Parole di Giuseppe Mario – noto come ValentinoZeichen, poeta e scrittore nato a Fiume il 24 marzo 1938 e scomparso a Roma il 5 luglio 2016:

Mi hanno chiesto “chi è lei, cosa fa?”… oh, mi ha fermato la polizia spesso perché io torno di notte, vado alle cene, ai pranzi… no, alle cene veramente… poi  torno, la polizia mi ferma, dice “che fa lei?”… anch’io giro senza documenti, o me li dimentico tante volte, perché ho un passaporto e non mi va di portarlo in giro… e allora devo spiegare chi sono… che faccio lo scrittore e che faccio qua… che non si sa bene cosa faccio… e cado in uno stato di imbarazzo, non so bene chi sono… non so dargli… dirgli, ecco, sì, magari dove abito glielo posso dire, gli posso dare il numero di telefono, ma non so dirgli chi sono esattamente… non saprei da dove cominciare, e questo è un problema… non posso dire faccio il poeta, macché, quello mi ride in faccia, è anche ridicolo dirlo… poi per pudore non lo dico…

Parole di Elio Pecora, poeta e scrittore amico di Valentino Zeichen:

Perché in lui c’era una parte dolorosa, anche di chi ha una vita difficile, anche di chi in qualche modo pretenderebbe di più di quello che gli vien dato e che questa società riconosce… ma questa vena dolorosa, c’era il pudore e l’ironia che gli impediva di mostrarle e che copriva appunto con dei piccoli sarcasmi, dei giochi di parole, un sorriso o una risatina contenuta… era Valentino questo… e questo significa anche la capacità di controllo… il senso della misura, un gusto di stare tra le cose…

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