The Last Witch Hunter
Fantasy, Horror
Breck Eisner
Vin Disiel, Elijah Wood, Michael Caine, Rose Leslie
Steve Jablonsky
29 10 2015
USA

 

Non c’è nulla in questo film che faccia sobbalzare sulla poltrona. Gli effetti speciali sono nella media del genere, fracassoni e scarsamente visionari; cattivi e mostri e traditori risultano stereotipati e monodimensionali. Gli attori non riescono a farsi prendere sul serio.

The Last Witch Hunter è un brutto Fantasy che non viene spontaneo paragonare ad altri film del genere ma tuttalpiù a qualche serie televisiva .

 

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Le streghe mi sono simpatiche, perché sono perseguitate e poiché minoranza. Ma secondo The Last Witch Hunter, le orride figure (che ovviamente girano tra di noi sotto mentite, spesso avvenenti, sembianze) sono molte di più di quanto si pensi. A New York gestiscono persino un bar, dove gli umani però non possono entrare. Uno scenario frutto del patto di non belligeranza sottoscritto secoli indietro per scongiurare la guerra tra la Razza Umana e le Streghe. Ma come accade per noi miseri mortali, anche tra le streghe c’è chi disattende le regole: per punire chi sgarra ecco un tribunale apposito, ma dove non arriva la giuria delle streghe pacifiche e sagge, ma dal braccino corto, ci pensa Kaulder a fare giustizia senza mezze misure. Questi (Vin Diesel) altri non è che un guerriero dalla non indifferente età di 800 anni condannato a vivere in eterno – e solitudine – per effetto del sortilegio lanciato dalla Regina delle Streghe nel momento della morte.

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Dopo il prologo in tempi antichi che fissa le regole del gioco, la cose si fanno più complicate. Più per macchinosità del carrozzone, in verità, che per ingegnoso svolazzare del plot che, al contrario, genera diversi sbadigli. E un finale aperto che, purtroppo, minaccia uno o più seguiti.

Non c’è nulla che faccia sobbalzare sulla poltrona. Gli effetti speciali sono nella media del genere, fracassoni e scarsamente visionari; cattivi e mostri e traditori risultano stereotipati e monodimensionali. Gli attori non riescono a farsi prendere sul serio. Se i produttori hanno calcolato i cachet in base alla prova di recitazione, Elijah Wood dovrebbero averlo saldato con una Supreme e una Coca media da Pizza Hut. Per Rose Leslie, streghetta buona e futura pupa di Kaulder, basta la Coca. Diesel, moderno matusalemme a metà tra Blade e James Bond ma col fascino di nessuno dei due, è una maschera.  La solita. Mentre Michael Caine, scialuppa di salvataggio di un film che fa acqua da tutte le parti, è una maschera dagli occhi espressivi: benché il suo personaggio per lunga parte del film resti, colpito da maleficio, in una sorta di animazione sospesa, l’immarcescibile inglese appare il solo respiro di vita di una creatura (il film) moribonda. Inoltre è a lui che mettono in bocca un paio battute, le sole, degne di essere ricordate. Almeno fino all’uscita dalla sala.

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The Last Witch Hunter è un brutto Fantasy che non viene spontaneo paragonare ad altri film del genere ma a Supernatural. Da una parte un’opera hollywoodiana dal ricco apparato, dall’altra un telefilm a basso budget, eppure è la pellicola con Vin Diesel a ricordare un b-movie à la Roger Corman.

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