Ray Bradbury - Shadow Show Book Cover Ray Bradbury - Shadow Show
Clouds
Vari
Graphic novel
Nicola Pesce Editore
Gennaio 2018
17 x 23 cm, cartonato con sovracopertina
128

  Arrivo in ritardo sulla data di uscita: ma come già detto TAROT non è interessato alla fugace novità bensì a ciò che è rimasto, o vaticina pianterà solide radici, al centro dell'immenso campo del tempo. Inoltre, così facendo, essendo in coda a tutte le voci che hanno già vagliato più o meno attentamente Ray Bradbury - Shadow Show, sono in grado, unico e primo, di darvi una notizia che solitamente interessa e fa piacere a ogni acquirente (ma dovete arrivare in fondo alla recensione)...

In Italia lo scrittore di fantascienza che riscontra massima fortuna è senza dubbio Philip K. Dick. Merito di un film come Blade Runner e del lavoro di martellamento compiuto da Fanucci, l’editore che detiene i diritti per il nostro paese sul suo catalogo. Ma probabilmente Ray Bradbury, che per la spinta alla definitiva fama è legato quanto Dick a un film tratto da un suo libro – il celeberrimo Fahrenheit 451 che rispetto al capolavoro di Ridley Scott deve scontare gli anni che ha sulla groppa e la direzione di un regista della Nouvelle Vague, François Truffaut – Ray Bradbury, dicevamo, quasi di certo è l’autore di fantascienza scritta più popolare al mondo. (Considerando che Stephen King si insedia in altra categoria). Basta pensare che negli Stati Uniti alcuni suoi racconti fanno parte della antologie scolastiche o i suoi romanzi sono consigliati per la lettura estiva, come ricorda uno degli scrittori che ha contribuito a Shadow Show (mentre da noi si va avanti a forza di bottigliate sugli attribuiti dei ragazzini, modello Tafazzi, grazie a mattoni indigeribili come Gli indifferenti di Alberto Moravia).

La riva del lago Champlain, di Joe Hill

Lo scrittore di Waukegan, Illinois, ci ha lasciato nel giugno del 2012, ma già dopo un paio di anni la William Morrow Paperbacks ha pensato di concedergli un tributo radunando 26 giovani – tranne in un caso, Harlan Hellison – affermati, scrittori che sentono di dovergli qualcosa o al minimo palesano incondizionata stima. Ne sono scaturite altrettante storie originali, che in qualche caso partono o molto si avvicinano a una opera già pennata da Bradbury: è il caso di La riva del lago Champlain (che apre la versione in libro di Shadow Show) che scritto da Joe Hill rimanda al dinosauro di La sirena (o La sirena da nebbia che è alla base del film Il risveglio del dinosauro del 1953); o di Chi bussa? di Dave Eggers che causalmente (?) condivide lo stesso titolo della raccolta sulla quale nel 1946 compare per la prima volta un racconto di Bradbury (Il lago).

Tutto nasce da Shadow Show: All-New Stories in Celebration of Ray Bradbury, volume di quasi 450 pagine, come già detto per 26 racconti, dal quale sono derivati cinque album a fumetti per una serie intitolata Shadow Show: Stories in Celebration of Ray Bradbury e poi raccolti in unico volume con lo stesso titolo: 128 pagine illustrate che nella versione pubblicata da Nicola Pesce Editore si concretizza in una pubblicazione finemente rifinita e rilegata, con copertina rigida, sovracopertina, e un  titolo più conciso: Ray Bradbury – Shadow Show.

L’uomo che dimenticò Ray Bradbury, di Neil Gaiman

Le storie selezionate sono nove: i notissimi Neil Gaiman e Dave Eggers offrono L’uomo che dimenticò Ray Bradbury, un testo intimista intriso di malinconico realismo, all’opposto della storia del secondo, Chi bussa?, tutta tensione e mistero. Immortale! di Sam Weller mette in campo Ray Bradbury in ‘persona’ – alla fine si scoprirà che non è proprio così -; Charles Yu con Terra imbastisce un fumetto, satirico, di classica SF ecologico-spaziale; mentre La riva del lago Champlain di Joe Hill – figlio di Stephen King – e Intuizione scritta da Alice Hoffman sono carichi di inquietudine e mossi dal motore dell’amicizia al cospetto degli anni che passano, un tema caro a Bradbury; mentre Altenmoor, dove i cani ballano, di Mort Castle, scusate il gioco di parole… fantastica favolisticamente proprio sulla morte! Sono quasi fuori (con)corso, invece, A ritroso a Siviglia, di Audrey Niffenegger, autrice dell’exploit di La moglie dell’uomo che viaggiava nel tempo (2004), dolente rimuginare di una donna ancora giovane che in crociera in compagnia dell’anziano padre fa un resoconto tutt’altro che consolatorio della propria vita – racconto che si staglia sugli altri anche dal punto di vista grafico – e soprattutto Estenuazione, che resta fondamentalmente un testo scritto del decano Harlan Ellison, che nel suo stile e nella sua personalità così poco ortodossi riporta con vivacità un ricordo personale, tra il sentimentale e il divertito, di Bradbury.

Immortale!, di Sam Weller

Il volume nel complesso è di alta qualità, benché non tutti gli episodi siano tutti dello stesso livello. Una piccola critica va fatta a qualche sfondone che balza all’occhio a una attenta lettura: ci sono problemi con l’apostrofo – qualcun altro e qual era ne sono maldestramente dotati –, un proseguo cui sarebbe meglio aggiungere una “i”, un Egitto che il disegnatore ha piazzato in Asia – così sembra almeno –, e un troppo disinvolto uso di “ed” quando basterebbe una comunissima e più scorrevole “e”. Forse solo il pelo nell’uovo. Un uovo che nasconde la sorpresa del Fantastico capace di affascinare in qualunque forma lo si esponga. E merita l’acquisto senza indugio, soprattutto ora che sul sito della Nicola Pesce Editore il sofiasticato volume lo trovate scontato quasi del 50%. Immortale? No. Per certo interessante, piacevole, a questo punto economico.


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