New Year’s Eve, The Garden, Dec. N° 31 Book Cover New Year’s Eve, The Garden, Dec. N° 31
Phish
Progressive rock, Psichedelia, Jam band
1 1 2018
Jemp Records
225’ 37”


Anno nuovo solita vita per i Phish che non si fermano neppure in pieno turbillon natalizio. Anzi si danno quanto mai da fare: quattro concerti per gli ultimi quattro giorni dell'anno, al leggendario Madison Square Garden di New York, tutti sold out. E tutti debitamente registrati e resi disponibili per l’esercito degli irriducibili del quartetto che pare non averne mai abbastanza.

Ma questo ciclopico New Year’s Eve, The Garden, Dec. N° 31 piacerà a tutti gli amanti della buona musica senza frontiere.

 

Ai fan di Springsteen si illuminano gli occhi quando orgogliosamente raccontano che il loro idolo li sfinisce a suon di maratone live che raggiungono le tre ore abbondanti. Ma per reggere il confronto dei Phish, che tutto sommato, oltre i confini USA non sono così famosi, il Boss dovrebbe salire sul palco con un thermos di bevande preparato da Ben Jonhson e Alex Schwazer. I tre set suonati e impacchettati in questo triplo CD, o nella versione digitale, fanno per la precisione, se ho fatto bene i conti, 3 ore 45 minuti 37 secondi di sola musica. Aggiungete le presentazioni, i siparietti, le pause e si sfiorano le cinque ore di concerto. Una gara di resistenza. Anche ascoltando stando comodamente seduti in casa con bagno e dispensa a due passi.
I fedelissimi dei Phish, con spettacoli di questo tenore che per la band di Burlington, Vermont sono la ‘normalità’, non hanno bisogno di palestra o dieta per rodare il fisico o perdere chili.

Come va di moda da diversi anni, le rock star più acute e organizzate hanno trovato modo di bilanciare le perdite causate dalla pirateria inaugurando la prassi che li vuole stampare fai-da-te quasi tutti o proprio tutti i concerti che uno zoccolo di fan sempre più cocciuti non può esimermi dal collezionare fideisticamente. I Phish lo fanno esattamente da quindici anni.

Da quel 31 dicembre 2002 a oggi hanno pubblicato qualcosa come 750 registrazione della band e dei progetti musicali che attorno le ruotano.

Trey Anastasio

Dunque approfondire questo New Year’s Eve, The Garden, Dec. N° 31 potrebbe non avere gran senso. Se non fosse che si tratta dell’ultima registrazione effettuata da una rock band nel 2017, ma anche della prima resa disponibile nel 2018. E che, ecco il punto, ci troviamo di fronte a una prova brillante, anzi unica perché i Phish non si ripetono mai [e mai significa che in 13 date di fila tra luglio e agosto 2017, ancora al Madison Square Garden, hanno eseguito la bellezza di 239 brani diversi!; forse un record mondiale], musica si diceva dentro alla quale è impossibile non trovare qualcosa – in verità molto – che dia modo di godere di una elasticità di ‘pensiero musicale’ che è caratteristica solo delle migliori teste.

I Phish sono stati etichettati come jam band, psichedelici – vengono considerati i migliori alter ego dei Grateful Dead – ma anche buttati nel calderone del Progressive nel quale in definitiva ci stanno bene. I momenti più belli sono infatti quelli dove la musica strumentale – in toto o in parte dei tanti brani che vanno dagli oltre 10 ai 18 o anche 21 minuti: Maze e Fuego sono da standing ovation; You Enjoy Myself, A Song I Heard The Ocean Sing, The Moma Dance e First Tube ci si avvicinano – fluisce copiosa e libera ma sembra soggetta alla scrittura, piuttosto che preda selvaggia della Psichedelia lisergica o della jam totale.

Non ultimo, dei motivi per parlare di questa registrazione, la meravigliosa copertina in stile vintage, che sarebbe una bellissima dote per il formato LP che purtroppo non è stato previsto, almeno si qui.

Trey Anastasio

Negli anni d’oro della discografia rock le registrazioni dal vivo erano tra gli oggetti più rari e ambiti; si spiega così la fortuna fatta all’epoca dai furbi spacciatori di bootleg. Oggi sono quanto di più facile da reperire ci sia, come abbiamo detto per volere degli stessi musicisti. Troppe volte fotocopie l’una dell’altra che arrivano presto a saturare. L’ho pensato anche per i Phish, accantonandoli per un po’ di tempo. Ma questo carico di perle live mi ha fatto cambiare idea.

Deve essere stato bellissimo essere là: qualche ora prima del concerto gli acquirenti del biglietto hanno saputo via e-mail che sulle loro poltrone avrebbero trovato un “braccialetto cosmico” a LED da utilizzare durante lo show. Ma anche da qua, sul sofà, con frigo e bagno a portata di mano, una manciata di giorni dopo,  New Year’s Eve, The Garden, Dec. N° 31 fa da magnifico starter per un anno che si preannuncia fecondo di ottimo rock.

 

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