Golden Sings That Have Been Sung Book Cover Golden Sings That Have Been Sung
Ryley Walker
Indie rock, Folk rock
19 8 2016
USA
Dead Oceans ‎– DOC121

 

Quando ti imbatti in questo genere di dischi, la musica ritorna a essere qualcosa di potente, quasi sovrannaturale. Capace di cambiare le cose.  Non tanto il mondo che ci sta attorno, abbiamo già visto – purtroppo – che non basta. Ma qualcosa dentro di noi si muove, in quel preciso istante, almeno per la durata del suo ascolto. Ma quale math-rock-matica! Questa è magia.

Ryley Walker non è un mago in senso tradizionale, al posto della bacchetta usa una chitarra acustica, e la voce non è meno importante dello strumento. Non compare davanti al suo pubblico in cappello puntuto e mantello da Mago Merlino come faceva un vecchio collega funambolo delle tastiere. Ma sparge parole che qualcosa d’incantato ce l’hanno.
Funny thing she said to me / I could see you giving me a child / But your roaming eye / You're going to give them what is mine (Funny Things She Said).
Oppure: I'm playing footsie with Jesus / Man what a weak touch / I don't read the Bible, baby /I think it says don't ask much. With good posture for peace / A celebration would be nice / Would you marry me baby? / I will ask you twice (I Will Ask You Twice).

Ma è la cadenza, il calore, l’onestà bruciante con le quali vengono biascicate da Ryley che le rende stregate. Soffiate dalla mia bocca sarebbero parole piccole. Cantate da Walker, tra gli 'humming', e 'uh' e 'oh' che scuotono Funny Things She Said, e ne fanno qualcosa di irresistibile, assumono alt(r)a statura.

C’è il lato migliore di John Martyn, Nick Drake e Van Morrison, nell’arte di questo ragazzo di Rockford, Illinois, particolarmente prolifico, che dal 2011 a oggi ha registrato 4 dischi ‘fatti & finiti’ e 3 EP. Paragoni che può sostenere a fronte alta, questo ragazzo che fa del folk rock la sua base di partenza, ma mastica di tutto senza paura e senza paura si fa beffa delle etichette che imbrigliano musicisti e brani.

Brani che hanno la forma della canzone (The Halfwit In Me, A Choir Apart), della folk song tradizionale nuda e cruda (I Will Ask You Twice, The Roundabout); e altri scapigliati e lirici, che sanno di jam, di psichedelia West Coast ‘70s (Sullen Mind), come di jazz scarno e primordiale (Funny Things She Said). Di California sognante: And you moved away to keep a distance / That’s kind of nice cause I like it here / I was the great and  undecided / Holding a candle where the light is (The Great And Undecided); e California ipnotica & onirica: What’s a mile a minute to somebody walking backwards in daylight savings time? / Not very fast I guess / Go on, take my advice brother / Skip out on the bill, and piss on the rest (Age Old Tale), brano che sembra il sequel, riuscito, di Traction In The Rain di David Crosby (If I Only Could Remember My Name).

La copertina, dai colori intensi e lo stile naive, è in sintonia con il mood musicale, cosa che conferisce all’intero pacchetto anche più valore. E spinge a comprare, portafoglio permettendo, la versione in vinile. Golden Sings That Have Been Sung è uno dei dischi più belli dell’anno.

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