Old Man & The Gun Book Cover Old Man & The Gun
Biografico, Poliziesco, Gangster movie
David Lowery
David Lowery
Robert Redford, Casey Affleck, Danny Glover, Sissy Spacek, Tika Sumpter, Tom Waits, Elisabeth Moss, Ari Elizabeth Johnson, Teagan Johnson, Robert Longstreet, Gene Jones, Isiah Whitlock Jr, Keith Carradine
Daniel Hart
20 12 2018
USA
93’
28 12 2018, cinema Astra, sala Turchese, Modena

 

Un film senza un morto ammazzato, una scazzottata, un nudo o una scena di sesso, né parolacce. Da non credersi.
Robert Redford si ferma con questo film: modo migliore non poteva trovare.

 

Titolo per nulla poetico, ma di poesia mista a leggenda il cinema americano è capace. Gli ingredienti ci sono tutti: una vicenda che di per sé ha i contorni del ‘sopra le righe’, un attore, o due, che leggenda vivente lo è – Robert Redford, ma in qualche modo anche Sissy Spacek -, un comprimario, o due, che lo status di leggenda lo sfiora – Danny Glover per restare in ambito cinema, e Tom Waits soprattutto in quello musicale, che di tanto in tanto salta la staccionata per irrompere in altra arte – … che volete di più?

Robert Redford

La storia di Old Man & The Gun (titolo che nella versione italiana perde misteriosamente il The iniziale) è quella, vera con aggiunta di pochi coloranti e conservanti, di Forrest Tucker, rapinatore affabile e primatista della fuga: secondo sua ammissione protagonista di 18 tentativi di evasione riusciti e 12 falliti, da penitenziari statunitensi di tutti i livelli di sicurezza, compreso – sempre a proposito di miti – l’arcinoto San Quintino di San Francisco.

Il bel film che David Lowery ha scritto basandosi su un articolo del giornalista e scrittore David Grann – poi raccolto in una antologia di suoi pezzi dallo stesso titolo – è fondamentalmente un inno  al passato (migliore d questi aridi giorni). A un mondo che è cambiato con feroce frenesia e ha lasciato tutti i connotati del mito e della leggenda dietro di sé. In modo irrecuperabile.

Casey Affleck

Old Man & The Gun è un caleidoscopio dai colori idealmente seppiati, filtrato attraverso le lenti della nostalgia che nasce da tempi che gli spettatori hanno attraversato. In sala ci sono soprattutto, o solo, vecchie cariatidi.  Che nel tascapane dei ricordi hanno messo A piedi nudi nel parco, Butch Cassidy & Sundance Kid, Corvo Rosso non avrai il mio scalpo, Come eravamo, La stangata, I tre giorni del Condor, Il grande Gatsby, eccetera. Titoli dei quali ci siamo innamorati quando al cinema si entrava senza cellulare da consultare automaticamente, compulsivamente, anche a film iniziato; quando una pellicola – non un file digitale come oggi – che funzionava rimaneva in proiezione anche due mesi. Quando per liberare la vescica potevi aspettare la fine del primo tempo e non perdere neanche un minuto.

Sissy Spacek, Robert Redford

Dipanandosi sullo sfondo dei primi anni ’80, Old Man & The Gun sembra una questione di mille anni fa. Ci sono telefoni fissi e automobili su tutto che sembrano usciti da un passato remoto insondabile. Confinante col tempo dei dinosauri, e non quelli di Jurassic Park. Eppure ci siamo passati attraverso – noi che eravamo in sala – come a rallentatore, in un tempo, se si vuole usare un luogo comune, a ‘misura d’uomo’. Un’epoca, i primi anni ’80, nel quale Forrest Tucker che era tra i 65/70 anni, compie una lunga serie di rapine, in solitaria o in vetusto terzetto tutto passi incerti e capelli bianchi: completato da Teddy (Denny Glover) e Waller (Tom Waits).

Ma Tucker si distingue non solo per la dimestichezza nel fuggire: è dotato di un singolare charme che ne fa una specie di ladro gentiluomo. Un fascino che con conquista non solo Jewel (Sissy Spacek), una donna che Forrest ancora fresco di rapina aiuta quando lei ha il furgone in panne, ma anche John Hunt (interpretato dal bravissimo Casey Affleck), il poliziotto che gli dà la caccia con un interesse che va ben oltre il proprio dovere. Oggi si dice che una partita di calcio equilibrata viene risolta da un episodio: ebbene la scena nella quale Tucker e Hunt si trovano casualmente nello stesso locale con le rispettive compagne, è l’episodio che da solo vale il prezzo del biglietto.

Danny Glover, Tom Waits

Un film, per tornare alle belle abitudini andate perdute, nel quale gioca un ruolo importantissimo anche la musica. Che si insinua per lungo tempo in sottofondo, anche durante i dialoghi, anche quando non servirebbe – ammesso che la musica non abbia ragione di esistere sempre –, anche in modo subliminale. Musica di qualità di matrice Jazz, originale, con poche concessioni al rock – Lola dei Kinks su tutte, stranissimo – e un brano country di buona fattura che la mia ignoranza rispetto al genere non mi ha concesso di individuare.

Robert Redford

C’è anche una piccola autocitazione per Redford. Nella sequenza che sul finale ricostruisce le 16 fughe di Tucker – fino a quel momento del film – è stato inserito un frammento di La caccia, capolavoro del 1966 diretto da Arthur Penn, quando ancora il biondissimo attore non era ‘esploso’, con Marlon Brando e Jane Fonda. Piccola curiosità, e coincidenza, prima di Old Man & The Gun, nel 2017, Redford aveva girato Le nostre anime di notte proprio con Jane Fonda, quasi un film a due: insieme a quest’ultimo lavoro del congedo,  per lo stile e il ‘linguaggio’ una sorta di ritorno alle origini.

Robert Redford

Old Man & The Gun chiude il cerchio. Pare che sarà l’ultimo film della lunga e onorata carriera di Redford, una delle ultime icone viventi della Hollywood che non c’è più. Quella d’Oro. Fatta di divi e grandi attori allo stesso tempo. Ruoli che hanno perso di significato. Non poteva scegliere modo migliore di uscire di scena, Robert Redford. Con una bella prova, con un bel film, lasciando dietro di sé una scia di pellicole indimenticabili e un magnifico, indelebile, ricordo.

 

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