Nelle tue mani Book Cover Nelle tue mani
Musicale
Ludovic Bernard
Johanne Bernard, Ludovic Bernard
Kristin Scott Thomas, Lambert Wilson, Pierre Geithner, Karidja Touré, Jules Benchetrit, Vanessa David, Michel Jonasz, Elsa Lepoivre, Xavier Guelfi, Hervé Sebbah, Samen Télesphore Teunou, Véronique Royer, Rodolphe Borgniet
27 12 2018
Francia, Belgio
105’
28 12 2018 – Cinema Astra, sala Smeraldo

 

Brutta copia europea, quasi pedissequa, di Will Hunting – Genio ribelle, con aggiunta di granella di Cenerentolo (ma nulla a che vedere, purtroppo con Jerry Lewis).

 

Quello che nel film a stelle e strisce di venti anni fa – e trenta invece, nel 2007, era un film di Peter Del Monte – è il mondo della matematica, qui diventa quello della musica. Ma in fondo si è sempre detto che la musica è matematica, no? Là c’era Matt Damon che interpretava Will Hunting, sociopatico che passava lo straccio nei corridoi di un college risolvendo equazioni quasi impossibili con la facilità con la quale io sgranocchio la patatina Amica; qui abbiamo un teppistello (dal cuore di panna, si scoprirà alla lunga) e genio della musica notato per puro caso da Pierre Geithner, uno dei massimi responsabili del Conservatoire National Supérieur De Musique et de Danse de Paris.

Lambert Wilson, Jules Benchetrit

Il dirigente offre allo scontroso Mathieu, con insistenza, la possibilità di entrare nella prestigiosa istituzione senza passare dal Via, ma lui – un Jules Benchetrit stopposo che in repertorio ha un paio di espressioni in tutto, on-off, altrimenti dette: faccia truce/mezzo sorriso ebete – rifiuta ripetutamente.

Vuoi mettere arrabattarsi in banlieu e fare pappa e ciccia con un paio di decerebrati coi quali darsi al contrabbando di sigarette e costituire un terzetto di topi da appartamento?

Jules Benchetrit

Quando però cotanto furbacchione lascia lo zampino nella trappola e viene arrestato, la fata turchina con barba e baffi e capello brizzolato lo trae d’impiccio portandoselo al conservatorio con l’espediente dei lavori sociali forzati. Periodo nel quale (esattamente come in Will Hunting) il tenebroso Mathieu dovrà darci dentro di mocho, senza però riuscire a resistere al richiamo del pianoforte che lo chiama da un’aula vuota (alla stregua di ciò che accadeva a Will rispetto alla lavagna).

Karidja Touré

Per drizzarne la schiena e fargli abbassare la cresta, ma soprattutto per dargli una rispettabile ‘forma’ classica, allo scontroso genietto viene affiancata la prodigiosa Kristin Scott Thomas/Contessa Backingham (sic!) che ha le sembianze di una acidissima (ma anch’ella ovviamente dal cuore di panna, come si svelerà mano mano) che pare la Littizzetto fattasi mora. (Mentre nel film di Gus Van Sant, Will veniva affidato alle cure dello psicologo Maguire/Robin Williams).

Lambert Wilson, Kristin Scott Thomas

Ma non basta. Avere la porta spalancata per un concorso internazionale che può mettere sulla buona strada per una prestigiosa e ricca carriera non ha, neppure a questo punto della vicenda, lo stesso appeal della banlieu, dove tempo & attività criminose si svolgono a ritmo di rap da quattro centesimi. E allora dai col tira & molla: un giorno va bene fare l’aspirante musicista classico, il giorno dopo no. Una volta sì per amore della bella (nera: così che tutti i siti web di cinema si spellano le mani plaudendo alla magnificenza del messaggio “edificante sull’integrazione”) alunna del conservatorio che proviene da un mondo facoltoso (ugualmente alla ragazza di cui si innamora Will Hunting, uffa!); una volta no perché la bella ma maligna moglie del dirigente del conservatorio, strega!, mette i bastoni tra i tasti.

Jules Benchetrit

E avanti – e indietro –  così, con personaggi intagliati e sceneggiatura scritta con l’accetta. Fino all’epilogo. Rigorosamente happy & politically correct. Dove perfino i due compagni di razzia di Mathieu, che fin qui l’hanno deriso e ostacolato nel suo percorso di riscatto, denotano uno sprazzo di lucidità: e a concorso vinto a mani basse dall’amico irrompono per fare caciara in questo tempio esclusivissimo nel quale senza giacca non può entrare neppure chi sale sul palco.

In quale modo, poi – come i due figuri siano riusciti a entrare eludendo il servizio di sicurezza, intendo –, va chiesto a chi ha realizzato un film che pur intitolato Nelle tue mani pare scritto con i piedi.

 

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