Tonya Book Cover Tonya
Drammatico, Biografico, Sportivo.
Craig Gillespie
Steven Rogers
Margot Robbie, Sebastian Stan, Allison Janney, Julianne Nicholson, Paul Walter Hauser, Bobby Cannavale, Caitlin Carver, Bojana Novakovic, Mckenna Grace.
Tatiana S. Riegel
29 3 2018
USA
121’
15 4 2018, cinema Raffaello.

 

Ognuno ha la sua verità. E la vita fa quel cazzo che le pare”, Tonya Harding.

 

Nel mondo delle frivolezze e del calcio in particolare che ne occupa un posto di primo piano, uno degli argomenti che vanno per la maggiore da una settimana a questa parte sono le parole di Gigi Buffon, portiere della Juventus, che si è iscritto a un gioco nel quale vigono regole che egli pare sottoscrivere solo quando gli sono favorevoli. Ha dichiarato con assoluta certezza che l’arbitro di Real Madrid vs Juventus al posto del cuore ha un bidone dell’immondizia. Perché gli ha fischiato un rigore contro. Secondo Buffon l’incapace fischietto non doveva valutare l’entità del fallo bensì contro chi si metteva: “lei non sa chi sono io!”, perbacco. Più italiano della pizza.

Andrebbe interpellato, il portierone, per sapere la sua opinione sul cuore della madre di Tonya Harding, bambina dal talento immenso cresciuta a pattini, botte e torture psicologiche. Una che, LaVona Harding, un rigore inventato contro Tonya lo fischiava ogni quindici minuti, lungo il corso di un match durato una infinità di anni.

Margot Robbie

Tonya è una bambina che a quattro viene gettata nel mondo dei concorsi del pattinaggio artistico su ghiaccio e sbaraglia la concorrenza fatta di ragazzine che hanno il doppio di età. Ma questo a LaVona non basta: abbandonata dal padre, Tonya resta prigioniera della smania di successo della madre totalmente anaffettiva, mai paga dei traguardi e degli sforzi della figlia che arriva a ritirare da scuola perché si possa dedicare meglio al pattinaggio.

Allison Janney

Raggiunta l’età della pubertà Tonya scapperà di casa per convivere col primo ragazzo che le dimostra attenzione. E saranno altre botte. Perché Jeff Gillooly è un buono a nulla che per giunta ha per migliore amico Shawn, ritardato millantatore che porterà tutti quanti al disastro.

Paul Walter Hauser, Sebastian Stan

In un vortice di quotidiana vessazione non solo familiare, perché nel mondo del suo sport che tiene alla retorica e all’ipocrisia dell’immagine Tonya viene regolarmente defraudata per i costumi cuciti in casa e le scelte musicali anticonvenzionali, il dramma della pattinatrice, rappresentativo di una America che ha perso la bussola dei valori, si consuma fuori dalla pista per un disegno del destino talmente canzonatorio da assumere i contorni della farsa. Quasi da ridere se non fosse per l’epilogo. Amarissimo per Tonya alla quale – colpevole o innocente dell’aggressione a Nancy Kerrigan non si saprà mai con certezza – viene per sempre tolta la possibilità di esprimere un talento del quale i mentecatti che la circondavano hanno avuto solo un vago sentore legato al possibile guadagno di fama e successo.

Il salto triplo axel di Tonya

Alla riuscita del film dell’australiano Craig Gillespie (Lars e una ragazza tutta sua, 2007; Fright Night – Il vampiro della porta accanto, 2011) – oltre alle splendide coreografie sul ghiaccio e alla colonna sonora fatta di pezzi rock d’epoca che servono a fissare paletti temporali e i gusti di Tonya – contribuisce il doppio piano della narrazione che vede i principali personaggi raccontare la propria versione dei fatti, separatamente, di fronte alle telecamera di quello che potrebbe essere un reality show, anni dopo la condanna a Tonya, Jeff e Shawn quali mandanti dell’inetto picchiatore che fracassò un ginocchio alla Kerrigan, l’altra fuoriclasse della nazionale USA di pattinaggio che secondo Jeff e Shawn costituiva un pericolo per l’ascesa di Tonya.

La vera Tonya Harding

Quattro persone – Tonya, la madre, l’ex marito e il demenziale Shawn – che ovviamente raccontano, presi uno per uno, una verità che non collima con quella degli altri. Mentre il corso principale della narrazione si insinua come un lungo flashback proprio tra queste testimonianze in un dinamico aggrovigliarsi di dramma e grottesco.

Non sapremo mai come sono andate realmente le cose, ma una cosa il film chiarisce in modo definitivo: che puoi avere tutto il talento che vuoi, ma poi, poi la vita fa come cazzo vuole.

Grazie a Tonya, Allison Janney che interpreta LaVona Harding ha vinto l’Oscar per la categoria Migliore Attrice Non Protagonista.

 

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