Tomb Raider Book Cover Tomb Raider
Azione, Avventura, Fantasy
Roar Uthaug
Geneva Robertson-Dworet, Alastair Siddons
Alicia Vikander, Dominic West, Walton Goggins, Daniel Wu, Kristin Scott Thomas, Hannah John-Kamen, Antonio Aakeel, Nick Frost, Emily Carey, Maisy De Freitas, Derek Jacobi
Junkie XL
15 3 2018
UK/USA
118’
21 3 2018

 

Oggi è il primo giorno di primavera, la Giornata Mondiale della Poesia, in Italia si ricordano le vittime della mafia, e per finire – almeno per quanto ne so, ma sono sicuro che c’è altro – si festeggia il capodanno curdo.

E io per celebrare tutto questo che faccio (allo scoccare della 1:00)? Vado al cinema e mi avventuro a vedere Tomb Raider

 

Alicia Vikander

Zompa più di un grillo, corre come Usain Bolt se gli avessero innestato altre due gambe della stessa qualità di quelle che già possiede, si arrampica che l’Uomo Ragno al confronto pare entrato in aracnopausa – cioè quella età nella quale non produce più ragnatela –, precipita da altezze assolute prendendo botte che ridurrebbero in poltiglia un rinoceronte: ma Tomb Raider, al secolo Lara Croft, se ne esce da tutto con due graffi. Al massimo con una scheggia conficcata in un fianco che si estrae lei stessa, ci mancherebbe, e dalla cui ferita non sgorgherà una goccia di sangue.

Metti la freccia (spuntata?), Lara

Siamo abituati a supereroi ai quali basta giocare la carta dei super-poteri, e allora va bene tutto. Accettiamo che le mazzate che si danno abbiano la conseguenza di un buffetto scambiato tra noi comuni mortali. Ma Lara Croft, ecco il problema, è esattamente una di noi: intendo dire un essere umano la cui preparazione fisica deriva dal fare il pony express in bicicletta a Londra e frequentare una palestra nella quale si arrabatta col kick boxing o qualcosa di simile. In più è armata di quella dote che ha reso famoso Arrigo Sacchi, ex allenatore di Milan e nazionale di calcio: il notorio fattore “C.”. Quello che le permette di trovare sempre l’appiglio o l’ammennicolo che le serve per salvare le chiappe – che altro, dato che stiamo parlando di fattore “C.” – ogni qualvolta sta precipitando, la sparano, le crolla addosso una montagna e così via: una, dieci, cento volte.

Lara bambina e Lord Croft (Dominic West e Maisy De Freitas)

Per essere poi una di noi… si fa per dire: perché la ragazza è l’erede di Richard Croft, non ben identificato uomo di affari che ha racimolato – o ereditato? – una smisurata fortuna. Il cui hobby è addentrarsi nei meandri dell’esoterismo con licenza di salvare il mondo. Compito che naturalmente passa nelle mani della figlia non appena il padre tira eroicamente le cuoia.

Alicia Vikander

Tomb Raider nasce come gioco. Di quelli nel quale devi avanzare, nel senso di procurarti armi, cibo etc. per proseguire o salire di livello. Mentre qui, nel film, non si fa che scendere. Fino al livello di qualità zero.

Perché il problema non è da dove si parte, il gioco, ma dove si arriva e soprattutto come. Ciò che regna in Tomb Raider è la piattezza assoluta: non vale la pena stare a sindacare sullo spessore dei personaggi di contorno – il padre, il cattivo, il buono –, ma riguardo a Lara basta dire una sola cosa, per dare idea del suo grado di attendibilità e pur restando all’interno degli schemi più terra-terra della fiction: che questo probabilmente è l’unico film della storia del cinema nel quale non esiste la più velata allusione sessuale o – anche peggio – sentimentale. Risvolti che potete trovare anche in Biancaneve di Walt Disney.

Alicia Vikander

Ci si aspetta che tra Lara e Lu Ren, il cui padre ha subito la stessa sorte di quello di lei, che partono da “soli contro tutti” scatti qualcosa, non dico un vero legame amoroso ma almeno un amplesso. Giusto per offrire l’idea che Lara Croft è qualcosa di più di un impulso elettrico che genera una immagine. Altrimenti tanto valeva restare fermi al gioco. Che diamine, la gente fa sesso anche in guerra, sotto le bombe. E invece no: Lara è di plastica. Più dell’onorevole Santanché e di Donatella Versace messe insieme.

Cattivissimo Vogel (Walton Goggins)

Ma va tenuto in considerazione che Lu Ren è un asiatico. Può la figlia di un Lord, perché Richard Croft è un Lord, mischiare i suoi umori con quelli di un giocatore d’azzardo e figlio di un pescatore extra comunitario? Ora che assistiamo al declino delle sinistre e al corrispondente ringhiare delle destre un po’ dovunque, meglio di no. Vedremo che succederà nel prossimo capitolo che pare già profilarsi all’orizzonte: questo suggerisce il finale aperto del film. Vedremo se oltre alle pistole gli sceneggiatori doteranno Lara Croft di ormoni. Sempre che loro stessi decidano di mettere prima in movimento i neuroni: cristo, non si pretende un prodotto da impegno civile, ma da qui al vuoto cosmico ne passa.

Lara attonita

In Tomb Raider si corre a perdifiato, si schivano proiettili e macigni, si saltano voragini senza fine, si risolvono rovelli mentre il pavimento sotto di te si sfalda, e per salvare l’umanità ci pensano la palestra e la bici a prepararti. Cosa che qui, in Emilia Romagna, sono un esercito a fare. Bene, vuol dire che il genere umano non deve temere gli sporchi intrighi della Trinità (l’organizzazione paramilitare che vuole prendere il sopravvento). Dovesse perire, Lara – nel prossimo episodio, ovvio –, allerterò un paio di amici che escono a pedalare tutte le domeniche e fanno pesistica tre volte a settimana. Saranno le nostre sentinelle, i nostri baluardi. Per quanto Trinity possa mettere… i bastoni tra le ruote… non avrà vita facile.

 

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