La favorita Book Cover La favorita
Storico, Biografico, Grottesco
Yorgos Lanthimos
Deborah Davis, Tony McNamara
Olivia Colman, Rachel Weisz, Emma Delves, Faye Daveney, Emma Stone, Nicholas Hoult, Paul Swaine, Jennifer White LillyRose Stevens, Denise Mack, James Smith, Mark Gatiss, John Locke
Johnnie Burn, William Lyons
24 1 2019
UK / USA
120’
24 1 2019, cinema Raffaello, sala 6

 

Il regista ateniese Yorgos Lanthimos è beniamino della critica oltranzista e di quella frangia di pubblico che dal cinema si aspetta qualcosa che va al di là del semplice intrattenimento. Meglio, dell’intrattenimento semplice.

 

Dopo avere guadagnato notorietà grazie a The Lobster, che nel 2017 a Cannes si aggiudica il Grand Prix Speciale della Giuria e alla corsa per gli Oscar una candidatura per la Miglior sceneggiatura originale, ed essersi confermato nel 2018 con Il sacrificio del cervo sacro altrettanto bene accolto, nel 2019 Lanthimos serve La favorita che corre per ben 10 statuette dalle fattezze dello zio di Margaret Herrick, impiegata della Academy of Motion Picture Arts and Sciences che vide nel piccolo simulacro dorato una riproduzione del parente (ri)stretto.

Olivia Colman

Curiosamente La favorita arriva in sala nello stesso momento di Maria Regina di Scozia, col quale condivide l’interesse per la sorte di teste coronate, ma rispetto cui zooma in avanti per passare dallo sfondo di insieme di un’epoca all’intimità di un menage a trois al femminile: dai campi di battaglia alle scaramucce in camera da letto. Oppure, poche, in parlamento.

Emma Stone, Olivia Colman, Rachel Weisz

Tutto vero – quasi – quello che si vede: la regina Anna, sovrana della prima volta per il Regno di Gran Bretagna che univa Inghilterra, Scozia e Irlanda, era instabile e malata, vittima della Sindrome di Hughes che la portò ad avere 17 gravidanze (forse 18) dalle quali il solo Guglielmo, duca di Gloucester, resistette fino ad arrivare all’età 11 anni. Come è vero che la sua più intima e influente consigliera fu l’amica d’infanzia Sarah Churchill, Duchessa di Marlborough e Mistress of the Robes, la più alta carica cui potesse ambire una donna, poi spodestata dalla sua posizione di privilegio dalla cugina, abile manipolatrice, Abigail Masham. Non corrisponde ai resoconti storici che quest’ultima fosse ignota a Robert Harley, a capo del partito dei Tory avverso alla guerra contro la Spagna che si protrasse per il tutto il tempo della reggenza di Anna, che anzi era vincolato ad Abigail, per legami di parentela, quanto la cugina Sarah Churchill.

Emma Stone

Con Maria regina di Scozia però La favorita non condivide la plumbea cappa di dramma senza speranza. Lanthimos, al contrario, sfiora spesso e volentieri il registro della farsa, non solo grazie allo magnificenza della messa in scena che calca sulla clownesca (in)consistenza estetica e morale dei cicisbei imparruccati della classe dirigente, ma anche per effetto di dialoghi brillanti e corrosivi. Forse troppo: al punto da fare sembrare alcuni personaggi più dei commedianti che recitano un rodato copione (ciò che è ma non dovrebbe trapelare, salvo sia metacinema) che ‘attori’ della Storia che è stata.

Rachel Weisz

Al netto della trama, nella barocca e sfarzosa rappresentazione di corte – la gran parte del film si svolge in interni – si intravedono tracce di Peter Greenaway ed echi del Kubrick di Barry Lindon. E la firma, ovvio, evidente, marcata, eccessiva, di Yorgos Lanthimos che ama mettere in evidenza, usando obiettivi che offrono prospettive falsate e innaturali, le distorsioni di un mondo dove la corsa al potere vale più di ogni cosa.

John Locke

Tra colpi bassissimi di gentil donne che di nobile hanno solo il titolo, e colpi di testa di una regina che decide se affamare (con le tasse) e mandare al macello un popolo sulla spinta di chi più le tira la giacchetta, La favorita svela in modo drammaticamente leggiadro, titolerebbero sulla rivista Focus, “come funzionano le cose” da tempo immemore.

Le sorti del mondo sono in mano a pazzi, manipolatori, gente che guarda ai propri interessi o se va bene, quando al di sopra delle parti, prende decisioni lanciando la monetina. Allora come ora (guardare Vice per comprendere).

Il ballo

La favorita si rivela un film riuscito che ha i maggiori pregi nella debordante ricostruzione, nella bravura degli interpreti – Olivia Colman, la regina Anna, anche più delle due star di ‘richiamo’ Emma Stone e Rachel Weisz –, nel piglio da feuilleton con licenza erotica. Ma 10 nomination all’Oscar francamente sembrano troppe. Vedremo quanti ne metterà in saccoccia.

Belli i titoli, compresi quelli che corredano i capitoli in cui è suddiviso il lavoro, ma bruttissimo il poster italiano.

 

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