Questa notte, seconda parte del giorno sabato 19 maggio 2018, sarà La notte bianca.

Il centro storico di Modena è tappezzato di fotocopie, appiccicate ai poderosi portoni in legno dei più vetusti e nobili edifici, narranti le epiche gesta che per l’occasione si accavalleranno l’una sull’altra. In un trionfo di stupori senza precedenti nell’anno, degni di quei circhi del passato che raccoglievano meraviglie provenienti dai quattro angoli della Terra per concentrarli in un solo luogo perché ne potessero godere tutti coloro che non avevano il privilegio di potere girare il mondo, si potrà vedere e provare di tutto. Ready Player One dallo schermo/libro alla strada.

Si mangerà e si berrà non solo nei soliti locali, ma per le strade e nelle piazze. Potrete trovare di che fare godere i cinque sensi in ogni pertugio. Dagli angoli dove i fedeli celebrano il mese della Madonna radunandosi in preghiera all’aperto fino alle (doppie) edicole. Si sciorineranno performance teatrali e bande musicali suoneranno.

Ovvio, si dirà. E invece no. Perché alla ricerca della sorpresa eterna di una notte, e nella celebrazione dell’imponderabile, gli artisti – e auspicabilmente sarà così – potrebbero scambiarsi i ruoli; gli attori interpretare piece dove interpretano i musicisti e gli strumentisti di estrazione recitare brani teatrali. Tutti oggigiorno, anche se non attrezzati, fanno tutto. Tuttologi a tutto tondo tutteggiano.

Ci saranno altri gruppi – band o bande – che marceranno suonando marcette che dovranno spingere i presenti a marciare a loro volta prima che ogni cosa venga a marcire. Nelle strade le forze dell’ordine costantemente presenti lo saranno molto di più. Anche loro si scambieranno i ruoli per dimostrare quanto siano uniti nonostante la divisa. Pattuglie di carabinieri saranno vigili, i vigili saranno armati di carabina, la polizia farà pulizia etica e non etnica, in una sorta di solida fratellanza. Per l’occasione potranno bere in servizio e fare la prova del palloncino tra di loro per capire l’effetto che fa; dopodiché i palloncini saranno liberati nell’aria per la gioia di Grandi, rinomata tipografia della provincia, e piccini.

Borseggiatori e viaggiatori con le borse, a tracolla oppure a mano, si daranno la mano scambiandosi un segno di pace. Chiese e musei saranno aperti. Le bande/band attraverseranno le vie del centro ed entreranno nelle chiese, si confesseranno e prenderanno la comunione sempre suonando e ballando, poi andranno al museo e porteranno la vita dove regna la natura morta. Van Gogh e il van gelo si faranno un bicchiere insieme. I preti usciranno dalle chiese per andare al pub a parlare di spirito tra gli spiriti che vengono serviti. Mangeranno carne e si esibiranno al karaoke: con preferenza ai brani Soul in chiave di sol. Molti troveranno la fede, altri se la vedranno sfilata dagli scippatori. Che in mancanza di bovini con le corna si arrabattano, poverini, con la gente. Sono tempi difficili, da 9/8, o sette quarti se si tratta di buoi.

Dappertutto sarà festa. Ma proprio dappertutto. Nelle strade, nelle piazze, nei locali, negli androni, sulle scale, sopra tutto, sotto sale. I negozi saranno aperti fino alle 3 ma le menti chiuderanno molto prima per restarlo fino a molto dopo. Cosa che renderà la festa epocale. Come fosse il solo giorno dell’anno dove si può fare baldoria. Tutto in una notte. Tutti ci daranno dentro. E anche dentro, nella casa circondariale, si farà uno strappo alla regola e si terranno le porte aperte. Fino alle 3. E alle 3:01 chi è fuori è fuori e chi è dentro è dentro: chi perde il posto non venga poi a lamentarsi.

Nei negozi per animali si terranno conferenze sulla Brexit, nelle aule magne si alzerà il gomito, nelle sartorie si ballerà il boogie per poi rammendarlo. I pizzicagnoli venderanno per una notte il formaggio coi boogie anche se non necessariamente svizzero. Nei negozi di dischi, tra le ristampe Ricordi, si rammenterà il passato perché chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato, e chi da bravo paisà se l’è scordato. I neri suoneranno il blues nelle strade in un tripudio nerazzurro, per la gioia dei tifosi dell’Inter che lasceranno un sacco di monetine. Anche le banche resteranno aperte: non tanto per dimostrare come ci tengano a essere partecipi della gioia popolare, quanto per ribadire che loro sono la La notte banca.

Mai successo prima, nelle gallerie entreranno le platee, anche i quadri smetteranno di fare quadrato aprendo, e ai treni si permetterà non solo di attraversarle ma di sostare. I barbieri faranno lo shampoo, canticchiando e battendo i piedi a tempoo; la riga la metterà il rigattiere; il colore una coppia di ragazzi, uno bianco e uno nero. In barba a tutte le regole.

Ci saranno saltimbanchi e giocolieri, trampolieri e Trump olieri, bischeracci e biscazzieri, coccodrilli e masnadieri, Paperino e Qui Quo Qua, mafiosetti e quaquaraquà. E poi maggiorate e maggiorenti, autorità e autoritratti (in galleria), cani gatti e grossi ratti.

Perché questa notte è la notte bianca. Così bianca che né il detersivo che ha sconvolto le ambizioni di efficienza di due/tre generazioni di donne – quello che lavava “più bianco del bianco” – né Dostoevskij possono competere. Tuffatevi nel suo flusso travolgente, dunque, nel guazzabuglio generale. Lasciatevi trascinare. Perché per coloro che ci saranno, da domani nulla sarà più come prima. E se per i restanti 364 giorni dell’anno non si organizzerà più un concerto o un evento, una serata da godersi con calma, rischiando di capirci qualcosa, non importa.

P.s.: per quanto mi riguarda cercherò di essere il più lontano possibile.

 

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