Hostiles - Ostili Book Cover Hostiles - Ostili
Western
Scott Cooper
Scott Cooper, Donald Stewart
Christian Bale, Rosamund Pike, Ben Foster, Stephen Lang, Rory Cochrane, Jesse Plemons, Timothée Chalamet, Jonathan Majors, Wes Studi, Adam Beach, Q'orianka Kilcher, Xavier Horsechief, Paul Anderson
Max Richter
22 3 2018
USA
127’
29 3 2018

 

Finché c’è vita c’è Western. Finchè c’è Western c’è la speranza di vedere un bel film.

Ostili non è un film perfetto: appena un pizzico di retorica in meno avrebbe guadagnato al film un voto in più. Ma siamo di fronte a un lavoro che, una volta di più, testimonia l’enorme balzo in avanti, qualitativo, fatto dal genere negli ultimi anni. Non si può vederlo e rimanere indifferenti. Non si può soppesarlo e disconoscerne i meriti, filmici e contenutistici.

Oltre le pistole, per parafrasare una canzonetta italiana, in Ostili c’è di più. Molto di più.

 

Non è che i film Western non si producano. È che non arrivano in Italia. Non si importano. Alla gente non importano. E non è nemmeno questione di genere: il Giallo spopola da tempo lunghissimo, ma la Fantascienza funziona solo se caciarona, tutta botti & mostri. Il Western neppure in questo caso: Bone Tomahawk, del 2015, con Kurt Russell, pur ricevuto benissimo dalla critica da noi è finito sulla casella del home video senza passare dal via del grande schermo.

Christian Bale, Wes Studi

Eppure gli ultimi esempi di Western che hanno superato le barriere dell’ostracismo radical chic, o dell’indifferenza, sono lavori che hanno tutti i crismi per piacere a un pubblico vasto, anche quello che cerca un messaggio, un discorso, spessore dei temi trattati. E là dove non si vedesse tutto questo, stiamo parlando di lavori così ben realizzati che il dio del Cinema ne sarebbe appagato per la qualità della messa in atto. Cito a caso Appaloosa, Open Range, Il Grinta, La proposta, L’assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford, Quel treno per Yuma. Ne scordo alcuni e ne lascio da parte molti altri.

Non sfugge al mucchio – più o meno selvaggio –  dei film di genere pieno di pregi Ostili, pellicola dotata soprattutto di quegli ingredienti che il pubblico più esigente ambisce per uscire di casa, che dal cinema vuole non solo spettacolo ma suggestioni da continuare a ruminare una volta spentosi lo schermo.

Rosamund Pike

Il film di Scott Cooper (Crazy Heart, Black Mass) è latore di messaggi potenti, solido narratore dello scontro di civiltà, confessionale della tragedia umana che si perpetua con le stesse eterne modalità; alfine messaggero di speranza: una famiglia multietnica nascerà sulle macerie di altri nuclei umani disintegrati; quello di Rosalie Quaid, quello di Piccolo Orso unico superstite indiano, quello rappresentato dai commilitoni del capitano Joseph Blocker caduti in battaglia.

Jonathan Majors, Wes Studi

Un film fatto di volti e silenzi eloquenti piuttosto che di scontri e sentenze, di paesaggi selvaggi e impervi, torreggianti ma non oppressivi. Dominato da un senso di ineluttabile dramma che si scioglie solo nell’ultima scena. Che ha il ritmo introverso di certa cinematografia affine australiana, piuttosto che la brillante prosopopea di cui ha rivestito il mito del Far West la Hollywood degli Anni d’Oro. Un lavoro dove l’azione è ridotta a pochi scontri veloci, per lasciare spazio a lunghi e molteplici confronti tra personalità, filosofie di vita non solo tra le diverse culture e nature – pellerossa e bianca – ma anche all’interno della cerchia i componenti la stessa ‘razza’. Dove spesso si è obbligati a fare i conti anche con sé stessi.

Christian Bale

La vicenda è quella dell’ultima missione di Joe Blocker, capitano dell’esercito americano che per sua stessa ammissione odia i nativi che hanno fatto scempio di una miriade di commilitoni e buoni amici. Non gli manca molto al congedo, ma il comandante di Fort Berringer, il colonnello Biggs, per volere del presidente degli Stati Uniti gli ordina di scortare Falco Giallo, anziano capo Cheyenne malato di cancro, fino al Montana perché l’indiano possa morire sulla sua terra. Nel corso del lungo viaggio si paleseranno imprevisti e ostacoli di tutti i generi, ma diluiti in un arco narrativo di oltre due ore, le coscienze si ergeranno sopra ogni atto di violenza e la ragione sopra ogni oltraggio fisico.

Q’orianka Kilcher, Wes Studi, Adam Beach

Rosamund Pike che recita il ruolo di Rosalie Quaid, la cui famiglia viene massacrata a inizio film – esattamente come in C’era una volta West: forse un tributo? –, ma soprattutto Christian Bale nei panni del capitano che trova conforto nella lettura (in latino) della vita di Giulio Cesare, offrono una prova da giganti. Al di là del genere, non so cosa si possa chiedere di più a un attore. E una parte del merito va a Scott Cooper, che aveva voluto come protagonista Christian Bale per il precedente Il fuoco della vendetta (2013).

Paul Anderson, Rosamund Pike, Christian Bale

Che nessuno dei due sia entrato nella cinquina dei pretendenti all’Oscar come migliore attore/attrice è sorprendente – anzi scandaloso – e offre l’idea di quanto certi celebrati ‘meccanismi’ cui guardiamo con eccessivo rispetto abbiano validità parziale. Forse il film ha sofferto agli occhi dei membri del Academy per il ‘peccato originale’ di essere un Western; di certo perché i tempi di distribuzione non sono stati favorevoli: Ostili ha debuttato in settembre del 2017, ha avuto distribuzione limitata a partire dal 22 dicembre, infine è uscito su larga scala solo da gennaio 2018.

Intervistato da Vanity Fair americano, Scott Cooper ha dichiarato che quando chiese a Sam Shepard, vincitore di una messe di premi ma nessun Oscar, quale fosse il suo rapporto con l’Academy questi rispose: “Non credo che gli sia mai piaciuta la mia roba”. Dopodiché il regista ha continuato col popolare magazine affermando che aveva capito cosa intendeva dire Shepard: perché “ora mi sento come lui”.

 

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