Noirabesque Book Cover Noirabesque
The Thing With Five Eyes
Darkjazz, Electronic, Ambient
15 1 2018
CD, LP, Download
Paesi Bassi
Svart Lava ‎– LAVA003
49’ 05”

 

Un libro (la copertina), un film (il poster), ma anche una persona possono attirare l’attenzione per l’immagine che danno, o altri dettagli che vanno oltre la sostanza. Lo stesso vale per un disco. Quello che conta è il musica, si dirà. Vero, verissimo. Ma a chi non è mai capitato di comprare a scatola chiusa? Pochi progetti sonori – negli ultimi anni – hanno colto la mia attenzione quanto The Thing With Five Eyes, nome incredibilmente evocativo, nel suo complesso.

Il titolo del disco? Splendido.
La copertina? Un capolavoro di eleganza e originalità. Il lettering unico. Da prendere – magari ingigantire – e appendere in salotto.
Va bene, dice, ma la musica? (O l’essenza, la personalità, il carattere… di questa persona/cosa che ti ha attratto?). Inattaccabile.

L’arabo, lingua aliena oltretutto espettorato in modo dolorante, come dietro il microfono ci sia il muezzin che si è piantato il chiodo nella mano invece che sulla parete, non fa per me. La maggior parte della musica cosiddetta etnica trattata a/o/ccidentalmente è paccottiglia per salottieri smaniosi di dimostrare apprezzamento coloniale rispetto a una cultura/geografia della quale il più delle volte non sanno una beata cippa.

Ma ci sono le eccezioni. E Noirabesque è una di quelle.

Già Salem, in apertura – la cui melodia viene ripresa, in modo ciclico, dal penultimo brano Qun – stordisce per la bellezza epica e conturbante: ti aspetti banali cartoline agiografiche, e invece sei ipnoticamente soggiogato da armonie ancestrali modellate come fossero cosa di oggi. Vale per Salem ma anche per gli altri 8 brani – tutti dal titolo di  una sola parola.

La voce della franco-algerina Leila Bounous, che si affaccia – il disco è prevalentemente strumentale – come un’oasi dopo una lunga traversata desertica, è gravida di incanto storico, ma la strumentazione è una ricca parata di sapore odierno e in tal modo usata: chitarra, tromba, batteria (così poco rock), archi, legni (oboe/clarino), piano (minimalista), molta elettronica.

Farina del sacco di Jason Kohnen, poliedrico artista olandese (oltre a registrare musica gira videoclip, insegna, realizza copertine ma non quella di Noirabesque che è faccenda di Zepha) che ha dato corpo prima a The Kilimanjaro Darkjazz Ensemble e poi a The Mount Fuji Doomjazz Corporation. Creature sonore il cui nome un po’ spaventa, ma – senza offesa – si tratta del cane che abbaia e non morde. Di doom in questo lavoro non c’è traccia. Dark e jazz sì, trattati entrambi con sensibilità.

Ma c’è anche altro, a favore dei rocker dai piedi dolci (detto senza offesa, anzi con simpatia): echi di Peter Gabriel (Passion), David Sylvian (misantropo), di Brian Eno (musicista), della storica label ECM (la meno didascalica), perfino di Ennio Morricone (quello che non fischietta), in frammenti/sequenza da western dell’emisfero orientale (se la definizione non fosse un ossimoro).

E poi si tratta di un concept, argomento che farà la felicità di un’altra fetta di ascoltatori bramosi di categorie: che narra di un futuro retrodatato, di un tempo indefinito legato a divinità femminili ignote, alla madre Terra e al ciclo della fertilità.

Una bella sorpresa. Un disco, Noirabesque, nel quale si cala in profondità, dolcemente nonostante  la minacciosità delle bollature che lo accompagnano: il Dark (che copula col Jazz), o il noir del titolo non sono solo parte di un riuscito gioco di parole, ma dotati di significato e peso nell’economia delle sensazioni rilasciate, a ogni ascolto di più.

Nella messe infinita di release di tutti i generi, registrata in casa o nel più costoso degli studi, bombardati da comunicati stampa infarciti di sfondoni e stupidaggini come piovesse, il bellissimo lavoro di questo freak – dai cinque occhi, e teste che scrivono e mani che interpretano musica superbamente – rischia di passare inosservato. Non perdete l’occasione (e non badate sia datato 2018). A voi bastano due orecchie. Bene educate.


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