La famosa e auspicata luce in fondo tunnel comincia a vedersi.
O in altre parole: signore & signore, ecco a voi il ritorno alla normalità; su cui hanno ricamato incessantemente tutti quanti, dal Cipputi alle firme del grande giornalismo, dalla sora Cesira ai pensatori di alta scuola.

Il ritorno alla normalità. Fatemici pensare, che emozione. Il ritorno alla normalità persa per strada all’inizio di marzo. Fatemi fare mente locale perché questi due mesi e mezzo sono stati così lunghi, che cose che facevamo senza pensarci, quasi automaticamente, un caffè preso al bar per esempio, sono andate quasi scordate.

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Il caffè, giusto.
La normalità era un caffè che poteva costare 1,10/1,30 euro.
La normalità era una birra piccola a 3,50 e una media a 4,5/5,00 euro.
La normalità era un biglietto del cinema che costava 9,00 euro.

La normalità era una bottiglia di Lambrusco al ristorante minimo a 12,00 euro.
Un kg di sardine fritte – il pesce azzurro altrimenti detto povero – al banco gastronomia della Coop a 22,90 euro era la normalità.
Una novità libraria a 25,00 euro era normalissima normalità.
Il biglietto per un concerto estivo di un nome di un certo rilievo a 120 euro?, nessuna meraviglia: era la normalità.
L’affitto di un bilocale sgarruppato a 600 euro mensili era la normalità.
Guadagnare 800 euro per un mese di lavoro e gli straordinari non pagati era la normalità.
Ma anche una bolletta da 1000 euro per il gas d’inverno era la normalità. Tanto è vero che per pagare le bollette con normalità dovevi chiedere, con una certa vergogna, la rateizzazione.
Comprare una utilitaria fatta da robot che non rimangono a casa per malattia, in gravidanza, o in ferie, ai quali non devi pagare né stipendio né contributi, al prezzo di 20000 euro era la normalità.
Pagare qualunque cosa non in base al costo di produzione, ma perché il prezzo lo impone il mercato – che quanto più ‘a cazzo’ calcola tanto meglio è – era la normalità.
37 milioni di automobili in movimento che davano come risultato città caotiche e traffico congestionato, con tasso di inquinamento rispetto all’attuale blocco forzato superiore del 50% – statistica ufficiale NASA di questi giorni – era la normalità.

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Si vede la luce in fondo al tunnel e dall’altra parte c’è la normalità?
Sai che c’è?, io faccio dietro front. In attesa che qualcuno, anzi tanti, tutti insieme magari, si chieda a gran voce a chi ha in mano le regole del gioco, di cambiarle.

Provo a tornare indietro ma alle mie spalle c’è una folla vociante che blocca il cammino. Urlano uno slogan.
Cosa volete? “La normalità”? O “l’anormalità”? Non capisco. Scandite bene, per favore.


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