Maria Regina di Scozia Book Cover Maria Regina di Scozia
Storico, Biografico
Josie Rourke
Beau Willimon
Saoirse Ronan, Margot Robbie, Jack Lowden, Joe Alwyn, David Tennant, Guy Pearce, Gemma Chan, Brendan Coyle, Martin Compston, James McArdle, Maria-Victoria Dragus, Ismael Cruz Córdova, Ian Hart, Adrian Lester, Simon Russell Beale
Max Richter
17 1 2019
UK
125’
Giovedì 17 1 2019, cinema Raffaello, sala 6

 

A vedere Maria Regina di Scozia viene da pensare che William Shakespeare non sia stato poi quel gran genio che tutti dicono. Bastava guardarsi attorno, ai suoi tempi, e il dramma da tramandare ai posteri ce l’avevi già servito come un risotto surgelato Findus, pronto in 5 minuti.

 

Non c’era bisogno di aggiungere nulla, di inventarsi niente: tutto quello che accadeva tra corti e campi di battaglia era, al minimo, sopra le righe. Da scriverci una tragedia o un copione così come te lo avrebbe raccontato chiunque era presente o ne aveva sentito raccontare in prima persona.

Saoirse Ronan

E la storia di Mary Stewart, poi Stuart per sua stessa decisione una volta cresciuta in Francia – e diventata Maria Stuarda in Italia chissà perché – nata nel 1542 – Shakespeare nel 1564 – è stata anche più arzigogolata, complessa e sorprendente di quanto metta in mostra il bel film di Josie Rourke, Direttore Artistico del Donmar Warehouse: prima donna a ricoprire il prestigioso ruolo in un teatro londinese di rilevanza, e dopo una lunga serie di lavori di regia per il teatro per la prima volta dietro la macchina da presa.

Guy Pearce

Basato sul libro My Heart Is My Own: The Life of Mary Queen of Scots di John Guy, Maria Regina di Scozia comprime in due ore di cinema – spettacolare nella messa in atto – la vita tormentata di quella che nonostante la disgraziata fine si è rivelata la regina più importante della storia del Regno Unito. Una vicenda che la Rourke tiene saldamente in pugno e padroneggia formalmente con grande abilità, pur tagliando e adattando parecchio per esigenze cinematografiche, probabilmente anche stravolgendo – che il secondo marito Henry Stuart, cugino di primo grado di Maria, fosse omosessuale latente e finito a letto con il musicista italiano e confidente della regina Davide Riccio, nel film divenuto Rizzio e impersonato da un attore portoricano (!) è tutto da stabilire.

Margot Robbie

Il fascino di Maria Regina di Scozia consiste, prima ancora che nell’intreccio storico e nella vicenda umana di una donna in balia di forze incontrollabili, nella ricercatezza della messa in scena, e soprattutto in una fotografia (di John Mathieson) che magnifica ogni cosa, tanto la natura quanto gli interni, ma soprattutto la presenza – ammaliante e magnetica – delle due protagoniste.

Saoirse Ronan

Da una parte c’è Saoirse Ronan, luminosissima nella sua diafana bellezza, un viso perfetto per come ci si può immaginare una donna dell’epoca aristocratica e avvenente – e in questo il film rappresenta la verità, poiché le fonti storiche dell’epoca concordano nel descrive Maria come particolarmente attraente e colta oltre la media. Dall’altra risponde Margot Robbie che nel XXI° secolo è una della attrici più ammirate del momento, anche più della Ronan, ma nelle vesti di Elisabetta I, dopo essere stata colpita dal morbo del vaiolo, è ridotta a un mascherone con tanto di parrucca che la fa sembrare uno degli Split Enz.

Ismael Cruz Córdova, Saoirse Ronan

Mary ed Elizabeth sono antagoniste, ma nonostante una sia d’intralcio per l’altra, sono tutt’altro che nemiche giurate. All’opposto nutrono un rispetto reciproco che va al di là della parentela – erano cugine – e del fatto di essere “regine per volere di Dio”. I tanti uomini che circondano le due regnanti sono invece quanto di più indegno ci si può aspettare dal genere umano, soprattutto se di nobile casato. Ma va ricordato come di nobile questa marmaglia ha spesso ha avuto solo il titolo. Il potere prima di tutto. Con qualunque mezzo.

Saoirse Ronan

È questo oscuro, tumultuoso, ostile, mare costituito da uomini ambigui, opportunisti, traditori, finti anche nelle relazioni più intime, che le due regine devono traversare, cercando di non affogare in primis; nella  migliore delle ipotesi, scampate alle avversità, trovando approdo, dopo mille difficoltà, mai del tutto sicuro. Regine con potere di vita e di morte ma di fatto manovrate, schiacciate da una società misogina, dilaniata da conflitti fratricidi – protestanti contro cattolici – e lotte intestine senza esclusione di colpi.

Saoirse Ronan

Mary regina di Scozia rimasta vedova ancora adolescente, alla testa del suo esercito in guerra, violentata – ma anche questo dato è incerto – da quello che diventerà il suo terzo marito e di cui abortì i due gemelli, imprigionata per vent’anni, malata, decapitata. Probabilmente le sue serve hanno avuto vita più facile e felice. Ma Mary dall’aldilà si è presa la rivincita. Ancora oggi chi siede sul trono britannico, Elisabetta II, discende da lei.

Un film che fa riflettere sul senso del potere e della Storia. E un film elegantissimo nonostante la scabrosità, che quasi stordisce per la non comune capacità di rendere così vivido il lato più sordido della commedia umana.

 

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