Basta guardare la foto per farti venire voglia di acquistare un biglietto di prima fila. Ma in questo caso non siamo di fronte alla bambolina costruita in agenzia. Kaki King è molto di più di una attraente figurina. Ha fatto tanta gavetta, ma soprattutto ha quel talento che la natura regala solo ai predestinati. Lo show di questa ragazza originaria di Atlanta ma adottata da New York, è uno di quelli che non bisognerebbe perdere. Nemmeno se la King fosse brutta come un rospo. Nemmeno nel caso, sfortunatamente, vi capitasse di essere relegati nelle retrovie del locale: basta restare con le orecchie aperte, perché ciò che Kaki King è in grado di ottenere dalle sue chitarre, anche la più astrusa, vi manderà in solluchero.kaki-4

Per quanto ne so e mi riguarda, la signora King è la numero uno delle chitarriste. La regina. La sola donna che Rolling Stone, nel 2006, ha inserito nella lista The New Guitar Gods. In grado di fare mangiare polvere a un sacco di maschiacci dotati dello strumento rock – e mascolino – per eccellenza che fanno parte della lista dei miei idoli. La critica l’ha spesso accostata a icone come Leo Kottke e Michael Hedges, ma lo spettacolo che la King porta in tour questa volta – e va definito multimediale, ben oltre la prassi dei giochi di luce che accompagnano tutto ciò che suona su un palco – mi ha portato ad accostarla a Laurie Anderson. Non solo per l’importanza di ciò che la chitarrista concede agli occhi, ma per l’apertura mentale che denota la sua ricerca musicale, sempre portata al limite, tutt’altro che inintellegibile però, niente affatto specifica alla sola sfera della tecnica sullo strumento.

Grazie per quello che dici – risponde. Nello sviluppare The Neck Is A Bridge To The Body sono diventata una sua grande fan. Sono affascinata dal suo lavoro nel campo del multimediale, e di certo reputo il mio recente sforzo indirizzato verso uno stile sperimentale / multimediale. A dire il vero l’ho vista a Roma alcuni anni fa. E mi sono molto emozionata al suo nuovo film.

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A proposito di film, la King ha  contribuito alla colonna sonora di La musica del cuore interpretato da Robin Williams, del 2007, e ha fornito il suo estro al più noto Into The Wild diretto da Sean Penn, lavoro per il quale è stata in lizza, insieme a Eddie Vedder e Michael Brook, per il Golden Globe Award nella categoria Migliore Colonna Sonora Originale. Dunque le ho chiesto se avesse intenzione, in futuro, anche alla luce di The Neck Is A Bridge To The Body, di farsi coinvolgere maggiormente dal mondo del cinema, magari curando la regia e perché no, recitando.

Ho imparato molto in ambito di produzione video, e come conseguenza del lavoro fatto su The Neck ho iniziato a editare i miei. Amo film e televisione e sono sempre felice di stendere musica su qualcosa di visuale che ne abbia bisogno. Continuando a sviluppare lavoro visuale per la chitarra sono sicura che finirò con l’essere sempre più coinvolta nello scrivere e dirigere.

Ma già adesso molta della musica registrata dalla King suggerisce immagini, come quasi scritta in anticipo per film che verranno girati in futuro. Quali difficoltà si incontrano nel dare una ‘voce’ a scene la cui intensità sarà amplificata proprio dalla musica?

In realtà è più facile scrivere per un film, perché è già tutto lì: l’emozione, la velocità, per quanto tempo c’è bisogno di musica. Non devi inventarti niente di sana pianta.

Un’altra domanda sulla meravigliosa attitudine a suonare nei club o nei teatri (se il prezzo non arriva agli eccessi di Dylan versione 2015.74). Ammiro i musicisti che si esibiscono per dare fondamentalmente seguito alla loro creatività, atteggiandosi a essere umani che trasmettono emozioni verso altri esseri umani, sullo stesso piano.kaki king the neck ridotta

Fanno una cosa che si tende a dimenticare o fraintendere: mettono in pratica un mestiere, per quanto privilegiato, talvolta ben pagato. Le star sono esseri alieni: presunte divinità che attraversano dimensioni straniere, da un certo punto in avanti sono macchine da soldi, forse inconsapevoli, hanno perduto la testa. Kaki King, dopo essere stata invitata in studio dai Foo Fighters, aperto i loro concerti per un intero tour australiano, dopo avere unito le forze con Carter Burwell per la colonna sonora della saga di Twilight, essere apparsa in TV al Late Night, e avere disegnato su espressa richiesta del famoso produttore di chitarre Ovation il modello chiamato Adamas 1581-KK, potrebbe ambire scenari più ambiziosi.king-grohl-2

Invece, se si escludono le singole performance ai festival estivi di ben più grandi dimensioni, la King inanella date in piccoli spazi. In quei posti dove l’artista ha l’esatta percezione del pubblico. E l’audience, a sua volta, sente di avere un ruolo, essere parte attiva di un evento, provare emozioni che rimbalza indietro all’artista.

Grazie. Mi piace mantenere i piedi per terra.

Poi chiosa con evidente sarcasmo:

Sostanzialmente amo rimanere sconosciuta e avere pochi soldi.

Bella, brava, intelligente, artisticamente coraggiosa. Avrà pure un difetto, sta ragazza! Non saprei. Chiedete a sua moglie.

La prima data italiana sarà al Bravo Caffè di Bologna il 24 novembre. Prezzo del biglietto 10€/15€, una bazzecola.
La vedrò lì, ne riparleremo.

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