Morning Sun Book Cover Morning Sun
Gadi Caplan
Progressive, Canterbury, Fusion
2 6 2016
CD, download
Israel/USA
Musea Parallèle

 

Chitarrista israeliano trasferitosi a New York, Gadi Caplan aggiunge alla sua personale discografia il tassello n° 3, intitolato Morning Sun.

Bravo nell’estrarre dallo strumento una voce calda e personale, soprattutto quando imbraccia la sei corde elettrica, Caplan dimostra buone doti di scrittura e senso della storia del progressive rock, che pur insinuandosi di soppiatto - Morning Sun non si professa un disco dichiaratamente progressive – di fatto ne costituisce l’ossatura: il solo di tastiere à la David Sinclair (Caravan) che innerva Island, gli archi che si aggiungono alle tastiere che assumono la voce del mellotron di Vivadi Swara - echeggiante il repertorio di Jeff Buckley - e ancor meglio accompagnano e sorreggono l’irresistibile crescendo di La Morena, il bel solo di flauto indiano che impreziosisce il prodigarsi acustico di Gadi in Morning Sun,  la floydesque – periodo MeddleThe Other Side, ne sono prova inconfutabile.

Non manca la mini-suite, i circa 10 minuti di Lili’s Day divisa in quattro parti, che osa di più, tra loop di chitarra elettrica e sax rauchi che scompaiono inghiottiti da ritmi marziali, prima che violino e tastiere, e la chitarra del titolare, accompagnino verso un finale grandioso.

Nel complesso colpisce soprattutto l’equilibrio, il registro controllato che,  in un mondo sonoro – il progressive - spesso dominato,  e rovinato, dall’ansia da prestazione, induce ai ripetuti ascolti che non stancano, anzi innescano una sorta di piacevole, sana, dipendenza.

 

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