Mi dispiace. È morto Eugenio Bersellini, allenatore dell’Inter che vinse il campionato di serie A 1979/1980. Ci mise tre anni, come da programma. Con una formazione infarcita di ragazzi “fatti in casa”, provenienti dal settore giovanile, compresi Oriali, Bergomi, Baresi, Bordon, Bini. E Muraro che aveva i piedi da Pinocchio, un po’ legnosi, ma uno sprint che avrebbe messo in difficoltà Usain Bolt.

Eugenio Bersellini e Lele Oriali

Sono particolarmente legato a quei giorni, a quella squadra, perché giocavo anche io a calcio. Ma erano tempi del tutto diversi, verrebbe da dire, sparandola grossa, pionieristici. Romantici, in un certo senso. Giravano pochi soldi – se paragonati a oggi – nel cosiddetto “calcio che conta”, figuriamoci al nostro livello. Dopo la partita, quando eravamo negli Allievi (della Villa d’Oro), ci portavamo a casa la muta da fare lavare alla mamma. Eravamo una squadra di ottimo livello – abbiamo vinto tornei un po’ di tutti i tipi, anche i provinciali e partecipato di conseguenza ai regionali, anche giocato a Coverciano alla presenza di Ferruccio Valcareggi che era il CT della nazionale.

Il Becca

Bersellini, lo ricordo bene, era soprannominato “il sergente di ferro”, poiché burbero, accigliato, un uomo tutto d’un pezzo che non guardava in faccia a nessuno e faceva lavorare sodo i calciatori. [Come oggi forse fa solo Zeman, secondo uomo di altri tempi]. Corpulento e sanguigno, originario della provincia parmense. Si fece comprare anche “Spillo” Altobelli e il “Becca” che, come diceva un mio amico milanista vero intenditore, era tra i cinque più forti al mondo. Che fino all’altro ieri faceva la pubblicità dei salumi. Il Becca, non il mio amico. Ma bisogna essere bravi anche in questo, avere autoironia, qualità che nel rutilante mondo fatto di divi del calcio odierno non esiste proprio più, altro che merce rara.

“Spillo”, dal sito della rosea, lo ricorda così:

“Fu la mia fortuna e anche quella dell’Inter, che in quei 5 anni, oltre al campionato vinse due Coppe Italia, raggiunse una semifinale di Coppa campioni e battè due volte la Juventus in goleada”.

Bersellini, Scanziani, Marini, Spillo

Grazie “sergente”, è stato bello seguire la tua e nostra Inter; molto più bello allora di oggi. Fai valere i tuoi gradi anche lassù. E se un pallone di Perisic o Icardi sta per stamparsi sul palo, tu mettici quel piccolo tocco, quel soffio in più per dirottarla in rete. Da là puoi farlo, ti danno dei poteri speciali. Puoi ancora aiutare chi vuoi bene, almeno per un po’. Almeno così credo. Allora, quando vedrò una palla che entra in modo bislacco, con una strana traiettoria che nessuno si aspetta, nemmeno il portiere, io alle fantasiose spiegazioni dei commentatori di professione farò spallucce e un sorrisetto.

Ma va là, ma quale effetto che solo il campione sa dare, io lo so come è entrata quella palla.

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