Waldo Book Cover Waldo
Urania 1596 - I capolavori
Robert A. Heinlein
Fantascienza, Fantasy
Arnoldo Mondadori Editore
7 2013
Brossura, 175 x 105 mm
224
4,90 €

Noto agli amanti della Fantascienza come uno dei “Big three” (insieme ad Isaac Asimov e Arthur C. Clarke), Robert A. Heinlein ha saputo viaggiare con maestria da un capo all’altro della fantasy(a). Dalla SF tecnologica alla magia il passo può essere lungo, anzi lunghissimo; oppure breve, ovvero inesistente: cioè entrambe possono fare parte dello stesso mondo (letterario), della stessa (doppia) opera. Come accade per Waldo

Nel numero 1596 – che esce sotto la nobilitante e impegnativa sigla di I capolavori – Urania assembla due romanzi brevi di Robert A. Heinlein. Accostamento azzeccato benché bizzarro: perché Waldo e Anonima Stregoni sono legati dalla sottile linea iridata del fantasy, genere al quale Heinlein non viene solitamente accostato ma al cui interno, a giudicare da Waldo, si districa con estrema disinvoltura.
Entrambi lavori di gioventù di uno dei padri fondatori della fantascienza con la ‘F’, Waldo fu pubblicato originariamente su Astounding Magazine di agosto 1942 (in Italia inizialmente su Galassia n° 20 del 15 agosto 1962), mentre Anonima stregoni – che sembra scritto ieri, in Italia all’esordio su Galassia n° 49 del gennaio 1965 – comparve su Unknown Fantasy Fiction addirittura nel settembre 1940, riuniti per la prima volta in unico volume da Doubleday nel 1950 (col titolo originale di Waldo & Magic, Inc.).

Waldo inizia come una trionfale cavalcata a ritmo di fantascienza tecnologica e finisce con risvolti tra il filosofico e la più totale mancanza di quel solido e logico realismo che fa da humus per la prima: l’omonimo protagonista del racconto è un genio che causa la Mistenia gravis – una forma di malattia che ne mina la salute muscolare condizionandone la vita – si auto-confina a vivere in orbita, in una casa priva di gravità, proprio per evitare ogni genere di sforzo fisico. Waldo è in grado di inventare o risolvere quasi ogni genere di sfida tecnologica e scientifica. Almeno fino a quando gli viene presentato un problema che lo porterà a ragionare in modo completamente nuovo, aprendo alla possibilità che esistano altri mondi, e di conseguenza realtà, in grado di mettere in discussione la realtà stessa (in quanto unica). Un percorso che lo porterà ad avere un diverso punto di vista sulla sua stessa condizione, umana e fisica: tanto da riguadagnarlo alla vita sulla Terra, tra i propri consimili che una volta aborriti, da ora in avanti guarderà con occhi diversi.

Al di là della scorrevole piacevolezza con la quale ancora si legge, con Waldo lo scrittore americano vede lontano preconizzando i cosiddetti manipolatori remoti, cioè quegli arti meccanici oggi utilizzati per operare a distanza di sicurezza, o con la massima precisione, in numerosi e disparati settori. Una invenzione tutt’altro che semplice da presagire, ma così vivida e suggestiva che oggi tali meccanismi sono soprannominati proprio “waldo”.  

Dove finisce Waldo – l’apertura all’esistenza di mondi paralleli determinati da leggi senza regole radicate nella logica – inizia Anonima stregoni, spassosissima e adrenalica avventura in un mondo, (apparentemente) normalissimo, nel tempo nel quale Heinlein scrive, dove però magia & stregoneria non solo sono pratica quotidiana, ma si esercitano anche e soprattutto per mandare avanti la propria attività – o portare alla rovina quella altrui. Il tutto servito (a parodiare) con ritmi da hardboiled in stile ‘chandleryano’, e narrato in prima persona da Archie Fraser, imprenditore edile che si vede messo alle strette da una fantomatica, anzi demoniaca, organizzazione a delinquere che vuole accaparrarsi il monopolio degli affari con prassi dallo stile taumaturgico… mafioso.

Tra demoni, streghe, bambole voodoo, medium, gnomi e salamandre fiammeggianti, perfino agenti FBI che operano nel Mondo di mezzo sotto mentite spoglie di mostri – latori di impreviste risate, più che di preventivati brividi – Heinlein, da uomo dotato di cultura nonché, come vedremo, di ampio ventaglio di esperienze – inserisce con spumeggiante disinvoltura, senza deviare dal core dell’avventura e soprattutto senza zavorrarla, pagine su come funziona e legifera il parlamento a stelle e strisce. Retaggio derivante dall’avere preso parte attivamente alla vita politica del paese. All’inizio degli anni ’30, infatti, Heinlein sostenne la campagna End Poverty In California, primo passo nella candidatura dello scrittore Upton Sinclair, del Partito Democratico, a Governatore della California nel 1934. In seguito, nel 1938, fu Heinlein stesso a candidarsi per la Camera dello stato della California, ma non gli disse bene.   

Se Waldo svolgeva azione di anticipazione a livello tecnologico – presagendo le mani meccaniche “waldo” – Anonima stregoni fa lo stesso nel campo del entertainment, arrivando decadi prima, al minimo, di MIB, Harry Potter, e della gioviale, irriverente, ironia che pervade La casa. Detto in breve, Waldo – soprattutto per merito di Anonima stregoni – è un piccolo gioiello di genere che offre l’idea del ventaglio di armi (letterarie) a disposizione del talento di Heinlein.    


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