L’educazione Book Cover L’educazione
I Narratori
Tara Westover
Biografico, drammatico
Feltrinelli
Maggio 2018
384
USA
18,00 €

  Fino a un pochi mesi fa potevate vederlo in tutte le vetrine delle librerie. Faceva bella mostra di sé con la roboante fascetta rossa che si appende al ‘collo’ dei libri che stanno facendo sfracelli. Raccontava, lo strombazzo su sfondo rosso, che L’educazione era al n° 1 delle classifiche inglesi e al n° 1 di quelle americane. Mica da ridere. Ovvio che sia stato per lungo tempo in quella dei libri più venduti in Italia. Noi ci mettiamo sempre in scia. Non solo come popolo ma anche come singoli. La massa, le pecore, il gregge. Io mi sono fatto cogliere a difesa sguarnita, fidandomi un po’ troppo di Fahrenheit, la bella trasmissione quotidiana che parla di libri e letteratura – ma non solo – di radio Rai 3. Non ho pensato che quando si tratta di mettere sotto la lente una nuova uscita libraria la redazione si comporta allo stesso modo di Hollywood Party, trasmissione dedicata al cinema che segue subito dopo nel palinsesto dell’emittente. Cioè fa più promozione che critica. Sparo a zero su Hollywood Party che tempo addietro mi sembrava una bella iniziativa, ma ora trovo francamente poco onesta. Il motivo?: secondo gli esperti di cinema che fanno le loro valutazioni – qualcuno lo è, qualcun altro sembra il classico raccomandato che nei meandri della Rai non può mancare – nessun film è da buttare. Men che meno se il titolo è italiano e in studio c’è chi ha le mani in pasta nel girato. Nemmeno Neri Parenti ha insinuato un benché minimo dubbio. Così come I soliti idioti. E avanti di questo passo. L’eccezione è rappresentata dal film straniero col quale non c’è legame di interesse (distribuzione, eccetera), dunque di carattere monetario, e se non ci sono ospiti in studio o collegati: in questo caso si può stroncare. Pavidi. Ma ahimè, lo stesso vale per il mondo dei libri. Un bel giorno di fine estate nello studio di Fahrenheit c’è Tara Westover, astro nascente della letteratura anglosassone che sta portando in tour promozionale il suo esordio col quale ha fatto il botto. La Westover è poco più che trentenne e al primo libro, e tutto sto polverone che viene alzato al minimo incuriosisce. L’educazione non solo è stato accolto bene dal New York Times che l’ha inserito tra i 10 migliori libri del 2018, applaudito da USA Today, The Economist, Vogue tra gli altri, ma entra nella lista delle letture estive di Barack Obama che lo bolla come “remarkable”. E chissà come mai e perché vengono sempre fuori queste fantomatiche liste che spostano gli equilibri (ecco un altro grave danno che compiono i social). Obama ex-presidente influencer. Improvvisamente risvegliata in me la voglia di leggere qualcosa di fresco di stampa mi sono procurato il romanzo. Un libro che leggere fino all’ultima pagina è stato una prova di resistenza da inorgoglire. Al netto di tutto, di una storia che avrebbe potuto risolversi nella metà delle pagine, di uno stile che è tutt’altro che impareggiabile, di una vicenda già raccontata altre volte – ma non è questo il problema – in modo più avvincente, quello che resta di L’educazione è nulla. Anzi peggio, la netta sensazione, se non la certezza, di avere sprecato tempo. Di avere sottratto una possibilità a una migliore lettura. Romanzo autobiografico ricostruito per stessa ammissione dell’autrice su dati non del tutto, e non tutti, attendibili o dimostrabili – cioè fondati su testimonianze di persone che ricostruiscono avvenimenti sulla base di ricordi che non collimano: cosa che non è un espediente narrativo ma una vera e propria… Tara – quella della Westover è una vicenda che dopo le prime pagine, e un a volta disegnato lo sfondo, diventa ripetitiva, noiosa, asfissiata dai luoghi comuni. La famiglia di mormoni del Idaho che si ritiene in guerra con il governo poiché espressione del demonio, e di conseguenza ‘educa’ uno squadrone di figli in casa; il padre bipolare e delirante ossessionato dalla Bibbia, la madre sottomessa e remissiva, il fratello che dopo un incidente sul lavoro diventa violento ma è sempre sangue del loro sangue e rimane intoccabile per i genitori, lei – Tara – che poco a poco decide emanciparsi e iscriversi a scuola. E da quel momento una vita che nonostante le irrisolvibili incomprensioni familiari parte a razzo. College, università, borse di studio, honors master, esperienze premio in prestigiose università europee e statunitensi (Cambridge e Harvard). Docenti e decani che la comprendono al volo e l’aiutano come fosse Leeloo, eroina di Il quinto elemento (di Luc Besson) che salverà la Terra dal Male Supremo. Ovviamente, finalmente, e fatalmente, i boyfriend e le esperienze sentimentali. Insomma, se la prima parte della vita è stata un calvario, la seconda è una vacanza ad libitum al Luna Park, dove a ogni tiro corrisponde un premio. Il classico libro di formazione. ‘Formazione’ che alla fine del primo tempo (a metà libro) è già senza fiato e andrebbe sostituito (con una lettura migliore): con personaggi ed eventi che sembrano tratti dal Prontuario della Fiction, per quanto si incastrano bene l’un l’altro seppur inverosimili, piuttosto del prodotto di una vita che tutto sommato – per tutti noi – è sopra ogni cosa caos, casualità, passi incerti. In una cosa però L’educazione mi ha aiutato. A dissipare un dubbio che covavo da quando sono stato negli USA la prima volta. Perché le tazze dei cessi americani sono così ampie e piene d’acqua fin quasi all’orlo? Cosa che, se non fate estrema attenzione, produce risultati così poco piacevoli. Domandatevi quanti sono i film nel quale ficcano la testa di qualcuno proprio là dentro. Ce ne sono. Bene, la scena – che si ripete – la trovate anche nel tomo della Westover. Benché sia la prima volta che ne leggo, a questo punto immagino che il resoconto della curiosa prassi compaia in altri romanzi. E quando una cosa la sdogana la letteratura, ecco che arriva il definitivo crisma dell’ufficialità. L’educazione – né il libro più originale, né quello meglio scritto, di sicuro uno dei più tediosi – mi ha insegnato questo, che negli USA la tazza del cesso ha questa assurda conformazione perché risulta più facile immergerci la testa della gente. Paese che vai…

 

(Visited 25 times, 1 visits today)