Straw Woman Book Cover Straw Woman
Reverieme
Pop, Folk
24 6 2016
UK
9th Story Records

 

Non tutte le regole valgono per ogni occasione. Ma ‘less is more’ calza alla perfezione per Reverieme – prima solo Reviere - che in pratica è la scozzese Louise Connell che dal 2005 – un po’ come fa Robert Fripp – cambia collaboratori attorno a sé.

Dopo un paio di dischi, nel 2015 la Connell tutta sola  ha pubblicato un EP – Or Else The Light - comprendente sette canzoni fatte del minimo indispensabile: una bella voce [fortunatamente non di quelle da adolescente costantemente ai margini dell’orgasmo come va di moda adesso], chitarra e altri strumenti a corde - per esempio la viola che adombra Outside, o l’ukelele di Nocturne - pizzicati con basilare dimestichezza e senso del bello. Una manciata di canzoni temperate e riflesse della carezzevole luce di un raggio di sole primaverile. Confessioni sulle pagine di un diario. E Venus, in apertura di disco, che è un gioiellino pop che richiamerebbe l’attenzione di Sir Paul McCarthy, tanto è diretta e implacabile.

Poi, nel 2016, su quelle fondamenta, Reverieme costruisce Straw Woman, a piena band: batteria, tastiere, archi d’arrangiamento, chitarre elettriche, il pop che aggiunge quello zucchero endemico di molte band scozzesi che frequentano - e frequentavano negli anni '80/'90 - lo stesso genere di musica, e ne fa un prodotto formalmente impeccabile. Anche troppo.

La stella di riferimento è Suzanne Vega; con sfumature da band tipo Sixpence None The Richer ma in fase matura: che dopo l’imbarcata di notorietà, persi ispirazione e soldi, abbiano dovuto ricominciare vendendo hamburger a Central Park. Come la Vega sono americani.

Dal EP acustico arrivano Datun, Golem, Plankton, aggiunte di make-up e vestite di tutto punto, leggermente dilatate, ma soprattutto Venus, che in qualunque modo la arrangiate, minimale come nell’originale o dotata di accessori, resta degna di entrare in qualunque compilation dei migliori brani pop del millennio sin qui.
Mentre buona parte dei brani pensati esclusivamente per Straw Woman non è da sottovalutare, per esempio Nocturnal Babe, dai vaghi accenti elettro-folk; Everyone Else, voce, ukele e archi da camera;  e All Up To Me e When There Was, che solo voce e chitarra o banjo raggiungono il grado di intimità delle canzoni di Or Else The Light. L’accattivante Ourboros.

La titolare viene a casa vostra per € 235, viaggio escluso. Canta, suona, parla con voi. Non vi fa le faccende di casa. Ma costa meno di uno/una spogliarellista per l’addio al celibato [credo, non ho mai provato], o di un gruppo di mariachi che esegua La Cucaracha. Sono le nuove frontiere della musica.

 

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