Upheaval Book Cover Upheaval
Mythic Sunship
Psychedelic Rock, Space Rock
12 1 2018
CD, Album
Danimarca
El Paraiso Records
44’ 17”

 

Danesi di Copenhagen, i Mythic Sunship si formano nel 2010 prendendo ispirazione – ma solo per dare un nome alla band – da due dischi di giganti del jazz quali Sun Ra e il suo Mythic Worlds e John Coltrane di Sun Ship.

Emil Thorenfeldt alla chitarra, Kasper Stougaard Andersen alla seconda chitarra, il bassista Rasmus Cleve Christensen e il batterista Frederik Denning di jazz non hanno nulla. Non nella inflessione. Semmai nell’attitudine a improvvisare in studio, a dare sfogo a lunghe jam che prendono forma con sonorità spesso dirompenti. Che tra heavy, space rock, psichedelia corazzata, non lasciano grande spazio alla riflessione interiore.

Il loro intento è di mettere a dura prova i coni delle casse acustiche di chi ha il privilegio di poterli ascoltare su un impianto stereo (invece che su pc o peggio i-phone).

Discografia

Mythic Sunship ‎(CDr, Album), 2010
Colour Out Of Space (Cass), 2011
Celestial Disturbance ‎(Cass, Ltd, C-3), 2014
Ouroboros (Cd, Album), 2016
Land Between Rivers (Cd, Album), 2017
Another Shape Of Psychedelic Music (Cd, 2xLP), 2018
Upheaval (Cd, Album), 2018

 

Due chitarre incandescenti che dialogano e battagliano alternativamente, batteria tribale e basso martellante, i Mythic Sunship formulano una proposta che trasmette i brividi – confortanti – del déje vu e si ammanta dei fumi colorati, allucinogeni, del vintage.

Tectonic Breach, Aether Flux, Cosmic Rapture, Into Oblivion, sono lunghe, ruminate, escursioni elettriche che lasciano senza respiro, tanto sono travolgenti, sincere e prive di sottotesto: quello che sentite è ciò che sono e vogliono ottenere i musicisti: nessun secondo intento oltre la necessità di condurre sul bordo, al limite, sul margine, lo strumento e chi lo cavalca. Oltre all’ascoltatore. Nessuna tregua, nessuna concessione o cedimento.

Non si tratta di forza bruta, però, ma di visceralità estroflessa, di budella fumiganti, di cuore rombante, di copulare col richiamo più istintivo – e schietto: il livello zero – del rock. Quello psichedelico, più corporeo che mentale, del trip astrale senza troppo filosofare, compiuto attraverso il segnale elettrico che da un filamento metallico arrotolato (il pick up) giunge a un amplificatore che ulula, lancinante, come un Sole in eruzione.

Ci sono i Pink Floyd del primo disco di Ummagumma e i Kong, gli Hawkwind e i Can, dentro Upheaval. E quattro cavalieri dell’apocalisse elettrica che viaggiano sotto il nome fantasioso e impressionante di Mythic Sunship. Ascoltare a volume elevato è d’obbligo. Volare lontano con la testa, nonostante il suono si accanisca sullo stomaco, è consigliato.


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