Oggi ragiono da pubblicitario. Da ex pubblicista a pubblicitario la strada è lunga, vero. Sarà che sono sotto l’effetto di Cujo di Stephen King che sto leggendo, tra i cui protagonisti c’è il titolare di una agenzia pubblicitaria, ma sono rimasto colpito dai cartelli e dalle ingiunzioni che provengono dalla maggior parte dei supermarket.

All’insegna della psicosi da allarmismo che coglie l’Italia vogliono che zaini e borsoni vengano lasciati all’entrata, depositati negli armadietti, che è come dire che chiunque si presenti con uno di essi sia un potenziale ladro. E no, diceva Oscar Luigi Scalfaro quando presidente della repubblica, “io non ci sto”. Per la stessa filosofia, allora, tu azienda – Conad e Eurospin sono tra quelle che chiedono tale assurdità – ti considero come potenziale evasore fiscale. Esponi i registri contabili, dunque. Metti in mostra una bella dichiarazione dove attesti che non investi nelle tue consimili che producono armi, che non esponi sugli scaffali prodotti fabbricati sfruttando manodopera minorile o sotto remunerata.

Mai arrivato sugli schermi italiani

E se la discriminante è lo zainetto, perché una donna non deve non deve lasciare nell’armadietto la sua borsa o borsetta? Mica ci saranno da rubare solo cose di grande formato. Anzi le più piccole sono spesso le più costose: il caviale mica te lo vendono in confezione famiglia allargata da 10 kg. Ma a questo punto sarebbe bene fare togliere anche pantaloni e giacche, soprabiti e cappotti, salopette e tailleur: sì, tutti in mutande sarebbe la soluzione più sicura.

Anche se a ben pensarci una confezione di salmone da 50 grammi che costa quanto dentro ci fosse una balena con tutto il contenuto dello stomaco, in un paio di boxer ci si fa stare. Alè, tutti nudi e non se parla più. Il problema sarebbe aggirarsi tra i banchi dei latticini dove di solito la temperatura è glaciale. Un quantità di raffreddati che non ti dico. L’azienda rischia la class action per malanni indotti dal freddo nelle corsie.

Chi non consegnerebbe le chiavi di casa a un ladro così?!

Ma più probabilmente la necessità di inventarsi sempre qualcosa di nuovo per vendere potrebbe spingere il supermarket a rendere disponibili affianco alle borse termiche – quelle che si usano per portare a casa i surgelati – giacche a vento usa e getta. Insomma c’è questo divieto che si accumula a tutti gli altri che – fateci caso – rendono la vita sempre più come stessimo camminando all’interno di un campo minato. Divieti, telecamere, inferriate alle finestre delle case che Ferranta Aporti sembra un open space, e “attenti al cane”, “zona sorvegliata”, “il vicinato vigila”, Miss Murple indaga…

Ma come, dico io, non siamo nella meravigliosa Era del Bicchiere Mezzo Pieno? Non sono sempre tutti lì – saggisti, TV, esperti, psicologi, etc., e di conseguenza la maggior parte della gente – a dirti che devi essere ottimista, allontanare chi è negativo, sentirti sempre al massimo, e infine vedere il bicchiere mezzo pieno? C’è fior fiore di letteratura che da decenni imperversa e ce lo racconta. E di trasmissioni e saccentoni TV. Quando incontri per strada un conoscente e ti chiede come va, è più consigliabile dire che sei un pedofilo o hai messo la zia deceduta per cause naturali nel congelatore per intascarne la pensione che confessare che stai vivendo un periodo schifoso. Ti viene dimostrata più comprensione. Se dici che le cose vanno male sei schifato, allontanato, bollato.

Che poi, una volta per tutte, qualcuno mi sa dire che cazzo c’è dentro questo bicchiere mezzo pieno? Acqua? Gassata o naturale? Va bevuta? La lasci lì e ci nascono i girini o non la tocchi fino a evaporare? In entrambi i casi il bicchiere si vuota e – visto? – ricominciamo da capo.

Ma torniamo al pubblicitario. È un mestiere per il quale credo di essere tagliato, sapete: slogan, giochi di parole, frasi a effetto, progetti più bislacchi che sensati. Un vecchio compagno di scuola da tanti anni ha una agenzia che funziona, piuttosto importante, molti dipendenti, proprio da bicchiere mezzo pieno: lui è uno di quelli che se fosse comparso in Gli intoccabili di Brian De Palma, Al Capone/De Niro l’avrebbe apostrofato dicendogli “sei tutto tessera e partito”, quello ‘giusto’ ovviamente, per il quale lavora tanto. Insomma ci siamo capiti. Una volta, avevo già parecchi anni di scrittura alle spalle, mi sono presentato nel suo ufficio e gli ho chiesto se c’era modo di essere assunto. No ma ti mando da un’altra persona che potrebbe fare al caso tuo. Sono andato, mi sono presentato, bravo! mi hanno detto, le faremo sapere. Mi sono diventati i capelli bianchi ma aspetto ancora. Ma dicono che anche questa, la pazienza, sia una dote.

Gli zaini, i borsoni – dicevo – e il bicchiere mezzo pieno. Cari amici, conoscenti, società che mi circondi, c’è qualcosa che non comprendo: mi dite che tutto deve andare alla grande, e poi nel prossimo tuo vedete stupratori, rapitori di bambini, un esercito di il gatto & la volpe… e tu azienda/supermarket solo ladri! Il vostro messaggio è in aperta contraddizione.

Vi dico cosa farei io se fossi un pubblicitario, o semplicemente una delle teste di legno, e di conseguenza dalla calotta cranica piena di segatura, che dirigono queste cattedrali – facciamo hangar và – della spesa spesso inutile. “Chiunque voi siate siete i benvenuti!
Zaini, borse, borsoni del vostro aggirarsi per corsie saranno campioni. Trolley, 24 ore e marsupi non ci spaventano, mica sono lupi.
Sacchetti, sacchettoni e sacchettini a noi rendono più piacevoli tutti i santi mattini
”.
Le telecamere? Mettetele in camera da letto e postate su Pornhub che, non so come funziona, ma magari ci fate dei soldi.
I vigilantes – che spesso hanno rassicuranti sembianze che sono una via di mezzo tra un troll e il Nosferatu di Murnau – mandateli sul set del nuovo Rambo.
Gli adesivi e i cartelli minacciosi e traboccanti divieti non produceteli (o volgeteli al positivo, da bicchiere mezzo pieno: “Buona giornata e buona spesa!”. “Evviva la pappa col pomodoro: fatene scorta!”).

In questo modo i soldi risparmiati su telecamere, lugubri guardie, cartelli offensivi e quelli sì deprimenti, costituirebbero di gran lunga una voce (economica) positiva rispetto a quanto venisse sottratto da qualche ladruncolo o addirittura da chi privo di risorse rubasse per fame. Senza contare – e questo lo dico seriamente – l’effetto positivo che ha sulla psiche – o chiamatela coscienza – l’essere considerati persone per bene: se qualcuno ti concede fiducia, responsabilizzato farai di tutto per non deludere le attese.

Ma so che questa mia idea ha due difetti:
– uno è troppo folle secondo gli standard attuali che teorizzano ottimismo a profusione ma mettono in atto l’opposto del pessimismo e della guerra santa preventiva (hai lo zaino sei un ladro);
– due è troppo in anticipo sui tempi e sul genio dei cosiddetti creativi pubblicitari.

Vedrete, fra 10 anni qualcuno la metterà in atto. E sarà considerato un genio. Premiato con i più alti riconoscimenti della categoria. Un caso da studiare.

Mentre io sarò ancora qui ad attendere. Niente più capelli bianchi. Certo, perché caduti.     


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