The Crucible Book Cover The Crucible
Motorpsycho
Progressive rock, Psichedelia
15 2 2019
CD, LP, Download
Norvegia
Rune Grammofon ‎– MPLP 303, MPLP303SILVER, MPCD 103
40’ 29”

 

C’è una cospicua pattuglia di musicisti rock proveniente dal grande Nord che pensa che il Prog rock scaldi più di qualunque altro genere. Anche se in questo senso vinili e CD di Grind, Death Metal e amenità varie sono in grado di fare la loro parte, quando gettati nella stufa. Ma focalizziamoci – appunto – sui primi.

Tra questi si distinguono i Motorpsycho, che pur avendo iniziato con tutt’altro piglio, dopo lunga e premiata carriera si fanno sempre più vicini a quegli stilemi sonori che negli anni Settanta erano al centro dell’attenzione, e oggi, sotto la spinta della nostalgia quanto di nuova linfa, dopo lungo oblio sono risorti dalle ceneri.

The Crucible, che titolo più titolo meno si attesta intorno al n° 24 della discografia di studio del trio, comprese le uscite con compagni di avventura e quelle sotto pseudonimo, è l’ideale prosieguo del precedente The Tower – avverte la band sul suo sito per voce di Bob LeBad –, un disco doppio che la critica ha definito ambizioso – ma guarda un po’. “The Crucible – prosegue il comunicato – è in qualche modo la continuazione di ciò che abbiamo iniziato con The Tower, ma dal punto di vista della composizione è un po’ più ambizioso e più difficoltoso da suonare”. E ancora “The Crucible, (è) un lavoro a suo modo forse anche più ambizioso di tutti gli altri tentativi fatti dalla band”. 

Bene!, diciamo noi, ci piacciono gli ‘ambiziosi’ che provano a superarsi, qualsiasi cosa voglia dire tendere verso lontani traguardi. E ci piace il fatto che chi si arrabatta a farfugliare di critica musicale, per giudicare The Crucible dovrà sbattersi a trovare un aggettivo meno consunto di “ambizioso”, visto che la band ha giocato di anticipo è si appiccicata addosso l’antipatica etichetta di sua volontà.

The Crucible: tre lunghi brani che distribuiti su LP sono la migliore rappresentazione della liturgia progressive: Psycotzar, 8’ 43” di durata, e Lux Aeterna 10’ 55” a coprire la prima facciata; i 20’ 51” del brano che intitola il disco a esaurire l’altro lato. La stessa configurazione, per esempio, di Pawn Hearts, capolavoro non solo alla luce della storia della band di Peter Hammill, ma dell’intero genere. E non è un caso che su Lux Aeterna, la traccia che se la gioca con la suite come brano meglio riuscito, gli echi dei Van Der Graaf Generator – anche grazie ai fiati di Lars Horntveth – sono evidenti. Così come lo sono le scorie dei King Crimson di Lark’s Tongue in Aspic e di The Court of the Crimson King. E, per mettere la testa fuori dal mondo del Prog rock, e non disdegnare riferimenti al passato che resta e vale, del Neil Young più combattivo e acido: quello di Cortez the Killer (meglio live), per intenderci.

I venti minuti di The Crucible sono altrettanto bene riusciti, un vero e proprio roller-coaster di emozioni e salti tra passato remoto e più recente – tra Camel, Rush, King Crimson, Yes –, dominato dalla melodie a da intrecci vocali a più parti da consumati proggers, al cui c’entro pulsa comunque un cuore di metallo dal battito elettrico e scandito come l’incedere di uno schiacciasassi.

Potenza che i riff di Psychoztar, in apertura, mettono subito in chiaro: come vecchi guerrieri a una svolta i Motropsycho sono in ginocchio di fronte alla dea del Prog rock; un inno che suona sullo sfondo con note di mellotron, chiedono la sua protezione. Ma qualunque sia la risposta, non hanno intenzione di rinunciare alle armi. Dell’elettricità, della distorsione, della sventata e coraggiosa irruenza.

“Crucible” si può tradurre come “crogiolo” o “prova”,  e ancora “sfida”. Crogiolo di influenze e prova/sfida riusciti.

(Visited 40 times, 1 visits today)
Please follow and like us:
RSS
Follow by Email
Facebook0
Facebook
Pinterest0
LinkedIn
Instagram20