Universo Book Cover Universo
Urania collezione, 013
Robert A. Heinlein
Fantascienza
Mondadori
1 2 2004
176
USA
4,90

 

Il primo romanzo del “decano” degli scrittori di fantascienza. Una idea brillante, che ha fatto scuola, ma una opera che complessivamente mostra il fianco al passare del tempo.

Qualcuno sostiene che Heinlein sia stato il primo a esporre il concetto del viaggio nello spazio affrontato da generazioni future succedute al lancio stesso dell’astronave; altri che egli abbia sviluppato una idea venuta alla luce negli anni ’20. Difficile da stabilire, ma per certo Universo genererà una lista di lavori che partono lì da dove Robert A. Heinlein ha preso a sviluppare, suo o mutuato, il discorso.

Il testo dello scrittore classe 1907, pubblicato per la prima volta in forma completa dall’editore Dell nel 1951 in formato tascabile – Urania ne trasse sei puntate collocate in appendice ai numeri 41-46 col titolo di Alla deriva nell’infinito –, e più tardi in volume nel 1963 col titolo di Orphans of the Sky (Universo in italiano, Urania n° 378), raccoglie due racconti/puntate – parzialmente rivisti per la versione del 1963 – usciti in origine su Astounding Stories parecchi anni prima: Universo nel maggio 1941, e Buon senso nell’ottobre dello stesso anno (ed è esattamente così che sono presentati i due capitoli che compongono la versione di Urania Collezione).

La storia di Universo è quella di una astronave di avanzatissima concezione lanciata alla ricerca di una nuova Terra per le generazioni che nasceranno e cresceranno nel corso del viaggio. Per un viaggio così lungo e travagliato che un evento ‘imprevisto’, e sanguinoso, precipita la vita degli abitanti dell’astronave (appunto quelle generazioni alla ricerca di un nuovo approdo planetario) in una sorta di ritorno a un passato oscurantista. Con la Vanguard – questo il nome della gigantesca nave spaziale – che persi agli occhi degli occupanti i contorni della sua natura per diventare appunto ‘universo’, sarà contesa tra esseri umani (tecnologicamente ma anche culturalmente) regrediti e mutanti.

Il problema di Universo è che al di là dell’idea che va rispettata e tenuta in considerazione per l’influenza esercitata sulla Fantascienza postuma, tanto lo sviluppo della storia quanto i suoi protagonisti risultano ampiamente datati. Letto oggi – e giusto per fare un esempio – risulta davvero naif che due ‘nuove’ forme di organizzazione sociale che si sono sviluppate parallelamente sui resti di una civiltà avanzata facciano affidamento, per provare a sopraffarsi, solo ed esclusivamente su coltelli.

Urania, con la copertina di Karel Thole

Che entrambi i nuclei poi usino “lauto pasto” come formula di saluto, che porti anche bene e protegga prima di una pericolosa missione, suona piuttosto ingenuo, se non addirittura comico.

Non giova al disegno complessivo che Heinlein vuole offrire di questo nuova umanità, neppure il taglio ampiamente misogino che ne offre. Nella prima parte le donne sono solo un vago accenno. Ma quando la vicenda inizia a decollare, anche se un vero e proprio climax non si raggiunge mai, queste fanno una seconda e definitiva ricomparsa solo a pag. 135. Sotto forma di una giovane timorosa che serve semplicemente come oggetto di piacere e poco più, e di un’altra più anziana – non intelligente, tutt’al più navigata – la cui esperienza le ha insegnato che è meglio obbedire per non incorrere in una punizione. Va bene fare uno, o più, passi indietro sulla scala dei costumi, ma perdere uso e dimestichezza della tecnologia più sviluppata, può bastare per portare – plausibilmente – a un azzeramento del ruolo della donna nella storia (futura)?

Va considerato come Universo – che viene inserito nella serie di racconti e romanzi di Heinlein raccolti sotto la nomenclatura di La storia futura – è il primo testo lungo dello scrittore (A noi vivi, scritto tre anni prima, viene pubblicato postumo nel 2003), che poco più che trentenne non ha ancora raggiunto la maturità letteraria (plot, sviluppo, tensione letteraria) messa in mostra, per esempio, già in Terrore dalla sesta luna, a tutt’oggi indimenticabile, che arriverà quasi dieci anni dopo. Sebbene per quanto riguardi la narrativa breve egli aveva già disseminato su varie pubblicazioni racconti rimasti, a ragione, tra i migliori rappresentanti del genere.

In verità, riguardo Universo la critica – ma anche molti lettori che si esprimono via Facebook o sui siti dove si possono lasciare pareri – è piuttosto indulgente perché tende a guardarlo per quello che è stato e non per ciò che offre all’odierno lettore  – e probabilmente si spiega in questi termini la sua continua ristampa. Una interpretazione che ha ragione di essere in senso storico, ma che al fruitore odierno (se smaliziato) non dà eccessive garanzie in fatto di piacere della lettura.


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