A Parley with Angels Book Cover A Parley with Angels
Fish
Prog rock
21 9 2018
CD, download, streaming
UK
Chocolate Frog Records ‎– FHC019CD
54’ 12”

 

A distanza di cinque anni torna Fish, il più amato e probabilmente capace degli epigoni di Peter Gabriel. Lo fa con un EP, A Parley with Angels, che è un corposo assaggio del Weltschmerz, disco doppio che uscirà nel maggio del prossimo anno e si preannuncia per ammissione dello stesso cantante come il suo ultimo album di studio. Per l’esito definitivo di questa decisione, già presa da altri e poi smentita, anche in altri ambiti, per esempio da attori o registi, ci sarà tempo per ripensarci. Ma Fish sembra quanto mai deciso a farla finita. Non temete: con il mondo della musica dal quale si ritirerà nel 2020. Parola sua.

Se il buon giorno si vede dal mattino, gli oltre trenta minuti che arrivano dal futuro, si può dire, testimoniano che il gigantesco frontman scozzese è tornato perché ha davvero qualcosa, e di molto buono, da dire e anche meglio cantare. Waverly Steps, il secondo brano che per un errore di stampa è listato come terzo, è una delle migliori cose uscite non solo dal tascapane di Fish, ma dall’intero spettro della più recente, e piuttosto copiosa, messe di produzioni che fanno capo al mondo dell’odierno Prog rock. Un brano di quasi quattordici minuti che ha tutte le carte in regola per diventare un classico di Fish e uno dei brani favoriti anche da parte dei fan dei Marillion dei primi cinque dischi, proprio quelli con il cantante dietro il microfono. Scrittura, melodia, ricchezza degli arrangiamenti, performance, soli, sono di prima classe, e non fa niente che tutto l’insieme sia – anche musicalmente – quanto mai à la Gabriel, ma quello dei tempi migliori. Una canzone di altissima tensione emotiva, a tratti perfino commovente. Tanto di cappello.

Ma se Waverly Steps è da cinque stelle, l’opener Man with a Stick e Little Man What Now – quest’ultima con David Jackson ex VdGG al sax – gli altri due brani tratti da Weltschmerz che si preannuncia decisamente Prog-driven e come sorta di album definitivo, col quale Fish sembra volere lasciare un segno indelebile, si collocano per qualità appena un gradino sotto. Basterebbero questi tre pezzi, dunque, per fare dell’undicesimo album di studio che verrà di Fish, un lavoro estremamente atteso.

A rendere ulteriormente carica di aspettative la manciata di mesi che ci separa dall’uscita del doppio disco contribuiranno i 50 concerti che lo scozzese ha cominciato a eseguire per mezza Europa da settembre e fino a metà dicembre. L’Italia resta tagliata fuori, ed è un vero peccato. Ma come spiega senza troppi peli sulla lingua, con crudo realismo il cantante sul suo sito, gli show si fanno dove i promoter offrono la quantità di denaro adeguata per non uscirne in perdita e andare in bancarotta. In Italia per Fish non c’è più domanda: cartina al tornasole di quello che è l’odierno panorama nostrano degli appassionati di musica. Ma in Spagna e Francia è lo stesso. Triste, tristissima constatazione.

I restanti quattro brani che chiudono A Parley with AngelsCircle Line, State Of Mind, Emperors Song, The Voyeur – sono dal vivo e tratti dal concerto alla Islington Assembly Hall del 15 dicembre 2017. Ordinaria, ma buona, amministrazione.

Fiaccato da un lungo periodo di malattia, Fish è uscito bene dalle difficoltà che in passato lo hanno colpito anche nel portafoglio. Una consistente prova di caduta e rinascita, la sua. Di carattere e di personalità. Per un po’ l’avevo perso di vista, accantonato nel dimenticatoio. Ma quel semplicissimo teorema di vita che spesso disattendiamo è proprio vero: ci accorgiamo troppo tardi di avere perso, o stare perdendo, il meglio che avevamo.

 

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