negev a Beer Sheva e alla Università di Tel Aviv.

Bibliografia italiana

Papà è scappato col circo (Edizioni E/O, 2003)
Gaza blues (con Samir El-Youssef), (Edizioni E/O, 2005)
Abram Kadabram (Edizioni E/O, 2008)
All'improvviso bussano alla porta (Feltrinelli, 2012)
L'incredibile avventura di un bimbogatto, (illustrazioni di Aviel Basil), Terre di Mezzo, 2015
Sette anni di felicità, Feltrinelli, 2015
Rompi il porcellino, Feltrinelli, 2017
Le tettine della diciottenne, Feltrinelli, 2017

 

Nato a Ramat Gan, Etgar Keret è figlio di ebrei/polacchi sopravvissuti al campo di concentramento. Ma più che aggiungere altro sulla biografia, conviene concentrarsi sulla carriera, per quante cose ha fatto.

Verrebbe voglia di dire che non c’è una cosa, in ambito artistico/culturale, che non abbia affrontato con esito di rilievo: attore, regista di corti e lungometraggi, sceneggiatore per cinema, per serie e film TV, per fumetto e la graphic novel. Nel tempo libero (si fa per dire) insegna in ben due università, a Beer Sheva e Tel Aviv. Per quanto riguarda la letteratura – detto delle graphic-novel – di racconti brevi, romanzi, antologie si perde il numero.

Solo contando quelli che compongono Le tettine della diciottenne arriviamo a 34. E va bene che un racconto può essere anche di una pagina, ma ci vuole comunque una idea, e soprattutto una idea buona.

(Non smetterò mai di stupirmi di fronte al modo di tradurre o scegliere i titoli, che si tratti di film o libri, nel nostro pruriginoso paese. L’originale è אניהו: Anihu secondo la grafia da noi praticata, letteralmente Io sono lui, che è anche l’ultimo folgorante racconto della raccolta. Per il mercato anglosassone il libro è Cheap Moon, dal racconto che in italiano – chissà perché – diventa Una buona azione al giorno. Giunto da noi, di 34 titoli, quello scelto per rappresentarlo Le tettine della diciottenne).

Ma torniamo a bomba su Le tettine della diciottenne. Una mitragliata di racconti brevi che sono ossigeno puro per contrastare l’asfissiante noia della letteratura – contemporanea – cosiddetta seria e anche peggio presa sul serio. (Quella per cui l’arte deve rispecchiare la realtà). Storie che si consumano come le olive senza nocciolo – ripiene di altre olive! – inventate da Shriki, che ha avuto successo

perché è andato fino in fondo con la sua normalità. Invece di disconoscerla o di vergognarsene, ha detto: io sono così. Tutto qui. (…) Ha inventato cose normali, e sottolineo normali. Non brillanti. Normali. Ed è proprio quello di cui la gente ha bisogno. Le invenzioni geniali vanno forse bene per i geni, ma quanti geni ci sono poi al mondo? Quelle normali, invece, vanno bene per tutti.

Keret ha una uno stralunato senso della creatività che gli permette di passare, pronti via!, da gioielli dello humour puro, il capolavoro comico/surreale di Fuso orario (dal quale Mel Brooks, di famiglia ebraica, avrebbe tratto un episodio da film/telefilm da sballo), alla favola grottesca, simil-Cenerentola (dei nostri tempi ma a rovescia) di Il tarchiato.

Di farti rovesciare dal ridere con la paradossale barzelletta del cane Tuvia che non ne vuole sapere di allontanarsi dal padroncino, anche se sparato, o lasciarti di stucco col disarmante Un bacio in bocca a Mombasa. Persino di trarre una narrazione compiuta da un appunto di viaggio diventato Una buona azione al giorno – che sostanzialmente non racconta nulla (come fa spesso Raymond Carver) eppure lascia appagati (come Ray Carver non fa così spesso).

Ma in un rincorrersi senza sosta di schiocchi narrativi pervasi di ironia, comicità sarcasmo, Keret dissemina perle che vi fanno sentire il sapore della polvere: tristi (Sporcizia, Lev Tolov), infelici (Occhi brillanti), amare (Benny Bagagliaio). E lampi da commedia nera insuperabile (Simbatica):

Anche i gemelli erano simbatici e pieni di energia. Dopo essere cresciuti un po’ cominciarono a darsele di santa ragione, ma era ovvio che si volevano un bene dell’anima. All’età di circa nove anni uno di loro cavò un occhio all’altro e da allora non furono più identici.

E Soddisfazione?: chi mai pubblicherebbe in Italia qualcosa di così (folle, divertente) indefinibile.

Ma la lista potrebbe continuare. Mano a mano che procedi nello scartarli, però, ti rendi conto che questi cioccolatini ripieni con sorpresa non sono fatti di solo entertainment allo stato puro, per quanto di categoria superiore. Lì dentro ci sono i tipi, i tic, le nevrosi, i campioni di umanità sconclusionata ma comunque (sur)realistica che popolano Tel Aviv, e con forte probabilità qualunque altro angolo del mondo, per quanto Israele possa essere

“come una bella donna,” ha detto Avner-l’uomo d’affari a un investitore tedesco in un inglese zoppicante, “pericolosa e imprevedibile” (Oto).

Così come si delineano un paio di costanti che diventano di corredo ai racconti e ai loro personaggi: scopare; e qualcosa/qualcuno – uomo o donna – che ha a che fare, direttamente o no, col servizio militare. Deve essere effetto del vivere sempre sul filo del rasoio.
Sotto minaccia continua, scopare e ridere diventano importanti, molto più che in tempo di pace: guardate noi, sempre immusoniti e più preoccupati dei soldi, della carriera, dell’auto e del campionato che di scopare.

L’amica geniale? Avercelo per amico, Keret. Lui sì geniale.


 

(Visited 47 times, 1 visits today)
Spread the word of T.A.R.O.T.
  • 20
  • 1
  •  
  •  
  • 1
  •  
  •  
  •   
  •  
    22
    Shares
  •  
    22
    Shares
  • 20
  • 1
  •  
  •  
  • 1
  •  
  •  
  •