Non so voi lì nel modenese (o dove altro vi trovate). Ma qui, su lago (di Garda), ma sopra di qualche centinaio di metri in altitudine, dove tutto è uguale ma nulla si ripete (basta una nuvola), oggi (24 9 2018) l’autunno sembrava cosa molto di là da venire. Un vento tiepido spazzava l’aria rendendola tersa già dalla notte precedente. Il sole scaldava ma non bruciava; i colori erano vividi, caldi, ma non troppo carichi.

In lontananza le acque del lago sferzate dal vento gonfiavano onde che si vedevano fin da quassù. Dove regnava la pace. I soli rumori erano quelli del vento che si avviluppava alle orecchie con lo stesso soffio baritonale del rumore rosa delle vecchie cassette stereo, e qualche animale in lontananza di tanto in tanto.

Dominava una sensazione di rara serenità. Quanto può valere in termini di soldi un momento così? Non lo so. Ma so che per una manciata di minuti, per il tempo che sono stato su quel pezzetto di terra coperto di ghiaia che scricchiola sotto i piedi provocando un sommesso stridore che sembra il respiro rauco della montagna che si trova alle spalle, mi sono sentito bene. Sollevato. Quasi privo di peso. E di pesi. Sull’anima.

Lontano da tutto quello che è centri commerciali, automobili, strade ingolfate, città rumorose e inquinate, ho provato un senso di serenità come non mi succedeva da tempo immemore. Da anni, probabilmente. Quanti soldi può valere un momento così?

 

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