Before The Dawn Book Cover Before The Dawn
Kate Bush
Alt rock, Progressive, Songwriter
25 11 2016
Fish People – 0190295920173

 

L’ ‘inchiostro’ con il quale ho scritto che il disco di Vangelis potrebbe essere l’evento discografico dell’anno non si è ancora seccato che rischio di essere smentito. Quello che ho detto sul musicista greco si adatta alla perfezione a Kate Bush: bravissima, assurta a livello di icona fin dalle prime battute di una carriera fulminante, poi ritrattasi all’ombra di una vita lontana dalle scene per scelta, anche per effetto della maternità. Infine, quando nessuno se l’aspettava, a fine agosto 2014 il ritorno.

Ci si attendeva fosse spettacolare, ma non fino a questo punto: attori, ballerini, illusionisti, animazioni tridimensionali, giochi di ombre, pupazzi, filmati, oltre ai musicisti. Qualcosa come forse non si era mai visto in precedenza. E probabilmente non si rivedrà più. Ventidue repliche al Hammersmith Apollo, un sito da 3.500 posti, i biglietti andati esauriti in una manciata di minuti. Un alone da evento storico per il rock che ha accompagnato il prima il durante e il dopo.

Era inevitabile che seguisse la registrazione. Lo si fa nei casi più  modesti, figuriamoci di fronte a cotanta meraviglia. Fa parte della trafila discografica che non risparmia nessuno e nessuno si risparmia. Ma cosa si può eccepire in un meccanismo, e in un personaggio, sempre teso alla ricerca della perfezione? Nello specifico, cioè Before The Dawn, due cose.

La prima, che siamo alla consegna del resoconto di un impianto dalle componenti che non potrebbero prescindere l’una dall’altra: Kate Bush, un nutrito gruppo di musicisti all’altezza del compito, uno spettacolo che non solo è parte integrante dei concerti, ma forse l’aspetto principale. Si dice giustamente che ciò che conta è la musica, ma se l’arte di Kate Bush fosse solo musica, non sarebbe la stessa Kate Bush che conosciamo e abbiamo sempre ammirato. Intendo dire che inevitabilmente, per quanto un bel disco, e capace di vivere indipendentemente, Before The Dawn senza il necessario supporto video perde parte della sua forza.

Inoltre, cosa secondaria e se volete anche superflua, questo non è il caso di quelle band che sul palco offrono quel quid in più, che per diversi motivi e motivi diversi, ha reso famosi molti musicisti. In altre parole, questo set di 3 CD (o 4 LP) è indispensabile per chi ha avuto la fortuna di assistere al concerto, perché rinnoverà, e forse amplificherà, le sensazioni provate allora; ma risulta ‘solo’ un buon disco per chi conosce e ha le registrazioni di studio della Bush. Non c’è il quid in più che ti fa saltare sulla sedia.
Il discorso sarebbe diverso fosse stato allegato il DVD, un tentativo che si è provato ma pare definitivamente naufragato. Anche se mai  dire mai. Perché i naufraghi talvolta ce la fanno. Come avviene in The Ninth Wave.

Per dovere di cronaca, i frammenti di maggiore impatto sono Top Of The City, Never Be Mine, King Of The Mountain, Prologue, Somewhere In Between, Nocturn, Aerial, Among Angels, Cloudbusting. Insomma, tanti. E il momento di autentico quasi stupore di Kate Bush alla fine, di fronte all’ovazione del pubblico ai suoi piedi.

La resa sonora è di primo livello. E cosa estremamente apprezzabile, nulla è stato ritoccato o aggiustato in studio. (Salvo l’aggiunta di Never Be Mine, tagliata dallo spettacolo perché troppo lungo, ma tratta dalla versione filmata senza pubblico). Particolare che non fa che sottolineare quanto la Bush sia ancora in possesso di una splendida vocalità.
E fatto doppiamente encomiabile laddove alcune delle band ricordate poc'anzi per tipologia - quelle che fanno vanto della capacità di improvvisare o dilatare i brani di studio a piacimento - ci hanno consegnato, e continuano a farlo, dischi dal vivo con qualche ritocchino di troppo. Chirurgia vinilica.

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